Colpo di scena! L'Europa vuole copiare il Piracy Shield italiano (ma non tutto)
Piracy Shield è tra i migliori sistemi antipirateria in Europa secondo uno studio del Parlamento UE: veloce, centralizzato, ma con qualche problema. L'articolo Colpo di scena! L'Europa vuole copiare il Piracy Shield italiano (ma non tutto) sembra essere il primo su Smartworld.

Il Piracy Shield italiano è finito nuovamente sotto i riflettori del Parlamento Europeo, ma stavolta in senso positivo. Uno studio commissionato dalla Commissione JURI, quella che si occupa della correttezza giuridica delle proposte legislative, ha analizzato i sistemi antipirateria di sette Paesi UE e ha indicato quello italiano come uno dei più avanzati su due aspetti specifici. Non è un'assoluzione completa, però: i problemi noti rimangono sul tavolo.
Prima di tutto, un po' di contesto sul fenomeno che questi sistemi cercano di arginare. La pirateria delle dirette, soprattutto sportive e via IPTV illegale, non è più un fenomeno di nicchia: nel 2023 le visite ai siti di registrazione di servizi IPTV pirata sono aumentate del 10%, e ogni utente internet europeo ha effettuato in media circa 10 accessi mensili a contenuti illegali, la metà dei quali riguardanti contenuti televisivi. Nel 2024 e nel primo semestre del 2025 sono state inviate oltre 26 milioni di richieste di rimozione agli intermediari digitali, ma solo l'11% ha portato a una sospensione effettiva, e circa il 90% dei contenuti è ricomparso nella stessa giornata.
Lo studio, firmato dal professor Giovanni Maria Riccio dell'Università di Salerno, premia Piracy Shield su due fronti: è l'unico sistema in Europa capace di intervenire entro 30 minuti dalla convalida di una segnalazione, e concentra le competenze in un'unica autorità pubblica indipendente, cioè AGCOM. Negli altri Paesi analizzati, invece, le responsabilità sono distribuite tra tribunali, ministeri e accordi privati, il che rallenta tutto.
Dati di percezione alla mano, la situazione sembra positiva: il Piracy Shield è conosciuto dal 71% degli italiani intervistati da un'indagine FAPAV/Ipsos sul 2025, il 62% lo ritiene efficace e il 70% lo considera uno strumento utile. Percentuali che fanno un certo effetto, anche se la questione dei numeri ufficiali di Piracy Shield è già stata contestata in passato.
Detto questo, lo studio non risparmia le critiche. Al sistema italiano vengono associati i problemi ricorrenti di proporzionalità, overblocking e garanzie procedurali. In pratica, il rischio di bloccare indirizzi IP legittimi insieme a quelli pirata è reale, e le tutele per chi subisce un blocco ingiustificato non sono sempre adeguate. Un tema che abbiamo già affrontato e che rimane irrisolto.
La proposta che emerge dallo studio è un modello europeo ibrido che combini il meglio dei sistemi nazionali più avanzati:
- Da Piracy Shield: la rapidità dei blocchi entro 30 minuti e il ruolo centrale di un'autorità pubblica come AGCOM.
- Dal sistema francese: un'ingiunzione giudiziaria iniziale combinata con il coordinamento di ARCOM, che può estendere dinamicamente il blocco a nuovi siti. Da notare che il 5 agosto il Codice dello sport francese è stato modificato e ora gli intermediari devono eseguire le misure "senza ritardo", senza però un limite numerico preciso come i 30 minuti italiani.
- Dal sistema belga: il giudice autorizza la misura e il servizio antipirateria aggiorna i bersagli durante le competizioni. Il Belgio sta anche lavorando a una riforma che consentirebbe blocchi preventivi quando la trasmissione illegale di un evento è prevedibile, senza dover aspettare che l'infrazione sia già iniziata.
Il rovescio della medaglia di Francia e Belgio è evidente: più garanzie significano più lentezza. In Belgio, il presidente del Tribunale delle imprese di Bruxelles deve pronunciarsi entro otto giorni e il servizio antipirateria ha tre giorni di tempo. Tempi incompatibili con la velocità con cui i contenuti pirata si spostano durante una partita di calcio.
La partita vera, insomma, si gioca tutta sull'equilibrio tra velocità di intervento e tutele procedurali: Piracy Shield vince sul primo fronte, ma resta indietro sul secondo, e l'Europa sembra voler prendere il meglio di entrambi i mondi.
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