Cosa resta ad Apple? Siri girerà su GPU Nvidia con codice Google
La WWDC 2026 è ormai imminente e l’attesa per la presentazione di iOS 27 e della tanto chiacchierata Siri 2.0 ha raggiunto i massimi livelli. Tuttavia, dietro le quinte, la strategia di Cupertino ha subito una deviazione drastica rispetto alle premesse iniziali. Al momento del lancio di Apple Intell

La WWDC 2026 è ormai imminente e l’attesa per la presentazione di iOS 27 e della tanto chiacchierata Siri 2.0 ha raggiunto i massimi livelli.
Tuttavia, dietro le quinte, la strategia di Cupertino ha subito una deviazione drastica rispetto alle premesse iniziali. Al momento del lancio di Apple Intelligence, l’azienda aveva fatto molto clamore puntando su un’infrastruttura chiusa e sicura: server basati su chip proprietari e un’intelligenza artificiale interamente creata in casa, pensata per garantire la massima privacy degli utenti.
Oggi, la narrazione si scontra con una realtà ben diversa. La necessità di potenza di calcolo e di modelli linguistici avanzati ha spinto l’azienda di Tim Cook ad affidarsi a colossi esterni, rinunciando di fatto al controllo totale su hardware e software.
Apple: accordi con Nvidia e Google per la nuova IA

Stando alle recenti indiscrezioni, le richieste più complesse rivolte all’assistente virtuale non verranno elaborate da algoritmi sviluppati a Cupertino. Al contrario, Apple avrebbe siglato un accordo da 1 miliardo di dollari all’anno per sfruttare una versione personalizzata del modello Gemini di Google.
Questo passaggio è imponente: l’assistente vocale abbandonerà l’attuale modello generativo da 3 miliardi di parametri, oggi impiegato per riassunti testuali e risposte basilari, per appoggiarsi a un’architettura mastodontica da 1,2 trilioni di parametri. Una mossa per fornire risposte altamente articolate senza dover sempre delegare i quesiti più difficili a servizi esterni come ChatGPT.
I super chip di Nvidia a tutela dei dati
Il cambiamento non riguarda solamente l’infrastruttura software, ma si estende profondamente ai processori. Per far funzionare il nuovo modello Gemini all’interno di Google Cloud, verranno impiegate le tecnologie di Nvidia. Nello specifico, Apple sfrutterà i chip per data center Blackwell B200.
La scelta è dettata dalla volontà di mantenere intatta la promessa sulla sicurezza dei dati. I processori Nvidia integrano infatti una funzione di calcolo confidenziale che cripta le informazioni direttamente durante l’elaborazione sul chip, preservando la privacy dell’utente.
A livello ingegneristico, il B200 offre prestazioni sbalorditive grazie a un’elaborazione parallela che sfrutta migliaia di core per risolvere simultaneamente operazioni che le tradizionali CPU gestirebbero in modo sequenziale.
Il processore è realizzato con tecnologia a 4 nm da TSMC e unisce due die in un unico componente capace di comunicare a una velocità di 10 TB/s. Il risultato è un chip da 208 miliardi di transistor.
L’assistente personale in azione
Nonostante l’insolita perdita di indipendenza, i vantaggi per l’utente finale saranno tangibili. Le novità saranno accessibili solo sugli smartphone di fascia alta più recenti, a partire dagli iPhone 15 Pro, passando per la serie iPhone 16 e iPhone 17, fino ad arrivare ai futuri modelli della gamma iPhone 18.
Sui dispositivi compatibili, la nuova Siri diventerà un’entità profondamente interconnessa con il sistema operativo. Avrà la capacità di analizzare autonomamente applicazioni native come Messaggi, Mail, Note, Foto e Calendario per estrapolare informazioni contestuali.
Ad esempio, incrociando i dati di un volo in arrivo trovati nella casella di posta elettronica con i sistemi di tracciamento aerei e le informazioni sul traffico di Apple Maps, l’assistente potrà calcolare in totale autonomia l’orario esatto in cui l’utente dovrà uscire di casa per andare a prendere un parente in aeroporto.
Un livello di automazione notevole che, sebbene sia alimentato da tecnologie di terze parti, cercherà di mantenere l’esperienza utente tipica dell’ecosistema Apple.
Questo articolo Cosa resta ad Apple? Siri girerà su GPU Nvidia con codice Google è stato pubblicato in origine su GizChina.it.