Muse (la band) ha perso i propri username social a causa di Muse (l’IA di Meta)

Il recente lancio del nuovo agente di intelligenza artificiale di Meta, chiamato Muse (nome usato anche da Microsoft per una sua IA), ha sollevato una nuova controversia legata alla gestione degli account sulle grandi piattaforme digitali. La celebre rock band inglese omonima, detentrice del marchio

Muse (la band) ha perso i propri username social a causa di Muse (l’IA di Meta)
Meta Muse IA

Il recente lancio del nuovo agente di intelligenza artificiale di Meta, chiamato Muse (nome usato anche da Microsoft per una sua IA), ha sollevato una nuova controversia legata alla gestione degli account sulle grandi piattaforme digitali.

La celebre rock band inglese omonima, detentrice del marchio fin dal 1999, si è vista costretta a rinunciare ai propri storici identificativi social per fare spazio al nuovo prodotto.

Questo evento riporta l’attenzione sull’enorme potere delle aziende della Silicon Valley, capaci di riappropriarsi di username di alto valore senza fornire spiegazioni trasparenti agli utenti.

Meta si è presa gli username della band Muse per la propria IA

Per molti anni, la formazione musicale britannica ha utilizzato l’handle @muse sia su Instagram che sulla piattaforma X (ex Twitter). Tuttavia, tra i mesi di giugno e luglio, i fan più attenti hanno notato un cambiamento: il profilo ufficiale del gruppo su Instagram è stato improvvisamente rinominato in @museband. La medesima sorte è toccata all’account su X.

Quando l’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha svelato ufficialmente la propria intelligenza artificiale nella giornata di martedì, il nuovo agente virtuale operava proprio sotto l’ambito nome utente @Muse.

La transizione si è rivelata tutt’altro che impeccabile. Durante le prime fasi dell’annuncio, i post iniziali di Zuckerberg e di altri dirigenti di Meta hanno erroneamente taggato il profilo della rock band. Un disguido notato rapidamente dal giornalista del New York Times Mike Isaac, che ha riportato come i vertici dell’azienda abbiano liquidato la questione definendola un semplice errore del sistema.

best bug in twitter history pic.twitter.com/0VORftYfPn

— rat king 🐀 (@MikeIsaac) September 8, 2026

Il paradosso e la reazione del pubblico

L’assenza di dettagli pubblici sulle modalità di questo trasferimento ha generato un forte senso di frustrazione tra i sostenitori del gruppo. La situazione assume contorni marcatamente ironici, considerando che gran parte della produzione musicale dei Muse si fonda proprio su testi che esplorano le paure legate all’avanzamento tecnologico e ai rischi di oppressione sociale.

Constatare che il nome della band sia stato assorbito per promuovere uno strumento basato sull’intelligenza artificiale rappresenta per molti ascoltatori una spiacevole contraddizione. Ad oggi, né i rappresentanti del gruppo musicale né i portavoce di Meta hanno risposto alle richieste di chiarimento avanzate dalla stampa.

I precedenti controversi

La pratica di acquisire profili social preesistenti in concomitanza con importanti annunci commerciali non è una novità per la multinazionale di Menlo Park. Nel 2021, contestualmente al rebranding da Facebook a Meta, l’azienda si assicurò l’handle Instagram @meta, fino a quel momento gestito da una rivista indipendente di motociclismo attiva dal 2014.

Il caporedattore della pubblicazione descrisse l’accaduto come un duro colpo inferto da un colosso aziendale. Sebbene la società tecnologica avesse negato l’uso di minacce legali, si rifiutò di chiarire l’esistenza di un eventuale indennizzo economico.

Un copione simile è andato in scena nel 2023 con il lancio di Threads: un piccolo rivenditore di abbigliamento chiamato American Threads perse improvvisamente il controllo del proprio identificativo @threads a favore della nuova applicazione.

Questo genere di appropriazioni non riguarda esclusivamente i servizi di proprietà di Meta. Anche la piattaforma X ha registrato episodi analoghi di confisca arbitraria degli username. Prima che Elon Musk assumesse il controllo della società, l’utente originario dell’account @x fu informato tramite una mail del 2023 che avrebbe perso il proprio nome utente, ricevendo in cambio una semplice offerta di merchandising aziendale.

Nello stesso anno, il proprietario dell’handle @music, attivo dal 2007, subì una modifica forzata per consentire la creazione di un canale ufficiale della piattaforma X.

Sebbene le policy formali vietino la compravendita di questi identificativi, la realtà dei fatti dimostra come le grandi corporazioni riescano puntualmente ad aggirare le restrizioni per assecondare le proprie esigenze.

Questo articolo Muse (la band) ha perso i propri username social a causa di Muse (l’IA di Meta) è stato pubblicato in origine su GizChina.it.