Qualcomm contro Arm, si torna in tribunale
Le tensioni tra Qualcomm e Arm si riaccendono nelle aule di giustizia. In un tribunale federale del Delaware ha preso il via un nuovo processo con giuria della durata di 5 giorni, che vede le due aziende contrapposte in una disputa dai risvolti economici colossali. La battaglia legale ruota attorno

Le tensioni tra Qualcomm e Arm si riaccendono nelle aule di giustizia. In un tribunale federale del Delaware ha preso il via un nuovo processo con giuria della durata di 5 giorni, che vede le due aziende contrapposte in una disputa dai risvolti economici colossali.
La battaglia legale ruota attorno a presunte violazioni contrattuali, strumenti di test trattenuti e fughe di notizie ai media, mettendo in gioco miliardi di dollari e la stabilità dell’intero mercato dei processori per smartphone.
Qualcomm trascina Arm in tribunale, di nuovo

In questa nuova fase dello scontro, Qualcomm ha deciso di passare all’attacco. L’azienda californiana accusa Arm di aver deliberatamente trattenuto specifici strumenti per il test dei chip, i quali le spettavano di diritto in base agli accordi di licenza vigenti.
A questo si aggiunge l’accusa di aver fatto trapelare alla stampa, nel corso del 2024, una minaccia riguardante la potenziale cancellazione della licenza concessa a Qualcomm.
Questa indiscrezione, secondo la dirigenza, avrebbe danneggiato e compromesso in modo irreversibile le trattative per un importante accordo commerciale per la fornitura di chip a Meta.
Di conseguenza, le richieste di risarcimento avanzate in tribunale sono estremamente elevate: Qualcomm chiede di essere esentata dal pagamento delle royalty nei confronti di Arm per un periodo massimo di 5 anni, una mossa che si tradurrebbe in un mancato guadagno stimato nell’ordine dei miliardi di dollari.
La giudice Maryellen Noreika deve ancora stabilire se invalidare o meno tale specifica porzione del contratto; in caso di accoglimento di questa mozione, i danni effettivi richiedibili subirebbero una netta riduzione.
Difesa, precedenti legali e il peso sui dispositivi Android
Dal canto suo, Arm, società di proprietà del gruppo SoftBank, respinge con fermezza le accuse di violazione contrattuale.
I legali dell’azienda definiscono puramente speculative le lamentele sui presunti danni commerciali subiti, sostenendo al contrario che Qualcomm stessa avrebbe fornito ai giornalisti dettagli altamente riservati relativi a indagini antitrust condotte proprio contro Arm.
Questa nuova diatriba si innesta su uno storico legale molto teso. Solo nel dicembre 2024, una giuria aveva stabilito che l’acquisizione di Nuvia da parte di Qualcomm non violava i termini di licenza, permettendo all’azienda di continuare a sviluppare i core proprietari Oryon. Arm, che ne chiedeva la distruzione totale, ha già presentato appello contro il verdetto.
La posta in palio è altissima per l’industria mobile. I core Oryon alimentano attualmente i processori di punta del mercato, tra cui lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 e la potente variante Elite Extreme Gen 6, componenti pensati per i dispositivi più attesi del prossimo anno.
Una quota molto ampia, che sfiora il 90% dei migliori smartphone Android attualmente in circolazione, dipende direttamente dal mantenimento di questa delicata collaborazione.
Equilibri precari e il vantaggio di Samsung
Il calendario giudiziario prevede inoltre un processo separato, questa volta senza giuria, in cui sempre la giudice Noreika dovrà stabilire se Arm abbia condotto in totale buona fede le trattative sulla futura generazione di tecnologie.
L’accordo formale tra le due parti rimarrà valido fino al 2033, rendendo quasi impossibile una separazione netta a breve termine; tuttavia, le continue frizioni lasciano aperti spazi preziosi per i diretti concorrenti.
Samsung, ad esempio, sta investendo risorse imponenti per rendere il proprio Exynos 2700 un processore estremamente competitivo.
Il perdurare di un conflitto legale e commerciale così logorante potrebbe offrire alla multinazionale sudcoreana solide ragioni per fare affidamento sempre maggiore sulle proprie soluzioni interne, alterando gli equilibri di un’alleanza che ha dominato il settore per oltre un decennio.
Questo articolo Qualcomm contro Arm, si torna in tribunale è stato pubblicato in origine su GizChina.it.