Recensione ASUS ExpertBook Ultra (B9406): il laptop aziendale che tutti vorrebbero
Fino a qualche tempo fa, scegliere un portatile aziendale significava rassegnarsi a un compromesso inevitabile: potenza pura o un dispositivo dal peso piuma capace di non abbandonarvi a metà giornata lavorativa? L’avvento dei chip ARM, trainato da Apple e Qualcomm, sembrava aver decretato l’obsolesc

Fino a qualche tempo fa, scegliere un portatile aziendale significava rassegnarsi a un compromesso inevitabile: potenza pura o un dispositivo dal peso piuma capace di non abbandonarvi a metà giornata lavorativa?
L’avvento dei chip ARM, trainato da Apple e Qualcomm, sembrava aver decretato l’obsolescenza dell’architettura x86 nel mercato degli ultrabook premium. Ma Intel non è rimasta a guardare in silenzio.
Con la nuova generazione Panther Lake (Core Ultra Series 3), l’azienda ha sfoderato gli artigli, e il nuovo ASUS ExpertBook Ultra rappresenta il palcoscenico ideale per dimostrare di cosa è realmente capace questo nuovo silicio.
Abbiamo messo alla prova un laptop che ferma l’ago della bilancia a un solo chilogrammo, forgiato in una lega aerospaziale e impreziosito da uno sbalorditivo display Tandem OLED opaco. La vera domanda, però, è un’altra: può un chip Intel sfidare finalmente l’efficienza dei più recenti MacBook, garantendo al contempo la potenza grafica e neurale (NPU) richiesta dalle moderne applicazioni IA e dai professionisti?
Dopo settimane di test, tra editing fotografico, viaggi e carichi di lavoro intensivi, la risposta è arrivata. Vi anticipo che non è una macchina perfetta ma questo ExpertBook nasconde assi nella manica che potrebbero renderlo il migliore acquisto in assoluto per il mondo business Windows. Scopriamo insieme perché.
Recensione ASUS ExpertBook Ultra (B9406): Panther Lake dimostra che i chip x86 hanno ancora qualcosa da dire

Design e materiali
ExpertBook Ultra è un laptop costruito in maniera egregia, come da tradizione per il marchio taiwanese, che ha un peso che oscilla tra 0,99 kg e 1,1 kg (in base alla variante specifica del pannello) e uno spessore compreso tra 10,9 mm e 16,4 mm (contando i piedini).
ASUS è riuscita ad ottenere un tale risultato scartando il tradizionale alluminio anodizzato in favore di una lega di magnesio e alluminio lavorata a CNC. Questa lega, comunemente impiegata in ambito aerospaziale, garantisce al portatile un rapporto rigidità-peso di altissimo livello.
La superficie è sottoposta a un processo brevettato denominato Nano Ceramic Technology. Questa tecnica combina l’Ossidazione Elettrolitica al Plasma (PEO) con un rivestimento in nano-ceramica liquida. Il risultato è uno strato protettivo che porta la durezza superficiale a un valore di 9H sulla scala di Mohs, conferendo un’elevatissima resistenza ai graffi, alle abrasioni e all’accumulo di impronte digitali.
Al tatto, la finitura si discosta dalla levigatezza dei metalli nudi, offrendo una sensazione leggermente ruvida e porosa, simile a carta abrasiva a grana finissima. Sebbene la sensazione al tocco possa inizialmente risultare strana rispetto ai dispositivi dalle finiture più classiche, sembra quasi sia fatto di una buona plastica invece che di metallo, ExpertBook Ultra si presenta come solido, elegante e veramente difficile da sporcare o rovinare durante l’uso.

Le due varianti di colore offerte, Morn Gray ( quella da noi provata, un grigio chiaro quasi perlato) e Jet Fog (una tonalità di grigio più densa e scura), mantengono un profilo minimalista, interrotto esclusivamente dal logo ASUS sul coperchio e da una serigrafia sul lato inferiore.
La solidità del dispositivo è certificata dal superamento dei rigidi protocolli militari statunitensi MIL-STD-810H, i quali includono 24 test specifici che simulano cadute, shock termici, vibrazioni ad alta frequenza e operatività in ambienti saturi di polvere. La base del notebook resiste alle flessioni anche sotto forte pressione, garantendo la protezione dei componenti interni. Si tratta di un laptop davvero solido e che, nonostante il peso contenuto e lo spessore minimo, non sembra mai fragile durante l’uso.
ASUS ha calibrato la resistenza dei perni della cerniera per consentire l’apertura del coperchio con l’uso di una sola mano. Questa scelta permette un’apertura facilitata ma, vista la sottigliezza del gruppo del display (in pratica sia lo schermo che la scocca esterna), quando si interagisce energicamente con il pannello touch, lo schermo è soggetto a oscillazioni quasi fastidiose.
Personalmente non sono una persona che utilizza il touch sui portatili a meno che non abbiano la cerniera e 360°, ma se voi lo siete è giusto fare caso a questa cosa. Il raggio di apertura massimo è infatti limitato a 140°. L’impossibilità di ruotare completamente lo schermo riduce le opzioni durante l’utilizzo in spazi ristretti o mentre si cammina, un’assenza rilevante per un dispositivo orientato all’utenza dirigenziale.

Sotto la cornice inferiore del display, ASUS introduce un array luminoso denominato ExpertLumi. Si tratta di una barra LED lineare che emette una luce bianca in risposta a specifiche funzioni del sistema operativo o del BIOS. La striscia si attiva durante la fase di avvio (boot), durante lo spegnimento e nelle fasi di autenticazione biometrica tramite Windows Hello.
Si tratta di un tocco di stile che trovo particolarmente piacevole, ma gli utenti che preferiscono la totale assenza di distrazioni possono disabilitare completamente la barra ExpertLumi attraverso il software di gestione proprietario.

La dotazione di porte fisiche è eccezionalmente ricca, eliminando la necessità di hub esterni nella maggior parte degli scenari. Sul fianco sinistro si trovano una porta Thunderbolt 4 (Type-C), una porta USB Type-A 3.2 Gen 2 (10 Gbps), un’uscita video HDMI 2.1 e un jack audio analogico combinato da 3,5 mm.
Sul fianco destro sono posizionate una seconda porta Thunderbolt 4 e una seconda porta USB Type-A 3.2 Gen 2. Entrambe le interfacce Thunderbolt 4 dispongono di controller completi, supportando DisplayPort ricarica rapida Power Delivery.
Tutte le porte USB e HDMI sono rinforzate alla base con bracket in acciaio inossidabile saldati alla scheda madre.
Purtroppo, e dico così perché è l’unica cosa che mi ha personalmente allontanato dall’acquisto di questo laptop, manca uno slot per schede SD, cosa che per il mio lavoro reputo fondamentale.
Tastiera, touchpad e biometria
La tastiera a isola è di una corsa di 1,5 mm, un valore eccellente considerata la sottigliezza del dispositivo. Ogni singolo keycap presenta una concavità di 1 mm, progettata per centrare i polpastrelli e ridurre gli errori di battitura laterale. Il rivestimento superiore dei tasti sfrutta la Special Comfort Coating, una finitura liscia che respinge il grasso della pelle.
La meccanica a forbice sottostante è calibrata per restituire un feedback netto ma silenzioso, rendendo la digitazione estremamente piacevole e adatta ad ambienti di lavoro condivisi. La retroilluminazione a LED bianchi è regolabile su tre livelli di intensità, gestiti dinamicamente da un sensore di luce ambientale.
A causa della colorazione grigio chiaro dei tasti, il contrasto con i LED bianchi in ambienti fortemente illuminati può risultare limitato, e personalmente ho preferito optare per la disattivazione della retroilluminazione durante il giorno. La tastiera è inoltre resistente agli schizzi, fornendo un ulteriore scudo contro gli incidenti.

L’angolo superiore destro ospita il pulsante di alimentazione, il quale integra un lettore di impronte digitali Match-on-Chip. Questa tecnologia di sicurezza archivia ed elabora i dati biometrici all’interno di un microprocessore isolato sul sensore stesso, impedendo al sistema operativo principale di accedere ai dati grezzi dell’impronta.
Solitamente non mi piace che il pulsante di accensione sia integrato nella tastiera, l’ho detto spesso, ma in questo caso (come sui receenti MacBook) si tratta di un tasto difficile da premere accidentalmente e diverso dagli altri.

Il sistema di puntamento si affida a un touchpad aptico con copertura in vetro, caratterizzato da un’area utile particolarmente grande (circa 110 cm²). L’assenza di un meccanismo di clic tradizionale è compensata dall’integrazione di sei sensori di forza distribuiti sulla superficie e da un attuatore a vibrazione centrale.
Ciò permette di registrare input identici in qualsiasi punto della superficie, dall’angolo superiore a quello inferiore, restituendo un feedback soddisfacente e uniforme.
Il tracciamento delle dita è preciso, garantendo un’ottima integrazione con le gesture multi-touch di Windows.
La superficie in vetro si estende fino al bordo inferiore del telaio, omettendo il classico bordino. Se da un lato questo permette di aumentare la superfice di utilizzo, dall’altro l’assenza di un confine fisico aumenta l’incidenza di tocchi accidentali in determinati scenari di utilizzo.

Display e multimedialità
Lo schermo di ASUS ExpertBook Ultra è un 14 pollici con un rapporto d’aspetto di 16:10, ideale per la visualizzazione di documenti e linee di codice, operando a una risoluzione WQXGA+ di 2880 x 1800 pixel (3K). Il pannello, di produzione Samsung, è uno stupendo Tandem OLED.
L’ingegneria alla base dei Tandem OLED prevede la sovrapposizione di due distinti pannelli separati da uno strato di interconnessione. L’architettura permette di mitigare i problemi storici dei pannelli OLED a strato singolo. Mantenendo la luminosità a livelli standard, la corrente necessaria a ciascuno dei due strati è ridotta di molto, abbattendo drasticamente i consumi (fino al 40% in meno) e riducendo l’accumulo di calore e lo stress sui singoli LED.
Questo processo prolunga esponenzialmente la vita utile del pannello, annullando virtualmente le possibilità di burn-in.

Al contrario, applicando correnti superiori, l’emissione combinata dei due strati permette al pannello di raggiungere luminanze difficili per gli OLED tradizionali di queste dimensioni: 600 nit di luminosità sostenuta in SDR e picchi di 1400 nit in HDR, con certificazione VESA DisplayHDR True Black 1000.
La modulazione della luminosità avviene tramite PWM con una frequenza superiore a 1000 Hz, un valore sufficientemente alto da prevenire teoricamente l’affaticamento degli occhi nella maggior parte dei soggetti sensibili.
Il pannello integra una frequenza di aggiornamento variabile (VRR) capace di fluttuare tra 30 Hz e 120 Hz, sincronizzando il refresh del display con l’output della scheda grafica e minimizzando il consumo energetico nella lettura di testi statici, garantendo parallelamente tempi di risposta di 1 ms quando necessario.
La riproduzione dei colori è di livello professionale: copertura del 100% dello spazio colore DCI-P3, del 133% dello spazio sRGB, certificazione Pantone e un parametro Delta-E < 1, indicando una deviazione impercettibile all’occhio umano.

A protezione del display, ASUS ha implementato uno strato in vetro Corning Gorilla Glass Victus, lo stesso che si trova sui recenti smartphone top di gamma. L’aspetto che però rende questo ExpertBook perfetto per chi viaggia molto è l’applicazione del trattamento Gorilla Glass Matte.
Tramite un processo di micro-incisione chimica del vetro (e non mediante l’uso di pellicole adesive), la superficie è resa più opaca per disperdere in modo efficace i riflessi. La leggibilità sotto fonti di luce diretta, in uffici molto illuminati o in esterni, è ottima.
La scelta di questa soluzione impone tuttavia un compromesso: la ruvidità del vetro diffonde parzialmente anche la luce emessa dai pixel sottostanti. Sebbene il contrasto infinito intrinseco degli OLED rimanga intatto, i colori possono apparire appena appena meno saturi rispetto a un vetro perfettamente lucido. Anche i dettagli più fini possono sembrare leggermente meno nitidi.
Ad ogni modo, fatevelo dire da chi ha utilizzato ExpertBook Ultra per editare molte foto e rimuovere a mano le particelle di polvere presenti in tali immagini, sceglierei comunque ogni volta un display con questo trattamento rispetto ad uno completamente lucido per il lavoro in mobilità.
Il comparto audio si affida a un’architettura a 6 speaker indipendenti. Due tweeter dedicati alla riproduzione delle alte frequenze sono direzionati verso l’alto, garantendo la chiarezza delle voci. Ad essi si affiancano quattro woofer magnetici contrapposti che sfiatano verso il basso, progettati per annullare le vibrazioni sul telaio.
Il supporto allo standard Dolby Atmos distribuisce il segnale sui sei canali, creando una separazione stereo estremamente ampia e una profondità che eguaglia, e in certi scenari supera, le migliori implementazioni del settore ultrabook. L’unico avversario degno di un confronto che ho provato ad oggi è il più recente MacBook Pro di Apple.
Le frequenze medie sono corpose, mentre i bassi, pur limitati dal volume fisico della cassa di risonanza, risultano definiti e privi di distorsioni anche al massimo volume.

Per un PC realizzato con in mente un’utenza business, la webcam non convince. Ha una risoluzione 1080p (2 Megapixel), è collocata nella cornice superiore ed è dotata di otturatore fisico per la privacy.
Nonostante il costo del dispositivo, la qualità del sensore risulta sottotono. In condizioni di forte illuminazione, l’immagine è buona, ma in ambienti scarsamente illuminati il software di elaborazione non riesce a contenere il rumore digitale e la perdita di nitidezza, producendo flussi video slavati e poco definiti.
I microfoni direzionali a doppio array svolgono un lavoro adeguato nell’isolamento della voce.
Hardware
Il cuore dell’ASUS ExpertBook Ultra in questa specifica configurazione si basa sull’Intel Core Ultra 7 356H, un SoC appartenente alla famiglia Panther Lake (Core Ultra Series 3).
Il Compute Tile, ovvero la porzione di silicio deputata ai calcoli logici, è forgiato sul nuovo nodo litografico Intel 18A. Questo nodo implementa per la prima volta due novità: i transistor RibbonFET e il sistema PowerVia, per migliori prestazioni ed efficienza dei transistor.
Il Core Ultra 7 356H comprende 16 core fisici totali e 16 thread di elaborazione (il multithreading è stato rimosso per ottimizzare l’area del silicio). L’architettura ibrida si suddivide in 4 Performance Core (P-Core) denominati “Cougar Cove“, 8 Efficiency Core (E-Core) chiamati “Darkmont” e 4 Low-Power Efficiency Core (LP E-Core), una derivazione a bassissima tensione dei Darkmont.
I core Cougar Cove operano a una frequenza di base di 1,9 GHz, con un picco Turbo massimo di 4,7 GHz in contesti a singolo thread. I cluster E-Core Darkmont e LP E-Core operano rispettivamente fino a 3,5 GHz e 3,3 GHz.
Il sottosistema di memoria cache ha subito un profondo riassetto per supportare questa architettura. La cache L3 (Intel Smart Cache) condivisa raggiunge i 18 MB. La cache L2 è ripartita in 2,5 MB dedicati a ciascun singolo P-Core Cougar Cove e 4 MB allocati a ogni cluster E-Core Darkmont, velocizzando l’accesso ai dati frequenti ed evitando costose interrogazioni alla memoria di sistema.
Un Thread Director aggiornato analizza le istruzioni a livello hardware e alloca dinamicamente i processi: le attività in background e la telemetria vengono dirottate sugli LP E-Core, mentre i carichi intensivi vengono scalati progressivamente sugli E-Core e sui P-Core, ottimizzando l’assorbimento di potenza che, di base, si assesta sui 25 W (TDP), potendo però scalare in Turbo (PL2) fino a 80 W, calore permettendo.

La GPU integrata, a differenza delle varianti presenti sui chip Ultra X7 358H o X9 388H (che montano la GPU Intel Arc B390 con 12 core Xe3 e 122 TOPS), è una “Intel Graphics 4 Xe3“. Questo die è basato sull’architettura di nuova generazione Xe3 (nome in codice Celestial), ma è dimensionalmente ridotto, disponendo di 4 core grafici, 512 unità di shading e 12 core per il Ray Tracing, operando a una frequenza di clock massima di 2,45 GHz.
Pur essendo limitata a circa 40 TOPS di potenza di calcolo parallelo, questo motore grafico incorpora tecnologie avanzatissime: supporta appieno le librerie DirectX 12 Ultimate, il rendering Ray Tracing hardware (in misura ridotta) e i motori multimediali per la decodifica e codifica a basso consumo dei codec H.264, H.265, AV1 (incluso AV1 4:4:4) e dell’emergente standard VVC.
Il terzo elemento fondante del silicio Panther Lake è la NPU 5 (Neural Processing Unit). Questo acceleratore, giunto alla sua quinta iterazione, è isolato dal resto del chip per processare esclusivamente reti neurali e algoritmi di intelligenza artificiale locale. Sviluppa una potenza di picco di 50 TOPS nel calcolo di variabili INT8 e supporta nativamente l’istruzione FP8, la quale accelera l’elaborazione dei modelli linguistici locali mantenendo elevata l’accuratezza.
L’efficienza è il tratto distintivo di questo componente: elabora moli enormi di dati inferenziali consumando appena 3-3,5 W di energia sostenuta. Nell’utilizzo quotidiano, la NPU gestisce in modo trasparente e continuo gli effetti Windows Studio (isolamento acustico dei microfoni dal rumore di fondo, correzione del contatto visivo, sfocatura ambientale), l’indicizzazione semantica dei documenti e le operazioni AI generative basilari dei software di produttività, impedendo che CPU e GPU vengano impegnate (e che la batteria si prosciughi) per questi task.
Considerando l’apporto congiunto di CPU, iGPU e NPU, la piattaforma ha a disposizione circa 97-99 TOPS per l’IA.
L’ExpertBook Ultra da me provato dispone di 32 GB di RAM LPDDR5X, saldati direttamente sulla scheda madre per minimizzare l’altezza del telaio e ridurre le latenze. I moduli operano alla frequenza di 8533 MT/s, sviluppando una larghezza di banda passante di oltre 115 GB/s.
Questa velocità di trasferimento è essenziale non solo per la CPU, ma soprattutto per il rapido accesso alla memoria da parte di GPU e NPU. L’impossibilità di espandere la RAM in futuro è un compromesso necessario per raggiungere densità e velocità simili.
L’archiviazione è delegata a un SSD M.2 2280 NVMe PCIe 4.0 da 1 TB. Il controller dello slot M.2 implementato sulla scheda madre dispone del cablaggio per supportare elettricamente lo standard PCIe 5.0, garantendo compatibilità con unità di calcolo storage future estremamente veloci.

Le prestazioni della macchina vengono controllate dal sistema ASUS ExpertCool Pro. Nonostante gli appena 10,9 mm di spessore, il sistema di dissipazione è complesso: due ventole indipendenti dotate di 97 pale spingono l’aria attraverso due radiatori lamellari (0,1 mm per lamella) connessi al SoC tramite tre heatpipe in rame, espellendo il calore dalle griglie posteriori.
L’utente può selezionare tre profili. Nel profilo Whisper, il TDP del Core Ultra 7 viene strozzato a un massimo di 15 W. Le ventole operano a regimi minimi (circa 2400 RPM), mantenendo il rumore ben al di sotto dei 30 dBA. In questo scenario, le frequenze massime di CPU e GPU vengono limitate a circa il 50-60% del potenziale, garantendo comunque fluidità per applicativi da ufficio e teleconferenze nel silenzio quasi totale.
Il profilo Standard (o Balanced) innalza il limite di potenza a 30 W sostenuti. Le ventole raggiungono i 3600 RPM, generando circa 30-35 dBA di rumore. Questa modalità offre un bilanciamento ideale: le prestazioni scalano all’80-90% della capacità massima del chip, mentre le temperature interne raramente eccedono i 70 °C.
Il profilo Performance libera i limiti di potenza, permettendo al processore di assorbire 45 W in modo sostenuto, con picchi transitori di 65-80 W (PL2) nei primi secondi di carico massimo. Le ventole accelerano a 5200 RPM, portando la rumorosità a 40-42 dBA.
La CPU sfiora temperature interne di 80-92 °C durante i benchmark prolungati, ma il sistema di dissipazione del calore previene fenomeni di throttling esagerato. La distribuzione del calore sullo chassis esterno vede i poggiapolsi stabilizzarsi a 30-35 °C, mentre un hotspot di 43-45 °C si manifesta nella sezione centrale superiore della tastiera, in prossimità del SoC e lontano dalle zone dove l’utente interagisce normalmente. Certo, se utilizzate l’ExpertBook Ultra appoggiato sulle gambe con i pantaloncini corti vi assicuro che però il calore lo sentite molto bene, non chiedetemi come lo so.
L’analisi della CPU evidenzia la bontà dell’architettura Panther Lake. Nel benchmark sintetico Cinebench R23, il processore ottiene punteggi di circa 2013 punti in single-core e oscilla tra 19.000 e 20.721 punti in multi-core. Questi risultati superano nettamente i predecessori della serie Lunar Lake e pongono il 356H in diretta competizione con le piattaforme AMD Ryzen AI 9 e con i processori basati su architettura ARM come il Qualcomm Snapdragon X Elite e l’Apple M4 a parità di wattaggio.
Nel test PCMark 10, che valuta la responsività del sistema operativo e la velocità di gestione di archivi complessi, il dispositivo registra circa 9.800 punti, un valore che certifica un’immediata reattività nell’avvio dei processi e nella gestione di ampi dataset. Nei carichi di transcodifica video, come misurato da Handbrake, il processore dimostra tempi di esecuzione eccellenti, colmando il divario di calcolo puro che storicamente separava i chip Intel mobile dalla concorrenza.

In scenari reali, l’accelerazione dell’interfaccia, la modellazione CAD 2D/3D leggera e l’editing fotografico avvengono con assoluta fluidità. Nel gaming 3D moderno, le prestazioni della GPU sono conservatrici ma godibili: titoli sportivi o eSports girano a 60 FPS senza incertezze, mentre titoli come Shadow of the Tomb Raider o Cyberpunk 2077 possono essere affrontati a risoluzione 1080p, utilizzando i settaggi grafici bassi e attivando le tecnologie di upscaling (XeSS) e la generazione dei frame, riuscendo a mantenere framerate medi compresi tra i 45 e i 75 FPS a seconda della scena.
Senza upscaling, frame generation e a risoluzione nativa, scordatevi di poter giocare a titoli moderni. Non è un PC pensato per il gaming e per le attività più orientate ai businessman di alto livello (C-Level) è un portatile forse anche troppo potente. Ci si riesce a fare persino dell’editing video, motivo per cui stavo attentamente valutando l’acquisto.
Il modulo di rete wireless è un chip Intel BE211 che certifica il supporto allo standard Wi-Fi 7 (802.11be) e al protocollo Bluetooth 5.4/6.0.
Per garantire stabilità di connessione in un telaio interamente metallico, ASUS impiega la tecnologia Laser Direct Structuring (LDS), che fonde l’hardware delle antenne in strutture tridimensionali ottimali, incrementando l’integrità del segnale RF fino al 43% rispetto ai design convenzionali.
Batteria e ricarica
ASUS ExpertBook Ultra si affida a un pacco batterie ai polimeri di ioni di litio a 4 celle, per una capacità totale di 70 Wh. Considerata l’impronta fisica del telaio, si tratta di una quantità davvero notevole.
L’autonomia reale non è però legata unicamente alla capacità della batteria, ma deriva direttamente dall’efficienza di Panther Lake e della struttura a del pannello Tandem OLED.
Impostando il software di gestione di Windows 11 sul profilo “Migliore Efficienza Energetica“, fissando la modalità termica su Whisper e calibrando la retroilluminazione del display attorno al 50% (equivalente a circa 120-150 nit), i dati di consumo del sistema rivelano un’efficienza in idle degna di nota, seppur non la migliore della categoria.
In stato di inattività con il modulo Wi-Fi 7 connesso alla rete, l’assorbimento dell’intera scheda madre scende al di sotto dei 5 W.
Durante la riproduzione in loop di contenuti video in formato 1080p o 4K tramite browser, il sistema sfrutta il blocco di decodifica hardware multimediale integrato nella GPU Xe3. Questo componente dedicato elabora i flussi H.265 o AV1 consumando pochissima energia, permettendo al sistema completo di assorbire tra i 5 W e i 5,5 W continui.
Tradotto in autonomia, l’ExpertBook Ultra garantisce tra le 13 e le 15 ore di riproduzione video ininterrotta, con test che in condizioni ottimali hanno sfiorato il traguardo delle 20 ore consecutive di riproduzione locale.

Analizzando un profilo di utilizzo professionale misto (che include la gestione di file su cloud, fogli di calcolo, diverse schede del browser web aperte e l’uso sporadico di applicazioni di messaggistica, in modalità termica Standard) il Thread Director smista la maggior parte delle istruzioni sui 4 core LP E-Core e sugli 8 core E-Core. L’assorbimento di potenza della piattaforma oscilla dinamicamente tra i 7 W e i 10 W. Mantenendo questo tasso di consumo, la batteria eroga energia per una finestra che varia dalle 10 alle 14 ore.
Questo risultato allinea definitivamente le architetture x86 di Intel con i valori di durata precedentemente associati in via esclusiva ai processori basati su architettura ARM, assicurando la copertura di un’intera giornata lavorativa lontani dalla presa elettrica.
Nei casi in cui il dispositivo viene sottoposto a stress prolungati, come la compilazione di codice software complesso, il rendering di elementi multimediali o l’uso di applicativi grafici pesanti, l’assorbimento si sposta verso i 25 W continui.
Le generazioni precedenti di processori limitavano aggressivamente le frequenze operative se privati dell’alimentazione di rete per prevenire cali di tensione. Il Core Ultra 7 356H, in sinergia con i condensatori della scheda madre ASUS, riesce invece a mantenere prestazioni che sfiorano l’85-90% delle sue capacità massime anche quando opera esclusivamente a batteria.
Di conseguenza, pur fornendo potenze di calcolo vicine a quelle nominali, il massiccio assorbimento di 25 W drena la batteria da 70 Wh in un tempo che spazia dalle 2,5 alle 4 ore.
Il consumo in standby è eccellente; il sistema può rimanere sospeso in RAM per interi giorni perdendo frazioni percentuali minime di carica.

La ricarica avviene tramite un trasformatore da 90 W con interfaccia USB Tipo-C in dotazione. Il laptop recupera dal 5% al 50% dell’energia totale in appena 30 minuti, per poi rallentare l’afflusso di corrente completando il ciclo fino al 100% in circa 90 minuti.
Poiché le porte Thunderbolt 4 su ambo i lati supportano il protocollo Power Delivery, l’utente gode di massima flessibilità nel posizionamento del cavo sulla scrivania.
Inoltre, il circuito tollera l’ingresso da fonti di alimentazione meno prestanti: è possibile ricaricare lentamente o mantenere in funzione il laptop utilizzando powerbank o alimentatori meno potenti, purché siano in grado di negoziare un output di almeno 65 W tramite standard USB-PD.
L’unico appunto che vogliamo fare riguarda il design dell’alimentatore incluso. ASUS ha optato per un formato tradizionale, costituito da un grosso blocco centrale e cavi spessi, una soluzione che appare “vecchia” e inutilmente ingombrante, in palese contrasto con la portabilità del dispositivo. Fortunatamente di alimentatori compatibili compatti da 90 W (e anche più) è pieno il mercato.
Software
Il software preinstallato è ovviamente Windows 11 Pro e include l’ecosistema ASUS MyExpert, un hub di utilità assistite dall’intelligenza artificiale per l’organizzazione dei file e la trascrizione dei testi. Sul fronte della sicurezza, il pacchetto ExpertGuardian garantisce la conformità ai severi standard NIST SP 800-193, offrendo un BIOS con protezione e autoriparazione dual-rom, il modulo crittografico discreto TPM 2.0 e la compatibilità con le istruzioni Microsoft Pluton.
ASUS ExpertBook Ultra supera la soglia dei 40 TOPS imposta da Microsoft, ottenendo a pieno titolo la certificazione Copilot+ PC. Questo traguardo gli garantisce l’accesso a un pacchetto di funzionalità legate all’intelligenza artificiale per ora ancora esclusive, precluse persino a macchine di generazione precedente che magari vantano una potenza bruta superiore, ma che sono sprovviste dell’hardware dedicato necessario.

Windows Recall
Senza dubbio l’aggiunta più ambiziosa, complessa (e chiacchierata) dell’intero ecosistema Copilot+, Recall si comporta come una vera e propria macchina del tempo digitale per il proprio flusso di lavoro. Sfruttando la NPU locale, il sistema acquisisce regolarmente degli screenshot crittografati di ciò che accade a schermo. Questi dati vengono elaborati istantaneamente per estrapolarne il contesto visivo e testuale, creando un vero e proprio archivio semantico.
Invece di spulciare la cronologia o sfogliare decine di cartelle, l’utente può porre domande in linguaggio colloquiale. Basterà digitare richieste come “recupera il foglio di calcolo con il budget delle spese” per far riemergere immediatamente l’email, la pagina web o il documento esatto che si stava guardando ore o giorni prima.
Per rispondere alle perplessità sollevate in tema di sicurezza dei dati, Microsoft ha stabilito che Recall sia rigorosamente disattivato di fabbrica. L’attivazione rimane una scelta puramente opzionale, lasciata all’assoluta discrezione dell’utente.
Windows Studio Effects
Delegando l’elaborazione dei flussi multimediali all’efficienza della NPU, l’ExpertBook Ultra prova a migliorare la resa della webcam FHD integrata. Il tutto agisce direttamente a livello hardware, azzerando l’impatto sui consumi di CPU e GPU a vantaggio dell’autonomia. Le ottimizzazioni in tempo reale includono:
- Inquadratura automatica: L’intelligenza artificiale riconosce il volto dell’utente e adatta dinamicamente il ritaglio dell’immagine, mantenendo il soggetto perfettamente al centro della scena anche se si sposta dalla sedia.
- Illuminazione virtuale: Agisce come un ring-light da studio digitale, compensando in tempo reale le stanze buie o le situazioni di fastidioso controluce per illuminare correttamente il viso.
- Correzione dello sguardo: Modifica in modo impercettibile i pixel degli occhi per simulare un contatto visivo costante con l’interlocutore. Risulta estremamente utile per dare l’impressione di guardare dritti in camera anche mentre si sbirciano appunti sul monitor.
- Isolamento vocale avanzato: Un potente filtro antirumore che elimina istantaneamente qualsiasi disturbo ambientale. Dal traffico in strada al ticchettio meccanico della tastiera, passando per il cane che abbaia, il sistema taglia le frequenze esterne concentrandosi unicamente sulla voce di chi parla.
Prezzo e considerazioni finali
L’ASUS ExpertBook Ultra non è un portatile generalista, ma uno strumento iper-specializzato. Si rivolge alla dirigenza, ai professionisti in perenne mobilità e ai creator in ambito corporate che necessitano di avere una macchina potente, gestire l’intelligenza artificiale in locale o affrontare brevi sessioni di editing video senza doversi portare dietro il peso e gli ingombri di una workstation tradizionale.
Il suo vero punto di forza emerge con prepotenza analizzando il posizionamento sul mercato italiano. Offerto a 2.899 euro (e reperibile a meno di 2.300 euro al momento della scrittura di questa recensione) nella sua configurazione con Intel Core Ultra 7 356H, 32 GB di RAM e 1 TB di SSD, questo laptop si posiziona egregiamente nel confronto del rapporto prezzo/prestazioni.
Per eguagliare una simile dotazione nel mondo Apple, è necessario configurare un MacBook Pro 14 con chip M5 Pro sborsando quasi 3.000 euro. Oltre al notevole divario economico, con Apple si è costretti a rinunciare al fantastico display Tandem OLED opaco, una caratteristica che ritengo di grande valore.
Anche restringendo il campo alle sole valide alternative Windows, i rivali storici faticano a tenere il passo. Il Lenovo ThinkPad X1 Carbon Gen 14 con la stessa memoria supera agilmente i 3.000 euro e offre un processore meno potente. In casa Dell, c’è XPS 14 che può essere configurato con Intel Core Ultra X7 358H ma con metà dello storage a un prezzo simile.
La macchina perfetta, in ogni caso, non esiste. La totale mancanza di un lettore di schede SD è una lacuna dolorosa per chi lavora costantemente con la fotografia, imponendo il noioso compromesso dei dongle esterni. Allo stesso modo, la webcam integrata si è rivelata qualitativamente sottotono rispetto al pregio del telaio.
Tuttavia, al netto di queste mancanze, la piattaforma Panther Lake ha dimostrato che l’architettura x86 sa ancora essere formidabile in termini di efficienza pura. Se cercate un’eccellente alternativa Windows che sia robusta, dal peso piuma e dotata di una riserva di potenza insospettabile, questo ExpertBook è attualmente la scelta più intelligente e a fuoco della sua categoria.
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