everAliveSensor è il sensore IoT fai-da-te senza batterie che dura anni con il sole

Un sensore IoT fai-da-te con supercondensatore e ESP32-C6 promette autonomia quasi infinita: ecco come funziona everAliveSensor. L'articolo everAliveSensor è il sensore IoT fai-da-te senza batterie che dura anni con il sole sembra essere il primo su Smartworld.

everAliveSensor è il sensore IoT fai-da-te senza batterie che dura anni con il sole

Chi ha mai provato a installare un sensore smart in un punto scomodo della casa sa bene il problema: o ti affidi ad un cavo, o cambi le batterie ogni tot mesi, o ti rassegni a piazzarlo dove non vorresti. Un progetto fai-da-te chiamato everAliveSensor prova a risolvere la questione in modo piuttosto elegante, combinando due soluzioni che da sole non bastano mai.

L'idea è quella di un pannello solare più supercondensatore, senza batterie tradizionali. Il risultato, almeno sulla carta, è un sensore che può funzionare per anni senza che nessuno ci metta le mani sopra.

Il cuore del sistema è un microcontrollore ESP32-C6 che trascorre quasi tutto il tempo in modalità deep sleep. Ogni cinque minuti si sveglia, legge i dati dal sensore collegato, trasmette un pacchetto Bluetooth Low Energy da soli sei byte per circa 20 millisecondi, poi torna a dormire. L'intero ciclo dura circa 200 millisecondi e consuma in media 21,68 mA, ma solo durante quella brevissima finestra: il dispositivo resta inattivo per oltre il 99,9% del tempo.

Questo consumo quasi inesistente è, in sostanza, la chiave del progetto. Un supercondensatore anche molto compatto riesce ad alimentare il sensore per oltre 19 giorni consecutivi al buio totale. Con qualsiasi esposizione solare, anche minima e occasionale, il dispositivo può teoricamente continuare a funzionare per anni senza intervento umano, fino al normale deterioramento dei componenti elettronici.

I supercondensatori hanno un vantaggio importante rispetto alle batterie ricaricabili tradizionali: non degradano con i cicli di carica e scarica, si ricaricano molto più velocemente e hanno una durata operativa molto più lunga. Sono la scelta giusta per un dispositivo che si ricarica un po' ogni giorno e si scarica lentamente di notte.

Il progetto nasce con il sensore BME680 per temperatura e umidità, ma è pensato per adattarsi a qualsiasi sensore con requisiti energetici moderati. Per chi segue il mondo della smart home e dei dispositivi IoT, è esattamente il tipo di approccio che mancava: non un prodotto commerciale con abbonamento cloud, ma un sistema aperto e componibile.

Progetti come questo ci ricordano che talvolta le soluzioni più interessanti nascono fuori dai canali ufficiali, da chi si fa le domande giuste e non aspetta che qualcuno le risponda con un prodotto in scatola.

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