Luply, l'app italiana che reintroduce il baratto: funziona come Tinder ma per gli oggetti

Luply è l'app italiana del baratto moderna: swipe, match e scambio di oggetti senza soldi. Nata a Firenze, funziona come Tinder ma per le cose di casa. L'articolo Luply, l'app italiana che reintroduce il baratto: funziona come Tinder ma per gli oggetti sembra essere il primo su Smartworld.

Luply, l'app italiana che reintroduce il baratto: funziona come Tinder ma per gli oggetti

Quante volte avete comprato un prodotto per un'esigenza di un giorno e poi l'avete lasciato in garage a prendere polvere? È esattamente da questa domanda che è nata Luply, un'app italiana che prova a rimettere in circolo tutti quegli oggetti che non usiamo più, senza che nessuno debba tirare fuori un euro.

L'idea è di Antonio Lombardo, professore di informatica all'Istituto Leonardo da Vinci di Firenze, che ha sviluppato l'app praticamente da solo ritagliandosi del tempo libero dal lavoro di insegnante. Il meccanismo è quello del baratto puro, senza acquisti né vendite.

Il funzionamento prende in prestito i gesti che già conosciamo. Come spiega lo stesso Lombardo:

Ho unito in qualche modo l'esperienza di utilizzo di Tinder con il concetto di Vinted, mettendo però al centro gli oggetti.

Si vede un oggetto alla volta, si fa swipe a destra se interessa e si propone in cambio qualcosa dal proprio profilo. Se l'altra persona accetta, scatta il match e si apre una chat privata per organizzare lo scambio.

Un dettaglio importante è che Luply non è un sito di annunci. Non si può cercare un prodotto specifico, almeno per ora. Gli oggetti appaiono uno alla volta, in modo da mantenere un elemento di scoperta e curiosità. In futuro potrebbero arrivare filtri per categoria, ma senza rinunciare a questa logica. Vuole evitare di diventare "l'ennesimo marketplace", e la scelta ha senso: di piattaforme dove comprare e vendere ne esistono già a decine.

La filosofia è quella dello scambio a mano, senza spedizioni. Per questo Luply nasce come app locale: il raggio di ricerca parte dalle vicinanze e si allarga progressivamente fino al resto d'Italia solo se nelle vicinanze non ci sono oggetti disponibili. Lombardo ha scelto di concentrarsi inizialmente su Firenze, Roma e Milano, le città dove ha vissuto e dove ha una rete di contatti, per poter seguire da vicino come funziona il progetto.

Per quanto riguarda la sicurezza, l'app suggerisce di incontrarsi di giorno e in luoghi pubblici. L'accesso avviene tramite account Google o Apple, e dopo ogni scambio gli utenti possono valutarsi a vicenda: il numero di scambi completati e le valutazioni ricevute sono visibili sul profilo, un sistema di reputazione simile a quello di Airbnb o eBay. Come nota Lombardo:

Se una persona ha già completato, per esempio, 25 scambi con una valutazione molto alta, chi deve incontrarla ha già un elemento in più sul quale basare la propria fiducia.

I primi scambi curiosi non sono mancati: tra questi, un musicista che ha ceduto un sassofono inutilizzato ricevendo in cambio un quadro per arredare il proprio studio. I numeri attuali sono ancora piccoli, inevitabilmente: circa 150-160 utenti attivi, oltre 300 prodotti caricati e tra i 30 e i 40 scambi già effettuati. La fascia d'età che usa di più l'app va dai 23 ai 40 anni, ma Lombardo vede un potenziale interessante anche tra studenti e universitari, per scambiarsi libri e materiali che spesso costano parecchio.

L'app è gratuita su iOS e Android, e l'intenzione è mantenerla tale per l'uso principale. In futuro potrebbero arrivare funzionalità opzionali a pagamento per sostenere i costi dell'infrastruttura.

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