GPT-6 Astra: OpenAI lancia il nuovo modello e riapre il dibattito sull’AGI

OpenAI ha presentato GPT-6 Astra, il nuovo modello che l’azienda descrive come il più avanzato mai realizzato finora. A dare il tono all’annuncio è stato il presidente Greg Brockman, che ha parlato apertamente di un “salto generazionale” e si è spinto a dire di ritenere personalmente che OpenAI abbi

GPT-6 Astra: OpenAI lancia il nuovo modello e riapre il dibattito sull’AGI
gpt-6 astra

OpenAI ha presentato GPT-6 Astra, il nuovo modello che l’azienda descrive come il più avanzato mai realizzato finora. A dare il tono all’annuncio è stato il presidente Greg Brockman, che ha parlato apertamente di un “salto generazionale” e si è spinto a dire di ritenere personalmente che OpenAI abbia ormai raggiunto l’intelligenza artificiale generale. Sam Altman, dal canto suo, mantiene toni più cauti sull’argomento.

GPT-6 Astra: cosa cambia davvero e perché si torna a parlare di AGI

ChatGPT
Crediti: OpenAI

Prima di entrare nel merito, vale la pena chiarire di cosa si parla quando si nomina l’AGI, l’intelligenza artificiale generale: è l’idea di un sistema capace di affrontare qualunque compito intellettuale alla pari di una persona, e non solo di eccellere in compiti specifici e delimitati come fa oggi anche il miglior assistente IA. Per anni è rimasto un traguardo più evocato che davvero definito, tanto che le stesse aziende del settore non condividono un criterio univoco per stabilire quando sia stato raggiunto.

Tornando al debutto del modello, la vera novità di Astra, più che nei singoli numeri, sta nel modo in cui lavora: non si limita a rispondere a una domanda, ma prova a capire l’obiettivo di fondo, usa strumenti in autonomia e porta avanti un compito con un livello di supervisione umana molto più basso rispetto a prima. Come esempio, viene citato il caso di un’analisi affidata al modello su una catena di fornitura di chip particolarmente complessa: Astra sarebbe stato in grado di segnalare da solo un problema che nessuno gli aveva chiesto di cercare.

È proprio questo tipo di comportamento a spingere Brockman a dire di ritenere personalmente che OpenAI abbia raggiunto l’AGI, lasciando però a ognuno il compito di decidere se Astra risponda davvero a questa definizione. Va detto che non si tratta di una posizione ufficiale di OpenAI, che nel presentare Astra resta più cauta nell’uso di questa etichetta.

Dietro il modello c’è una macchina di addestramento fuori scala: secondo quanto emerso, Astra sarebbe stato allenato con la sessione di training più grande mai realizzata da OpenAI, sfruttando oltre 100.000 GPU in un unico centro dati in Texas, ed è il primo modello a essere stato supervisionato durante l’addestramento anche da altri modelli, non solo da persone.

Meno teoria, più capacità di usare davvero un computer

Sul piano dei numeri, Astra fa segnare miglioramenti netti in praticamente tutte le aree in cui viene messo alla prova, dal ragionamento puro alla matematica avanzata, fino alla scrittura di codice, anche se su quest’ultimo fronte il progresso rispetto alla generazione precedente risulta più contenuto e in linea con quanto offerto dalla concorrenza.

Ma il salto che più probabilmente si tradurrà in un cambiamento concreto per chi lo utilizza riguarda la capacità di muoversi da solo dentro un computer: navigare tra le pagine, compilare moduli, aggiornare un gestionale, organizzare un calendario, lavorare su documenti e fogli di calcolo senza bisogno di istruzioni passo passo, arrivando a dimezzare il tempo medio necessario per portare a termine questo tipo di attività rispetto al modello precedente.

Astra riesce inoltre a portare avanti compiti di programmazione più lunghi mantenendo il filo del discorso, ricordando cosa ha già fatto e recuperando informazioni da sessioni precedenti invece di doverle ricostruire ogni volta da zero.

Il primo modello che sa anche “bucare” i sistemi

Uno degli aspetti più delicati riguarda la sicurezza informatica. Astra è il primo modello che OpenAI classifica come capace di superare quella che l’azienda chiama la “soglia critica” nella scoperta di vulnerabilità: significa, in pratica, che il modello può individuare e sfruttare falle sconosciute in sistemi ben protetti senza bisogno che qualcuno lo guidi passaggio dopo passaggio.

Sul fronte opposto, quello del comportamento “corretto” del modello, Astra avrebbe anche dimostrato di rispettare molto più spesso i limiti impostati rispetto alla generazione precedente, ed è meno incline a raccontare in modo impreciso cosa sa fare e cosa no.

Chi potrà usarlo, quanto costa e cosa cambia per la concorrenza

L’arrivo di Astra sarà graduale: dopo un primo accesso riservato a un gruppo ristretto, il modello arriverà nel giro di pochi giorni a chi ha un abbonamento ChatGPT Plus, Pro, Business o Enterprise, oltre che agli sviluppatori che lavorano tramite le API.

Chi ha un piano Pro, Business o Enterprise otterrà una versione dedicata del modello, mentre le aziende dovranno attivarlo manualmente, dato che al lancio resta disattivato di default.

Sul fronte prezzi, usare Astra tramite API costerà circa due volte e mezzo il modello precedente, un livello che risulta comunque in linea con quanto chiedono già alcuni dei principali concorrenti per i loro modelli più avanzati, con una modalità più rapida disponibile a un costo ulteriormente maggiorato per chi ha bisogno di risposte immediate.

Il lancio arriva in un momento in cui Anthropic ha guadagnato parecchio terreno, soprattutto tra le aziende e nel mondo della programmazione. La sfida tra i grandi nomi dell’intelligenza artificiale, OpenAI, Anthropic e Google in testa, si sta insomma spostando: non conta più solo chi ottiene il punteggio più alto nei test, ma chi riesce a costruire un assistente capace di lavorare a lungo, sbagliare il meno possibile e farlo al costo più basso per ogni attività portata a termine.

Per tutte le novità sull’ecosistema OpenAI, trovi i nostri articoli più recenti nella sezione OpenAI di GizChina.it.

Questo articolo GPT-6 Astra: OpenAI lancia il nuovo modello e riapre il dibattito sull’AGI è stato pubblicato in origine su GizChina.it.