Anche il Regno Unito vieta i social media agli under 16
Il governo britannico vieta i social media agli under 16: TikTok, Instagram, YouTube e X nella lista. Ecco cosa prevede la legge e perché divide. L'articolo Anche il Regno Unito vieta i social media agli under 16 sembra essere il primo su Smartworld.

Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato il divieto di accesso ai social media per tutti i minori di 16 anni nel Regno Unito. La misura, attesa per inizio 2027, riguarda piattaforme come TikTok, Snapchat, Instagram, Facebook, YouTube e X. Esclusi dalla lista YouTube Kids e le app di messaggistica come WhatsApp e Signal.
Non è una novità assoluta nel panorama globale: Australia, Canada, Brasile, Indonesia, Francia e Spagna hanno già adottato o stanno studiando restrizioni simili. Ma il governo britannico vuole andare oltre il modello australiano, che nel 2024 era stato il primo a vietare agli under 16 di aprire account sui social.
Il meccanismo sanzionatorio punta sulle piattaforme, non sui ragazzi: chi non adotta misure ragionevoli per escludere i minori rischia multe multimilionarie. Starmer ha specificato che l'obiettivo non è punire i giovani, ma responsabilizzare le aziende tech.
Il governo si è mosso dopo una consultazione pubblica che ha raccolto 116.000 risposte, con oltre il 90% dei partecipanti favorevole al divieto per gli under 16. Tra le misure allo studio ci sono anche coprifuoco notturno e interruzioni dello scroll infinito per i minori di 18 anni, con dettagli attesi il mese prossimo.
Starmer ha anche annunciato interventi sulle piattaforme gaming e livestreaming per impedire ai contatti sconosciuti di raggiungere i minori, e ha stabilito che i chatbot AI con funzioni romantiche o sessuali saranno accessibili solo ai maggiorenni.
"I social media rendono i bambini infelici. Lo vediamo con i nostri occhi", ha detto Starmer, aggiungendo: "Teenagers drink before they should, but we do not then say, 'in which case let us abandon any attempt to stop them buying alcohol.'"
"I social media rendono i bambini infelici. Lo vediamo con i nostri occhi", ha detto Starmer, aggiungendo: "Gli adolescenti bevono prima dell'età consentita, ma non per questo diciamo: 'in tal caso, abbandoniamo ogni tentativo di impedire loro di comprare alcolici'".
Le reazioni del settore non si sono fatte attendere. YouTube e Meta hanno avvertito che un divieto generalizzato rischia di spingere i ragazzi verso spazi non regolamentati e meno sicuri. "I divieti generalizzati spingono i minori fuori da esperienze curate e supervisionate verso servizi anonimi e meno sicuri", ha dichiarato un portavoce di YouTube. Meta ha aggiunto che l'Australia ha già dimostrato come i divieti rischino di isolare i teenager dalle comunità online.
Anche tra i ricercatori e le associazioni ci sono posizioni divise. Kate Edwards della Molly Rose Foundation, fondata in memoria di una 14enne morta dopo essere stata esposta a contenuti autolesionistici online, ha dichiarato:
Questo è troppo facile da aggirare. Si basa su strumenti di verifica dell'età che si sono dimostrati inefficaci. Non fa nulla per affrontare il problema reale: gli algoritmi dannosi e i contenuti che esistono su quelle piattaforme.
Jon Crowcroft, professore di sistemi di comunicazione all'Università di Cambridge, ha sottolineato che "c'è un rischio reale che questo spinga alcuni utenti verso siti peggiori, e controllare i dispositivi è quasi impossibile tecnicamente".
Il tema non è privo di implicazioni geopolitiche: l'ambasciata americana a Londra ha già espresso preoccupazione per le restrizioni che graverebbero sulle aziende tech statunitensi, e Starmer ha detto di voler discutere la questione con Trump e altri leader al G7 in Francia.
Il nodo, che il dibattito britannico mette in evidenza meglio di qualsiasi altro, è che vietare l'accesso non equivale a risolvere il problema: finché gli algoritmi continuano a spingere contenuti dannosi, spostare i ragazzi da una piattaforma regolamentata a una non regolamentata potrebbe peggiorare le cose.
L'articolo Anche il Regno Unito vieta i social media agli under 16 sembra essere il primo su Smartworld.