1 miliardo di dollari in chip A20 Pro fermi nei magazzini TSMC, Apple non ha la RAM
Nonostante la capacità produttiva da record di TSMC, Apple si trova ad affrontare un ostacolo imprevisto che minaccia seriamente la sua tabella di marcia. Il colosso di Cupertino è attualmente alle prese con una grave carenza di memorie DRAM, una situazione che ha bloccato chip A20 Pro per un valore

Nonostante la capacità produttiva da record di TSMC, Apple si trova ad affrontare un ostacolo imprevisto che minaccia seriamente la sua tabella di marcia.
Il colosso di Cupertino è attualmente alle prese con una grave carenza di memorie DRAM, una situazione che ha bloccato chip A20 Pro per un valore stimato di 1 miliardo di dollari negli stabilimenti del fornitore taiwanese.
La forte domanda di componenti generata dai nuovi attori legati all’intelligenza artificiale ha prosciugato le scorte globali di RAM, mettendo a rischio il lancio dei prossimi iPhone 18 e rallentando la distribuzione di altri dispositivi chiave come i MacBook Air.
iPhone 18 a rischio? 1 miliardo di dollari in chip fermi perché manca la RAM

La radice del blocco risiede in una competizione molto aggressiva per l’accaparramento delle componenti hardware. Numerose aziende tech stanno investendo ingenti capitali per assicurarsi le forniture di memoria, in particolare le RAM LPDDR5X, moduli estremamente ricercati per l’alta larghezza di banda e i bassi consumi energetici.
Questa corsa all’acquisto ha messo Apple in una posizione difficile, costringendola a mettersi in fila per subire le dinamiche di un mercato governato da esigenze che vanno oltre il settore degli smartphone tradizionali.
La dirigenza californiana ha esplorato diverse strade per aggirare l’ostacolo, avviando fitte trattative con i fornitori storici e cercando accordi economicamente vantaggiosi con il produttore cinese CXMT.
Tuttavia, questi tentativi di negoziazione non hanno portato ai risultati sperati, lasciando all’azienda poche opzioni oltre a quella di pagare cifre maggiorate pur di sbloccare le spedizioni.
I ritmi di TSMC e il blocco dei chip A20 Pro
Mentre Apple cerca disperatamente soluzioni per procurarsi i banchi di memoria, il partner TSMC continua a viaggiare a ritmi produttivi notevoli. La fonderia asiatica prevede infatti di raggiungere la quota di 100.000 wafer mensili per l’avanzato processo a 2 nm entro la fine del 2026.
Gli impianti situati a Taiwan, tra cui la Fab 3 di Longtan che si occupa della produzione e dell’applicazione del nuovo metodo Wafer-Level Multi-Chip Module Packaging (WMCM), stanno lavorando a pieno regime per assecondare la domanda.
Storicamente, i processori di punta di Apple entrano nella fase di produzione di massa tra i mesi di luglio e agosto, garantendo volumi adeguati in vista dei preordini successivi alle presentazioni di settembre. Quest’anno, la mancanza di DRAM impedisce all’enorme fornitura da 1 miliardo di dollari di chip A20 Pro di passare alle fasi successive di assemblaggio.
I ritardi a catena
L’impossibilità di abbinare i semiconduttori alle memorie necessarie rischia di innescare una reazione a catena su tutta la linea produttiva, le cui fasi terminali si svolgono negli stabilimenti in Cina.
I futuri smartphone necessitano di memorie capienti, veloci e pronte all’uso. Se la scarsità di questi moduli non verrà risolta in tempi brevi, gli iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max potrebbero subire un rinvio eccezionale rispetto alle consuete scadenze della società.
Le ripercussioni di questo collo di bottiglia sono purtroppo già visibili in altri segmenti del catalogo: le spedizioni dei MacBook Air hanno registrato ritardi significativi nelle scorse settimane, rendendo le macchine non disponibili per i consumatori finali fino al mese di settembre.
Questo articolo 1 miliardo di dollari in chip A20 Pro fermi nei magazzini TSMC, Apple non ha la RAM è stato pubblicato in origine su GizChina.it.