Aereo costretto ad atterrare a causa di una “bomba” Bluetooth
Un volo transatlantico che doveva collegare il New Jersey alle isole Baleari si è trasformato in un incubo di sicurezza gestita dalle autorità federali USA, tutto per colpa del nome assegnato a un dispositivo Bluetooth. “Bomba” Bluetooth costringe volo ad atterrare Il volo United Airlines 236, decol

Un volo transatlantico che doveva collegare il New Jersey alle isole Baleari si è trasformato in un incubo di sicurezza gestita dalle autorità federali USA, tutto per colpa del nome assegnato a un dispositivo Bluetooth.
“Bomba” Bluetooth costringe volo ad atterrare
Il volo United Airlines 236, decollato dall’aeroporto di Newark con destinazione Palma di Maiorca, si trovava in quota da circa un’ora rispetto alle otto o nove previste per la traversata oceanica.
All’improvviso, l’equipaggio ha interrotto la quiete a bordo con una comunicazione insolita e perentoria: il comandante ha ordinato a tutti i passeggeri di disattivare immediatamente ogni connessione Bluetooth. In caso di inosservanza, l’aeromobile avrebbe fatto rientro alla base.
La severa direttiva proveniva direttamente dal quartier generale della compagnia aerea situato a Chicago. Nonostante l’avviso e il successivo spegnimento di un paio di connessioni, la decisione finale presa dai vertici è stata quella di invertire la rotta di 180° e fare ritorno al punto di partenza.
La verità scoperta attraverso le comunicazioni radio
Durante il viaggio di rientro verso gli Stati Uniti, i passeggeri sono rimasti completamente all’oscuro delle reali motivazioni della deviazione.
Tuttavia, potendo usufruire della rete Wi-Fi di bordo, molti hanno iniziato a cercare risposte sui social network, scoprendo una situazione che veniva monitorata con apprensione anche da terra. Alcuni attenti osservatori stavano infatti ascoltando in diretta streaming le comunicazioni radio del controllo del traffico aereo dell’aeroporto di Newark.
Attraverso questi canali pubblici, i responsabili di rampa avevano spiegato a un altro pilota in volo che la minaccia derivava da un altoparlante Bluetooth di proprietà di un passeggero.
Il dispositivo trasmetteva un nome di accoppiamento composto da una parola specifica, capace di far scattare all’istante i massimi protocolli di allerta nel settore dell’aviazione: “Bomb“, ovvero bomba.
L’intervento delle forze dell’ordine
Dopo circa due ore dal decollo iniziale, l’aereo ha toccato nuovamente il suolo di Newark, dove è stato tempestivamente circondato dalle forze dell’ordine e dai Marshal federali. I viaggiatori sono stati fatti scendere con l’ordine rigoroso di lasciare i bagagli a mano sull’aeromobile, potendo portare con sé esclusivamente i documenti d’identità e il telefono cellulare.
Le successive ispezioni hanno rivelato che l’autore dell’allarme era un ragazzo adolescente. L’incidente, peraltro, si inserisce in una fase in cui la compagnia aerea ha recentemente vietato la riproduzione di file audio e video senza auricolari, incentivando notevolmente l’uso di cuffie Bluetooth in cabina.
Al termine dei controlli di rito e dopo una bonifica completa dell’apparecchio, la situazione è tornata alla normalità. Il volo è ripartito in sicurezza, raggiungendo la destinazione spagnola alle 9:41 del mattino e i passeggeri hanno ricevuto un buono pasto per attenuare il disagio subito.
Precedenti che invitano alla cautela
Episodi di questa natura non rappresentano un caso del tutto isolato. In un’altra recente occasione, su un volo decollato sempre da Newark e diretto a Miami, il comandante aveva minacciato di far intervenire l’FBI per ispezionare i telefoni dei presenti a causa di un hotspot Wi-Fi rinominato con frasi antisemite e offensive.
In quel frangente, il pilota concesse 30 secondi esatti per disattivare la rete, un ordine che venne eseguito prontamente dall’utente rimasto anonimo, permettendo all’aereo di atterrare in Florida senza ulteriori interruzioni.
Questo articolo Aereo costretto ad atterrare a causa di una “bomba” Bluetooth è stato pubblicato in origine su GizChina.it.