Modo corretto di eliminare 4GB di file IA da Chrome e Edge
Succede spesso di controllare lo spazio libero sull'SSD e accorgersi che mancano diversi gigabyte senza un motivo apparente. Non è l'ennesimo aggiornamento di Windows e nemmeno una cache accumulata negli anni. Se si scava tra le cartelle di sistema, si trova un file chiamato weights.bin che pesa cir

Succede spesso di controllare lo spazio libero sull'SSD e accorgersi che mancano diversi gigabyte senza un motivo apparente. Non è l'ennesimo aggiornamento di Windows e nemmeno una cache accumulata negli anni. Se si scava tra le cartelle di sistema, si trova un file chiamato weights.bin che pesa circa 4 GB. Il responsabile è Google Chrome, che scarica in autonomia i pacchetti di Gemini Nano, un modello di intelligenza artificiale locale. Microsoft fa esattamente la stessa cosa con Edge per alimentare Copilot.
L'idea di fondo è che elaborare i dati direttamente sul PC protegga la privacy, evitando l'invio di informazioni a server esterni. Nella pratica, però, significa occupare memoria preziosa e consumare banda internet senza che l'utente abbia dato un consenso esplicito. Per chi usa dischi a stato solido di piccole dimensioni, l'impatto è pesante e rende la memoria del computer esaurita senza spiegazioni chiare.
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Il primo passo: spegnere l'IA dalle impostazioni
Prima di passare a interventi più profondi, è fondamentale disattivare l'interruttore ufficiale del browser. Questo serve a interrompere l'uso delle funzioni di IA nell'interfaccia, anche se non garantisce la cancellazione immediata dei file dal disco.
- Aprire le impostazioni di Chrome.
- Andare nella sezione Sistema.
- Cercare la voce AI on device (o Innovazioni IA) e impostarla su Disattivato.
Questo passaggio è necessario per evitare che il browser tenti di richiamare il modello locale mentre stiamo cercando di eliminarlo, ma come vedremo, da solo non basta a recuperare i 4GB di spazio.
L'illusione di cancellare i file a mano
Molti provano a risolvere il problema andando a cercare la cartella OptGuideOnDeviceModel e cancellando manualmente il file weights.bin. L'operazione libera spazio all'istante, ma l'effetto è temporaneo.
Il browser, accorgendosi che mancano i componenti per l'IA, riavvia il download in background non appena viene riaperto. Questo crea un loop infinito di cancellazione e riscaricamento che non risolve nulla e rallenta solo la connessione. Serve un comando che dica al software di non scaricare più quei pacchetti, in modo definitivo.
La soluzione rapida tramite i flags di Chrome
Esiste un modo veloce per fermare l'IA senza toccare i file di sistema, agendo sulle impostazioni sperimentali del browser. È la strada più semplice, ma ha un limite: Google tende a resettare queste opzioni con i nuovi aggiornamenti.
- Aprire il browser e digitare chrome://flags nella barra degli indirizzi.
- Cercare Optimization Guide On Device Model e impostarlo su Disabled.
- Cercare Prompt API for Gemini Nano e impostarlo su Disabled.
- Cliccare sul tasto Relaunch in basso a destra per riavviare l'applicazione.
Il blocco definitivo tramite registro di sistema
Per impedire che l'IA torni a scaricarsi dopo un aggiornamento, è possibile usare le direttive aziendali di Windows. Queste regole hanno la priorità su qualsiasi impostazione interna del browser. Sfruttare questa configurazione è la rotta di Navigaweb per liberare il disco e mantenerlo pulito forzando il programma a ignorare i modelli linguistici.
La chiave di registro da modificare è GenAILocalFoundationalModelSettings. Poiché Chrome ed Edge usano entrambi il motore Chromium, il procedimento è quasi identico.
Procedura per Google Chrome
- Premere Windows + R, digitare regedit e premere Invio.
- Seguire il percorso HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies.
- Creare una nuova Chiave chiamata Google (tasto destro su Policies > Nuovo > Chiave).
- Dentro la cartella Google, creare un'altra Chiave chiamata Chrome.
- All'interno di Chrome, fare clic destro nello spazio bianco, scegliere Nuovo e poi Valore DWORD (32 bit).
- Nominarlo esattamente GenAILocalFoundationalModelSettings.
- Fare doppio clic sul valore appena creato e impostare il numero 1.
Procedura per Microsoft Edge
Per fare lo stesso con il browser di Microsoft, bisogna seguire lo stesso percorso in Policies, ma creare la chiave Microsoft e la sottocartella Edge. Anche qui, si crea il valore DWORD GenAILocalFoundationalModelSettings impostandolo a 1. Un riavvio del PC renderà effettive le modifiche e i file dell'IA verranno rimossi senza tornare più.
Sul sito Microsoft è ben spiegato il funzionamento di questa policy.
Gestione su Mac e alternative open source
Chi usa macOS può ottenere lo stesso risultato tramite il Terminale. Bisogna digitare il comando defaults write com.google.Chrome GenAILocalFoundationalModelSettings -int 1. Questo impedisce a Chrome di occupare spazio sui dischi dei MacBook, che spesso sono molto costosi da espandere e hanno capienze ridotte.
Per chi preferisce non modificare manualmente il registro, esiste Just The Browser. Si tratta di un progetto su GitHub che offre script per configurare i browser in modo che rispettino la privacy e non scarichino componenti inutili o telemetrie invasive. È una soluzione più completa per chi vuole un browser realmente snello.
Note importanti
- Verifica rapida: Per capire se l'IA è attiva e quanto spazio occupa, digitare chrome://on-device-internals nella barra degli indirizzi. Nella sezione Foundational Model, se lo stato è Eligible l'IA è supportata ma non necessariamente scaricata; se invece risulta attiva o caricata, i gigabyte sono effettivamente presenti sul disco.
- Rallentamenti del PC: L'IA locale non occupa solo spazio, ma usa la GPU e la RAM per funzionare. Disattivarla può migliorare le prestazioni su computer datati.
- Consumo di rete: Se l'internet di casa è lento, notare cali di velocità improvvisi potrebbe dipendere proprio dal download silenzioso di questi 4 GB.
- Funzioni perse: Disattivando questi pacchetti non si perde la navigazione web, ma smettono di funzionare i riassunti automatici e le bozze scritte dall'IA direttamente nel browser.
Diario di bordo di Navigaweb
Sinceramente, trovo irritante che software di questa portata decidano autonomamente cosa deve stare sul nostro disco fisso. L'intelligenza artificiale è utile, ma imporla come un pacchetto obbligatorio che ruba giga di memoria ricorda i tempi dei programmi preinstallati che non si potevano rimuovere. Se volete usare l'IA, preferisco che sia una scelta consapevole e non un "regalo" non richiesto che rallenta il PC. Il mio consiglio è di usare il metodo del registro: una volta fatto, vi dimenticate del problema e riavete il controllo della vostra macchina.
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