Recensione 70mai A810 Lite: la dash cam più economica con anche il monitoraggio remoto

La 70mai A810 Lite è una dashcam economica 4K dual channel con GPS, Wi-Fi 6 e compatibilità 4G a 109,99€. È un affare o offre troppo poco? L'articolo Recensione 70mai A810 Lite: la dash cam più economica con anche il monitoraggio remoto sembra essere il primo su Smartworld.

Recensione 70mai A810 Lite: la dash cam più economica con anche il monitoraggio remoto

Le dimensioni della A810 Lite sono  91×46×24,4 mm: più corta ma leggermente più larga di una carta di credito, con una superficie complessiva paragonabile a quella di un biglietto da visita (superficie, non certo volume!). Queste misure la rendono abbastanza compatta da posizionarla dietro lo specchietto retrovisore senza occupare spazio nel campo visivo del guidatore e se non fosse per gli inevitabili cavi di alimentazione che ogni dash cam richiede, potremmo anche dimenticarci che è lì.

Il montaggio è adesivo e non a ventosa, come del resto avviene sulla maggior parte delle dash cam "serie": è più stabile sul lungo periodo, ma anche più definitivo. Rimuovere e riposizionare la dashcam non è immediato come con una ventosa, quindi vale la pena prendersi il tempo per trovare il punto giusto prima di incollare.

In compenso, rispetto ad altre soluzioni, la dash cam stessa è "estraibile": la base resta sul parabrezza, il corpo viene via con noi, per esempio nel caso volessimo toglierla dall'auto durante la notte, se non usiamo la "modalità sentinella".

Il supporto permette di regolare l'orientamento solo in verticale, di circa 50°, in modo da puntare l'obiettivo verso la strada, indipendentemente dalla pendenza del parabrezza. Non c'è però alcun aggiustamento orizzontale, meno importante, ma comunque spesso presente nei modelli più completi.

Il display da 3,18 pollici a 960×376 pixel è generoso per questa categoria, e piuttosto leggibile, anche se la luminosità massima non è il suo forte. È comunque sufficiente per verificare l'inquadratura e navigare i menu (attività utile giusto all'inizio), grazie ai quattro tasti fisici presenti al di sotto: non si tratta infatti di uno schermo touch, sarebbe stato forse chiedere troppo. L'alimentazione è via Type-C, che almeno ci risparmia il problema dei connettori proprietari.

La camera frontale registra in 4K (3.840×2.160 pixel) a 25 fotogrammi al secondo, che non è esattamente la velocità massima che ci sia, a conferma che la sola risoluzione da sola non basta a raccontare tutta la storia. Detto questo, 25 fps sono più di quanto percepisca l'occhio umano, ma nella concitazione di un incidente ogni fotogramma in più non è da disdegnare.

Il campo visivo è di 140°: abbastanza ampio da coprire più corsie e catturare quanto accade ai margini della carreggiata, ma anche in questo caso non siamo certo ai vertici. Questo solo per sottolineare che leggere "4K" sulle specifiche racconta solo una parte della storia e se questa dash cam è comunque nella fascia medio-bassa del mercato delle (piccole) ragioni ci sono.

Da tenere di conto anche i riflessi sul parabrezza, che abbiamo trovato piuttosto evidenti in molte situazioni, al contrario di altri modelli di fascia più elevata che li "cancellano" o comunque contrastano in modo più efficace. Tendenzialmente non è qualcosa che comprometta la visibilità e l'esperienza può variare molto da un veicolo all'altro, ma è bene saperlo.

In compenso l'HDR è hardware: il sensore elabora le differenze di esposizione direttamente a livello ottico, a differenza del WDR (Wide Dynamic Range) che si trova su molti modelli entry-level e che opera invece in post-elaborazione digitale. Il risultato sono immagini più naturali nelle situazioni ad alto contrasto come gallerie o strade controluce. Questo non vuol dire che il cielo o le forti fonti di luce non possano "bruciarsi", ma non è mai niente di problematico ai fini delle riprese che ci interessano.

Buona anche l'apertura f/1,55: un diaframma ampio, che raccoglie più luce rispetto agli obiettivi con aperture più chiuse come f/2.0 o f/2.2, comuni nella categoria. Detto questo parliamo comunque di sensori dalla dimensione molto ridotta, un po' come quelli che troviamo su uno smartphone, quindi le differenze di apertura non sono così marcate.

La camera posteriore RC21 registra in 1080P a 25fps con un FOV di 130°: nella norma per la categoria a questo prezzo, ma la differenza di qualità rispetto alla frontale è evidente, non soltanto per la risoluzione, ma anche per il rumore e la definizione generale dell'immagine.

Non siamo insomma di fronte a una sorta di action cam montate sul parabrezza, come accade nei modelli di fascia alta: qui i limiti sono più evidenti, ma per quello che è lo scopo principe di ogni dash cam, ovvero catturare fedelmente urti e incidenti, la qualità è  più che sufficiente di giorno.

Di notte, invece, i problemi aumentano, perché anche la frontale presenta un maggiore rumore che, unito al movimento del veicolo e alle possibili difficoltà con le alte luci, possono rendere poco leggibili le targe dei veicoli vicini. Detto questo però, anche di notte in strade davvero poco illuminate, la scena è chiara, e per quanto alcuni dettagli possano non essere perfetti, il quadro generale rimane solito.

Ciò che potrebbe non sempre bastare è l'ampiezza delle riprese. Con 140° davanti a 130° c'è un'ampia fascia del veicolo che non sarà mai inquadrata in caso di urto, e non potrebbe essere altrimenti con un sistema a 2 videocamere come questo.

Il GPS è integrato direttamente nel corpo della dash cam, senza moduli esterni da aggiungere (a scanso di equivoci). In pratica significa che ogni video registrato riporta in sovraimpressione la velocità, le coordinate geografiche e l'orario esatto: dati preziosi in caso di incidente, perché documentano non solo cosa è successo ma anche dove, quando e a che velocità stavamo guidando (cosa che può anche ritorcercisi contro, ma del resto le dash cam non nascono per "barare"). In caso di contestazione assicurativa o di multa, avere un video con questi dati impressi vale molto più di uno senza.

La A810 Lite registra in loop continuo: riempita la scheda SD, i file più vecchi vengono sovrascritti automaticamente da quelli nuovi, così non dobbiamo preoccuparci di svuotarla manualmente. Su questo meccanismo si innesta il Buffered Emergency Recording, che è forse la funzione più intelligente del prodotto.

Il principio è semplice (e comune a molti altri modelli): la dash cam mantiene in memoria un buffer degli ultimi 1, 2 o 3 minuti di girato (la durata è impostabile). Quando il G-sensor, ovvero l'accelerometro interno, rileva un impatto brusco, salva automaticamente una clip che include sia i minuti precedenti all'evento che i 30 secondi successivi. Il risultato è che, per esempio, se qualcuno ci tampona, il video inizia prima dell'impatto, catturando chi ci ha urtato, a che velocità, e cosa stava succedendo attorno a noi: esattamente le informazioni che servono per dimostrare le proprie ragioni. I file così salvati finiscono in una cartella protetta, che il loop di registrazione normale non sovrascrive mai. È comunque possibile avviare la registrazione di emergenza anche premendo sul tasto dedicato presente sulla dash cam.

Ci sono anche i comandi vocali, per comunicare con la dash cam senza togliere le mani dal volante né gli occhi dalla strada: si può scattare una foto, avviare o interrompere una registrazione, o disattivare il microfono semplicemente parlando. Il problema è che l'italiano non è tra le lingue supportate: i comandi funzionano in inglese, cinese, russo, giapponese, tailandese e vietnamita. Non è un limite insuperabile per chi mastichi un minimo di inglese, anche perché i comandi sono limitati e basta impararli a memoria, ma è un peccato che non sia stata localizzata anche questa funzione (l'interfaccia, per fortuna, è tutta in italiano).

La connessione tra dashcam e smartphone avviene tramite Wi-Fi 6, che arriva fino a 25 MB/s. Tradotto in pratica: un minuto di video in 4K lo scarichiamo sullo smartphone in circa 30 secondi.

Questo conta molto più di quanto sembri. Dopo un incidente vogliamo vedere il filmato il prima possibile, prima che qualcos'altro possa andare storto, e farlo mentre siamo ancora fermi sul posto, senza aspettare di tornare a casa con la scheda SD in mano. Ma conta anche nella quotidianità, quando vogliamo condividere un momento di viaggio o semplicemente verificare una registrazione.

Il tutto avviene tramite l'app 70mai, disponibile per Android 5+ e iOS 12+, che permette di configurare le impostazioni, visualizzare il filmato in diretta mentre siamo alla guida e ricevere notifiche. 

In alternativa al Wi-Fi, è possibile trasferire i video estraendo la scheda microSD e collegandola al computer, oppure collegando la dashcam direttamente via Type-C a telefono o PC (la soluzione forse meno pratica). Tre metodi diversi, nessun vincolo su come recuperare le proprie registrazioni.

Prima di tutto, la cosa più importante da sapere: la sorveglianza in parcheggio non funziona senza un'alimentazione anche a veicolo spento. Per attivarla serve il kit di cablaggio (hardwire kit), che va collegato all'impianto elettrico del veicolo per alimentare la dash cam perennemente. Il kit non è incluso nella confezione: l'UP04, che è la versione con 4G, va acquistato separatamente a circa 49,99€. Esiste anche l'UP03, meno costoso, ma privo di 4G: abilita la sorveglianza locale ma niente monitoraggio remoto.

L'estrema alternativa è un powerbank compatibile da tenere in auto durante le soste, a patto che usiate il veicolo regolarmente in modo da non farlo scaricare. È un workaround utile per chi non voglia cablare niente, ma di certo non abilita il 4G.

Con un'alimentazione continua, qualunque essa sia, la A810 Lite diventa una sentinella attiva durante la sosta. La funzione più avanzata è la 70mai Lumi Vision, che porta l'ISO del sensore fino a 80.000: un valore estremamente alto, che in termini pratici significa riuscire a registrare qualcosa di leggibile anche in un garage completamente buio o in una strada senza illuminazione. Il sistema abbina questo ISO estremo a una riduzione del rumore digitale per contenere la grana tipica delle riprese ad alta sensibilità, ma non aspettatevi assolutamente miracoli. Il fatto che il veicolo sia fermo aiuta comunque, ma dipende molto dalla scena in sé. Per il rilevamento degli eventi ci sono due livelli:

  1. G-sensor: un accelerometro che monitora continuamente le forze che agiscono sul veicolo, e se qualcuno urta la nostra auto, anche solo uno specchietto o una portiera di una macchina affiancata, rileva la variazione brusca e avvia automaticamente una registrazione di 30 secondi salvata in una cartella protetta, con avviso vocale al successivo avvio del veicolo. Il limite del G-sensor è strutturale: scatta solo dopo il contatto fisico, quando il danno è già fatto.
  2. L'AI Motion Detection: un sistema che mira a risolvere esattamente questo problema. Riconosce le persone (o i veicoli) che si avvicinano all'auto e avvia la registrazione prima che tocchino la nostra vettura, catturando chi ci gira intorno con intenzioni poco chiare. Questo può chiaramente portare a dei falsi positivi, ma meglio un video in più di uno mancante o incompleto. 

Detto questo, prima di sobbarcarsi i costi e la complessità della sorveglianza su un sistema del genere bisogna pensarci bene. Con due sole camere, una davanti e l'altra dietro, un malintenzionato ha ampio spazio di manovra per non essere ripreso mentre danneggia il nostro veicolo, e anche un banale incidente ad auto ferma potrebbe non essere ripreso nella sua interezza.

È però da segnalare che, da un punto di vista pratico, il 4G trasforma la dashcam in un sistema di sorveglianza remota vero e proprio: è possibile vedere il filmato in diretta dall'app, ricevere notifiche istantanee e localizzare il veicolo da qualsiasi posto ci troviamo, anche a distanza appunto.

Le funzioni di base sono gratuite, ma con alcuni limiti: 30 minuti al giorno di live view (non certo pochi) e 15 sessioni mensili di tracciamento GPS live (diverso dalla semplice localizzazione del veicolo: qui si parla proprio di seguirne gli spostamenti in tempo reale).

Il piano Standard a $2,49 al mese porta il live view a 60 minuti, il GPS a 30 sessioni e aggiunge il Geo-Fence, ovvero la possibilità di ricevere un avviso se l'auto viene spostata fuori da un'area che abbiamo definito noi, utile in caso di furto. Infine, il Premium a $3,99 al mese toglie ogni limite.

Il caricamento sul cloud dei video di emergenza è illimitato su tutti i piani, incluso il gratuito, ma l'archiviazione cloud dura, rispettivamente, 7, 15 e 30 giorni per ciascuno dei tre piani.

A 109,99€ (con il coupon Amazon), la A810 Lite si presenta con: camera frontale 4K, camera posteriore in full HD e una scheda microSD da 64 GB, ovvero tutto il necessario per iniziare a registrare subito. A questo prezzo è una dotazione abbastanza concorrenziale, a 149,99€ è tutto un altro discorso, quindi se il coupon non fosse disponibile al momento dell'acquisto vale la pena guardarsi molto più attorno.

Se vogliamo anche la sorveglianza a veicolo spento con monitoraggio da remoto via 4G, ci vuole il kit dedicato venduto separatamente a 50€. Poi ci vorranno anche una SIM con piano dati, ed eventualmente un abbonamento 4G Cloud+ dei cui prezzi abbiamo già discusso. Non solo quindi il prezzo iniziale sale, ma poi ci sono anche costi ricorrenti da considerare: forse non è questo il sistema su cui investire tanto.

Per fortuna, chi vuole solo la sorveglianza locale senza rete mobile può orientarsi sull'UP03, disponibile in bundle con la dash cam a 130€. Non è una spesa obbligatoria in senso stretto: chi usa la dash cam principalmente per documentare la guida, magari perché viaggia molto per lavoro, ma poi tiene la macchia in garage la notte, può ignorare il tutto senza perdere nulla di rilevante. Chi invece parcheggia spesso in zone a rischio o vuole monitorare il veicolo da remoto troverà l'investimento giustificato.

La fascia dei 100-150 euro per le dash cam dual-channel 4K con GPS è molto affollata. Si possono trovare anche modelli più economici della A810 Lite, ma sempre con doppio canale, e GPS, mentre chi vuole invece sensori Sony STARVIS 2 e video 4K, dovrà facilmente raddoppiare l'investimento.

La A810 Lite è un piacevole punto di equilibrio, ma soprattutto la sua compatibilità con il 4G è una perla rara, figlia dell'ecosistema 70mai che include questa funzione in tanti altri modelli più avanzati. È chiaramente una cosa più di nicchia, come abbiamo già sottolineato, non indispensabile per tutti, ma è anche segno di una maturità che non è facile trovare in questa fascia. E quando compri un dispositivo del genere anche questi dettagli contano, perché le tue esigenze potrebbero cambiare col tempo.

Il sample per questa recensione è stato fornito da 70mai, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.

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