Apple accusa OpenAI di aver rubato i suoi segreti, si va in tribunale

L’alleanza che appena due anni fa aveva portato i celebri chatbot basati sull’IA sui dispositivi di Cupertino si è improvvisamente incrinata. Apple ha formalmente citato in giudizio OpenAI, accusando la società di aver illecitamente acquisito segreti industriali essenziali tramite le assunzioni di a

Apple accusa OpenAI di aver rubato i suoi segreti, si va in tribunale
causa tribunale

L’alleanza che appena due anni fa aveva portato i celebri chatbot basati sull’IA sui dispositivi di Cupertino si è improvvisamente incrinata.

Apple ha formalmente citato in giudizio OpenAI, accusando la società di aver illecitamente acquisito segreti industriali essenziali tramite le assunzioni di alcuni ex dipendenti.

Apple porta in tribunale OpenAI, rubati segreti industriali

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Crediti: OpenAI, Canva

Secondo le documentazioni giudiziarie riportate da Bloomberg, la causa depositata in tribunale punta il dito direttamente contro OpenAI, la sua neonata divisione hardware denominata io Products e due figure chiave che in passato operavano nei laboratori della mela morsicata: Tang Tan e Chang Liu.

Tan vanta un curriculum di altissimo livello a Cupertino, avendo contribuito attivamente alla creazione di prodotti di enorme successo commerciale come l’iPhone e l’Apple Watch; oggi ricopre il ruolo di responsabile dello sviluppo hardware in OpenAI, nomina arrivata in seguito all’acquisizione di io Products, l’azienda fondata dal celebre designer Jony Ive.

Liu, d’altra parte, è entrato nei ranghi della startup guidata da Sam Altman all’inizio di quest’anno, forte della sua precedente esperienza come esperto elettrotecnico alle dipendenze di Tim Cook.

Le accuse di furto intellettuale

La denuncia depositata descrive una situazione estremamente delicata, ben lontana dal semplice e fisiologico trasferimento di competenze professionali tra aziende concorrenti.

I legali di Apple denunciano infatti una manovra coordinata e sistematica, concepita per ottenere informazioni riservate sui processi di manifattura, sulla gestione della catena di approvvigionamento dei fornitori e sullo sviluppo tecnico. Tutto ciò allo scopo specifico di accelerare i piani di espansione di OpenAI nel mercato dei dispositivi fisici.

Scendendo nei dettagli delle contestazioni, Apple sostiene che Tang Tan abbia incoraggiato attivamente i candidati, proprio durante le delicate fasi di colloquio, a presentarsi portando con sé componenti fisici o documentazione segreta appartenente al suo ex datore di lavoro.

Chang Liu, dal canto suo, avrebbe trattenuto file estremamente sensibili al momento delle proprie dimissioni, accedendo a dati progettuali coperti da severi vincoli di riservatezza senza possedere alcuna autorizzazione valida.

Le richieste in sede civile

L’intera controversia gravita attorno al nascente ecosistema di prodotti di OpenAI. L’azienda sta lavorando a stretto contatto con Jony Ive per lanciare una tipologia inedita di dispositivi pensati appositamente per le intelligenze artificiali.

Secondo l’accusa, tuttavia, le fondamenta stesse di tale progetto poggerebbero su conoscenze sottratte indebitamente, piuttosto che su una ricerca autonoma e indipendente.

Per difendere le proprie scoperte, Apple ha richiesto un importante risarcimento per i danni subiti, accompagnato da un’ingiunzione formale per bloccare immediatamente l’uso e qualsiasi potenziale profitto derivante dai segreti contestati. Viene inoltre pretesa dal giudice la restituzione o la distruzione definitiva di qualsiasi materiale riservato ancora nelle mani degli imputati.

Fino a questo momento, OpenAI ha preferito mantenere il totale silenzio sulle accuse, ma la disputa segna un inasprimento significativo nello scontro globale.

Questo articolo Apple accusa OpenAI di aver rubato i suoi segreti, si va in tribunale è stato pubblicato in origine su GizChina.it.