Meta Phoenix sarà il visore più avanzato (e compatto) di sempre?
Manca pochissimo al Meta Connect del 23 settembre e le indiscrezioni sui prossimi dispositivi dell’azienda di Mark Zuckerberg si fanno sempre più concrete. Nelle ultime ore, sono emerse in rete alcune immagini esclusive tratte dall’applicazione HorizonOS Prescription Lens, le quali offrono una chiar

Manca pochissimo al Meta Connect del 23 settembre e le indiscrezioni sui prossimi dispositivi dell’azienda di Mark Zuckerberg si fanno sempre più concrete.
Nelle ultime ore, sono emerse in rete alcune immagini esclusive tratte dall’applicazione HorizonOS Prescription Lens, le quali offrono una chiara anteprima del tanto chiacchierato progetto noto con il nome in codice Phoenix.
Da quanto si può osservare attraverso i file estratti, il nuovo dispositivo si allontana in modo netto dall’estetica tradizionale della linea Quest, puntando su dimensioni estremamente ridotte e un’ergonomia completamente rivista per attrarre i consumatori più esigenti.
Meta Phoenix si mostra in nuove immagini

Invece di adottare la classica struttura massiccia che avvolge il volto dell’utente e blocca la visione periferica, Phoenix si presenta con un form factor sottile. Le angolazioni mostrate dai file di sistema rivelano un prodotto che ricorda più un paio di occhiali high-tech che un visore convenzionale.
Un dettaglio particolarmente interessante riguarda il sistema di supporto: il design è composto da classici naselli, molto simili a quelli degli occhiali da vista. Questa scelta indica la chiara volontà di Meta di ridurre al minimo la pressione sul viso, favorendo sessioni di utilizzo prolungate senza causare affaticamento o fastidi.
Numerosi sensori sono visibili lungo le stanghette e nella parte inferiore del telaio, suggerendo capacità avanzate di analisi dell’ambiente circostante.
L’hardware e la gestione delle lenti
Per mantenere un profilo così compatto senza sacrificare le prestazioni, Meta ha adottato un hardware di elaborazione separato. Un’immagine trapelata dall’aggiornamento di settembre dell’app mostra infatti un cavo che parte dalla stanghetta sinistra, collegando gli occhiali a un’unità di elaborazione esterna a forma di disco.
Questo modulo permette di alleggerire notevolmente la montatura indossata dall’utente, spostando la batteria e il processore.
Inoltre, i file hanno svelato il funzionamento degli inserti ottici per chi ha difetti visivi. Gli utenti potranno applicare e rimuovere le lenti graduate con estrema facilità, mentre una procedura di configurazione guidata permetterà di far scansionare al dispositivo un codice QR per riconoscere immediatamente e in automatico le specifiche della lente installata.
Interazioni naturali e debutto imminente
Sebbene manchi ancora un’immagine frontale per valutare lo spessore reale del visore e l’estetica complessiva, le informazioni indicano chiaramente quale sarà il metodo di controllo principale. Il dispositivo farà enorme affidamento sul tracciamento degli occhi e delle mani dell’utente, abbandonando quasi del tutto l’uso dei controller fisici.
Questa tesi è ampiamente supportata dal programma del prossimo Meta Connect, che prevede una sessione specifica intitolata proprio a una guida pratica per l’interazione senza controller.
Con i nomi in codice Phoenix, Stanley e Loma che circolano da diverso tempo, sembra che il successore spirituale del Quest Pro sia ormai pronto a mostrarsi, offrendo un’esperienza premium in un formato ultraleggero.
Questo articolo Meta Phoenix sarà il visore più avanzato (e compatto) di sempre? è stato pubblicato in origine su GizChina.it.