Arm sotto indagine, accusata di voler monopolizzare il mercato dei semiconduttori

Arm Holdings Plc si trova al centro di una complessa indagine antitrust condotta dalla Federal Trade Commission (FTC) statunitense. L’autorità federale per la concorrenza e la tutela dei consumatori sta analizzando con attenzione le pratiche di concessione delle licenze per le tecnologie legate alla

Arm sotto indagine, accusata di voler monopolizzare il mercato dei semiconduttori
Arm CPU

Arm Holdings Plc si trova al centro di una complessa indagine antitrust condotta dalla Federal Trade Commission (FTC) statunitense.

L’autorità federale per la concorrenza e la tutela dei consumatori sta analizzando con attenzione le pratiche di concessione delle licenze per le tecnologie legate alla produzione di microchip, sospettando che l’azienda britannica stia tentando di acquisire un controllo illecito su segmenti specifici del settore.

Secondo fonti confidenziali, i funzionari di Washington vogliono accertare se Arm abbia intenzione di negare o di ridurre la qualità delle licenze relative ai progetti delle unità di elaborazione centrale, proprio nel momento in cui intensifica gli sforzi per sviluppare i propri processori in modo indipendente.

All’inizio dell’anno, l’agenzia ha notificato ad Arm l’avvio delle verifiche, imponendo la rigida conservazione di tutti i documenti aziendali pertinenti.

La FTC sta indagando Arm, in pericolo le licenze dei chip?

qualcomm snapdragon arm

Dal punto di vista storico, la società, controllata in maggioranza da SoftBank Group Corp., non si è mai occupata della fabbricazione materiale dei semiconduttori.

Il suo solido modello commerciale si basa infatti sulla vendita di design avanzati e sulla concessione di licenze per i set di istruzioni, ossia i linguaggi di base che permettono al software di comunicare efficacemente con l’hardware.

Grandi multinazionali come Qualcomm e colossi della tecnologia come Apple dipendono da queste architetture per realizzare i loro chip di punta.

La notizia delle indagini in corso ha generato un lieve contraccolpo a Wall Street, portando le azioni a chiudere con un calo inferiore all’1 per cento, assestandosi a 207,96 dollari. Fino a quel momento, il titolo aveva registrato un’annata eccezionale, arrivando quasi a raddoppiare il proprio valore e superando agevolmente le prestazioni generali del Philadelphia Stock Exchange Semiconductor Index.

L’offensiva di Qualcomm e lo scenario internazionale

L’attenzione dei regolatori ha varcato i confini americani. Anche le autorità di vigilanza europee e sudcoreane stanno esaminando da vicino il comportamento commerciale del gruppo britannico, sollecitate in gran parte dalle ripetute segnalazioni di Qualcomm.

Quest’ultima ha formalizzato un reclamo alla Commissione Europea nel 2024, accusando Arm di voler limitare in modo scorretto l’accesso alle licenze tecnologiche. Le tensioni avevano già portato, lo scorso anno, l’antitrust di Seul a effettuare ispezioni a sorpresa negli uffici coreani di Arm.

La dirigenza britannica ha però respinto le accuse in blocco, diffondendo un comunicato in cui bolla le affermazioni di Qualcomm come del tutto infondate e considerandole un tentativo scorretto per ottenere un vantaggio negoziale nella disputa commerciale attualmente in corso tra i due marchi.

Questa contrapposizione rappresenta l’ultimo capitolo di una rivalità che ha radici profonde: in passato Qualcomm si era opposta ferocemente alla fallita acquisizione di Arm da parte di Nvidia nel 2022 e, l’anno precedente, aveva innescato una complessa battaglia legale per violazione del contratto a seguito dell’acquisizione della startup Nuvia.

Una nuova strategia verso i data center

Le indagini si inseriscono in un periodo di forti trasformazioni per l’azienda. Sotto la guida dell’amministratore delegato Rene Haas, Arm ha iniziato a spostare il proprio baricentro, allontanandosi dalle sue origini legate strettamente ai dispositivi mobili per cercare ampi margini di profitto nel fiorente mercato dei data center.

A marzo, sono emersi i piani aziendali per la progettazione diretta di processori proprietari, un’iniziativa ambiziosa che potrebbe generare ricavi per 15 miliardi di dollari annui nell’arco di cinque anni.

Se da un lato Qualcomm teme che questa espansione possa tradire il modello di licenze aperte che ha garantito la crescita dell’intera industria, dall’altro numerosi attori di peso come Alphabet, Amazon e AMD hanno espresso il loro favore.

In particolare, i vertici del settore server di AMD hanno accolto con entusiasmo l’arrivo del nuovo concorrente, sottolineando come un mercato competitivo imponga a tutte le aziende di mantenere altissimi i ritmi di innovazione.

Questo articolo Arm sotto indagine, accusata di voler monopolizzare il mercato dei semiconduttori è stato pubblicato in origine su GizChina.it.