I Googlebook sono smartphone ingigantiti: bootloader sbloccabile, root e Magisk già in dirittura d’arrivo

Basati sul sistema operativo Android, i Googlebook ereditano una caratteristica fondamentale per l’utenza avanzata: la possibilità di sbloccare il bootloader in via ufficiale. Questa apertura da parte dell’azienda di Mountain View ha immediatamente attivato la comunità indipendente, e l’accesso ai p

I Googlebook sono smartphone ingigantiti: bootloader sbloccabile, root e Magisk già in dirittura d’arrivo
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Basati sul sistema operativo Android, i Googlebook ereditano una caratteristica fondamentale per l’utenza avanzata: la possibilità di sbloccare il bootloader in via ufficiale.

Questa apertura da parte dell’azienda di Mountain View ha immediatamente attivato la comunità indipendente, e l’accesso ai privilegi di root tramite il celebre software Magisk è già in lavorazione.

Tale novità trasformerà questi terminali nella base perfetta per le modifiche più profonde, aggirando le stringenti limitazioni di sicurezza che attualmente bloccano molte applicazioni sugli smartphone modificati.

Googlebook: root e Magisk stanno arrivando

Googlebook
Crediti: Google

La natura software dei Googlebook porta con sé enormi potenzialità. Attraverso una pagina di supporto ufficiale, l’azienda ha confermato in modo esplicito che lo sblocco del bootloader è un’operazione consentita.

La società americana precisa che questa pratica si rivolge specificamente a programmatori e utenti esperti interessati a installare versioni personalizzate del sistema operativo o a testare applicazioni specifiche, sottolineando al contempo come la stragrande maggioranza dei consumatori regolari non abbia alcuna reale necessità di eseguire la procedura.

Il processo per ottenere lo sblocco ricalca fedelmente quello già noto ai possessori di smartphone Pixel o di altri terminali aperti alle modifiche di sistema. Gli interessati devono semplicemente navigare nel menu delle impostazioni, attivare le opzioni sviluppatore e abilitare la voce relativa allo sblocco OEM.

Successivamente, è richiesta un’azione manuale: bisogna mantenere premuti contemporaneamente i tasti Esc e F2 assieme al pulsante di accensione, per poi rilasciare tutti i comandi non appena lo schermo si illumina. A quel punto, il comando per rimuovere i blocchi di fabbrica sarà accessibile all’interno della schermata dedicata alle opzioni avanzate.

L’entusiasmo dei programmatori e l’arrivo del root

Questa grande libertà d’azione ha subito innescato la reazione dei principali attori dello scenario software indipendente. John Wu, celebre creatore di Magisk, ha confermato tramite un messaggio sul social network X che il supporto per il suo famoso strumento di root è attivamente in fase di sviluppo per i Googlebook.

L’aspetto più rilevante della notizia risiede nelle motivazioni che spingono lo sviluppatore a investire tempo e risorse in questo progetto specifico.

Wu ha definito i Googlebook come i dispositivi in assoluto più adatti per chi ama modificare a fondo Android. Oggi, infatti, ottenere i permessi di amministratore su uno smartphone comporta spesso problematiche altamente fastidiose: quasi il 100% delle applicazioni bancarie, dei sistemi di pagamento e dei giochi competitivi tende a bloccarsi non appena il software rileva la presenza del root o di file di sistema alterati.

Su un dispositivo che l’utilizzo tipico di un computer portatile, queste limitazioni legate all’uso in mobilità pesano in misura nettamente minore.

Sebbene lo stesso creatore abbia chiarito che saranno necessari alcuni affinamenti al codice per portare Magisk sui Googlebook, i lavori procedono in modo spedito. L’arrivo imminente dei privilegi di root garantirà l’accesso a un controllo totale del sistema operativo, confermando l’enorme potenziale di questi particolari dispositivi.

Questo articolo I Googlebook sono smartphone ingigantiti: bootloader sbloccabile, root e Magisk già in dirittura d’arrivo è stato pubblicato in origine su GizChina.it.