Recensione CMF Clip Pro, per meno di 80€ è difficile fare meglio
La categoria degli auricolari open-ear sta attraversando una fase di grandissima espansione. Sempre più utenti sentono la necessità di un dispositivo che permetta di ascoltare contenuti multimediali o gestire telefonate senza mai perdere il contatto con l’ambiente circostante. CMF, il marchio satell

La categoria degli auricolari open-ear sta attraversando una fase di grandissima espansione. Sempre più utenti sentono la necessità di un dispositivo che permetta di ascoltare contenuti multimediali o gestire telefonate senza mai perdere il contatto con l’ambiente circostante.
CMF, il marchio satellite di Nothing, ha deciso di fare il suo ingresso nel segmento con i suoi Clip Pro. L’approccio scelto dall’azienda punta a offrire un dispositivo che unisca specifiche tecniche di tutto rispetto a un prezzo di listino particolarmente aggressivo, mantenendo al contempo un’estetica ricercata e alcune soluzioni funzionali decisamente inusuali.
I CMF Clip Pro rappresentano quindi una sfida diretta ai marchi più conosciuti come Huawei e OPPO, proponendo un’alternativa economica ma ricca di funzionalità intelligenti per tutti coloro che cercano un’esperienza di ascolto non alienante.
Recensione CMF Clip Pro, il prezzo non è l’unica cosa interessante

Design e materiali
Il progetto alla base della struttura dei CMF Clip Pro ruota attorno a quello che l’azienda definisce un sistema di supporto a tre punti. Questa specifica architettura è pensata per distribuire il peso e la pressione in modo uniforme sull’orecchio, evitando di concentrare il fastidio in un’unica area.
I tre elementi fondamentali sono la sfera di ascolto principale, che si posiziona vicino all’ingresso del canale uditivo, il modulo posteriore, progettato per aderire dietro al lobo, e infine il cosiddetto C-bridge, l’archetto di collegamento flessibile.

Quest’ultimo elemento misura circa 30 mm di lunghezza, con un angolo di apertura variabile tra 40° e 53,5°, dimensioni studiate per accogliere e adattarsi comodamente alla stragrande maggioranza delle conformazioni auricolari.
All’interno dell’archetto è stato inserito un sottile filo in lega di titanio dal diametro di 0,5 mm. Questa anima in titanio conferisce una straordinaria memoria elastica alla struttura, permettendo al ponte di flettersi facilmente al momento dell’inserimento per poi tornare sempre alla sua forma originale, garantendo una presa salda ma mai eccessivamente costrittiva anche dopo migliaia di utilizzi.
I materiali scelti per la realizzazione esterna alternano diverse finiture per massimizzare il comfort a contatto con la pelle. La capsula acustica e il modulo posteriore sono realizzati in una lega di policarbonato e ABS, mentre l’archetto flessibile è rivestito in morbido TPU.

Il peso complessivo è estremamente ridotto, attestandosi a soli 5,9 g per singolo auricolare, rendendo i CMF Clip Pro perfetti per essere indossati per ore.
Ciononostante, la finitura in plastica lucida utilizzata per la superficie esterna degli auricolari si è rivelata scivolosa a contatto con il sudore; durante le sessioni di allenamento o la corsa all’aperto, questa mancanza di grip può causare dei lievi scivolamenti nel retro dell’orecchio, richiedendo di tanto in tanto qualche piccolo riposizionamento.
Un ulteriore dettaglio migliorabile riguarda le indicazioni per distinguere l’auricolare destro dal sinistro: le lettere stampate sulla scocca sono estremamente piccole, dello stesso colore dello sfondo e risultano difficili da individuare a colpo d’occhio quando si estraggono i dispositivi dalla custodia.
Da segnalare inoltre che chi indossa regolarmente gli occhiali potrebbe notare una certa competizione per lo spazio vitale dietro il padiglione auricolare tra le stanghette della montatura e il corpo dell’auricolare.

L’elemento più distintivo e affascinante dell’intero pacchetto è senza dubbio la custodia di ricarica. Realizzata con una piacevole finitura opaca e morbida al tatto, resistente allo sporco e ai graffi, la custodia integra lo Smart Dial che abbiamo conosciuto su altri auricolari del marchio, una rotella fisica posizionata su un angolo.
Il feeling di una vera ghiera rotante restituisce una precisione che le superfici touch sfiorate alla cieca non possono minimamente eguagliare, un’esperienza appagante che ricorda da vicino la precisione e il controllo totale che si prova maneggiando i controlli fisici personalizzabili di una fotocamera come la mia Sony a7C II.

Attraverso la rotazione e la pressione della ghiera è possibile controllare il volume, gestire la riproduzione multimediale, rispondere alle chiamate o attivare l’accoppiamento Bluetooth senza dover mai estrarre lo smartphone dalla tasca.
L’interazione continua anche sugli auricolari stessi, che abbandonano i controlli touch in favore di pulsanti veri e propri posizionati sulla porzione posteriore.
Questi tasti presentano una finitura opaca testurizzata che li rende facilmente distinguibili rispetto alla scocca lucida, garantendo un feedback di pressione netto e rassicurante, perfetto per l’uso con i guanti o durante l’attività sportiva.

Hardware e qualità audio
All’interno della compatta sfera acustica, dal diametro di 13,8 mm, è stato inserito un driver dinamico da 10,8 mm. Questo trasduttore è alimentato da un sistema a doppio magnete e si affida a un diaframma composito realizzato in TPU e LCP (polimero a cristalli liquidi).
La combinazione di questi materiali è stata selezionata per ammorbidire la resa sonora, evitando i picchi tipici dei coni troppo rigidi, e allo stesso tempo per prevenire distorsioni quando il volume viene spinto ai livelli massimi.
Dal punto di vista della cancellazione del rumore, è fondamentale precisare che i CMF Clip Pro ne sono completamente sprovvisti, in quanto il loro design aperto lascia il canale uditivo del tutto libero.
La loro architettura non offre alcun isolamento passivo né prevede un sistema di riduzione attiva dei rumori ambientali, lasciando filtrare ogni singolo suono proveniente dall’esterno; questa è esattamente la caratteristica ricercata da chi acquista un prodotto di questa categoria, ma si traduce in un problema notevole in ambienti rumorosi.
Sui mezzi pubblici affollati, in treno o lungo strade trafficate, l’unica soluzione per riuscire a sentire la propria musica è alzare il volume al massimo. Purtroppo, il volume massimo erogato da questi auricolari non risulta particolarmente elevato, rendendo l’ascolto difficoltoso nelle situazioni di forte inquinamento acustico.

Sul fronte della qualità audio, la naturale dispersione delle frequenze basse rappresenta la sfida principale per qualsiasi auricolare non in-ear.
Al di sotto dei 100 Hz la presenza sonora è praticamente nulla, facendo svanire l’impatto fisico dei bassi o della grancassa. Per contrastare questa limitazione, CMF ha implementato la tecnologia Ultra Bass, un algoritmo proprietario che cerca di enfatizzare artificialmente le basse frequenze. Si nota un picco impostato attorno ai 150 Hz, progettato per restituire almeno l’illusione ritmica dei brani.
La funzione offre tre livelli di intensità, ma va utilizzata con estrema parsimonia: il livello predefinito (Livello 2) tende ad affaticare eccessivamente il piccolo driver, introducendo una distorsione chiaramente udibile, mentre impostando l’algoritmo al Livello 1 si ottiene un buon compromesso tra pulizia e presenza ritmica.
Analizzando il resto dello spettro sonoro, si rileva un calo sensibile intorno ai 250 Hz, che tende a togliere un po’ di corpo e calore alle voci umane e alle chitarre acustiche, facendole suonare leggermente distanti.
Dai 2 kHz in su, invece, le frequenze alte sono molto enfatizzate, con picchi notevoli tra i 7 e gli 8 kHz che donano grande spazialità e dettaglio ai piatti e agli strumenti a percussione acuti, ma che alla lunga rischiano di rendere l’ascolto un po’ metallico e affaticante.
Gli auricolari godono comunque della certificazione Hi-Res Audio Wireless e supportano i codec LDAC, oltre ai classici AAC e SBC; l’attivazione del codec LDAC con tracce ad alta risoluzione porta un miglioramento tangibile nella separazione degli strumenti e nella nitidezza generale del soundstage.

Un limite strutturale degli auricolari open-ear è la dispersione del suono che rischia di disturbare chi si trova nelle immediate vicinanze. Per limitare il problema, è presente un sistema denominato Sound Seal, o modalità anti-dispersione. Questa funzione riduce dinamicamente l’emissione delle frequenze medio-alte, limitando notevolmente il suono che fuoriesce.
L’efficacia per la privacy è sorprendente, ma il compromesso richiesto in termini di resa acustica è alto: con la funzione attivata, la musica risulta fortemente ovattata e priva di dinamica, motivo per cui ne sconsiglio l’uso per le telefonate confidenziali o in ufficio.
A proposito di telefonate, la gestione della voce in entrata e in uscita è affidata a un hardware molto sofisticato che comprende un totale di 4 microfoni ad alta definizione, due posizionati su ciascun auricolare, di cui uno specificamente progettato con griglie anti-vento.
L’array lavora in stretta sinergia con la tecnologia Clear Voice alimentata da una Voice Processing Unit (VPU) dedicata. L’algoritmo separa con efficacia la voce dell’utente dal rumore ambientale, restituendo chiamate molto chiare anche passeggiando all’aperto in presenza di traffico o vento, sebbene il timbro della voce catturata può talvolta risultare leggermente metallico e privo di profondità.
Sia chiaro, tutte queste note sono dovute in una recensione, ma non sono assolutamente un problema per il prezzo degli auricolari.
Batteria e ricarica
Uno dei vantaggi collaterali derivanti dall’assenza della cancellazione attiva del rumore e dalla necessità di non isolare completamente il padiglione auricolare è l’efficienza. Gli auricolari integrano ciascuno una batteria interna da 60 mAh, mentre il case di trasporto ospita una batteria da 475 mAh.
Sulla carta, i dati promettono un’autonomia davvero eccellente: fino a 10 ore ininterrotte di riproduzione musicale continua con una singola carica degli auricolari, che si estendono fino a un totale di 32,5 ore sfruttando l’energia supplementare fornita dalla custodia di ricarica. Le mie prove confermano la validità di questi dati, ora più, ora meno.
Se si desidera spremere fino all’ultima goccia di energia, l’applicazione offre una speciale modalità denominata Long Battery Life. Questa impostazione conservativa disabilita l’uso dei codec ad alta risoluzione, forzando la trasmissione in formato AAC, e spegne automaticamente le funzioni più energivore come l’equalizzatore personalizzato, il potenziamento dei bassi e l’audio spaziale, portando l’autonomia teorica totale fino al traguardo di 36 ore complessive.

Nel momento in cui la batteria dovesse scaricarsi, i CMF Clip Pro supportano una tecnologia di ricarica rapida molto efficiente attraverso la porta USB Tipo-C posta sul retro del case: bastano 10 minuti di collegamento alla rete elettrica per immagazzinare energia sufficiente a garantire fino a 4 ore aggiuntive di ascolto ininterrotto, una vera ancora di salvezza per chi dimentica spesso di mettere in carica i propri dispositivi.
Purtroppo, per contenere i costi di produzione all’interno di una fascia di prezzo così competitiva, l’azienda ha dovuto fare alcune rinunce hardware e la custodia è totalmente sprovvista del supporto per la ricarica wireless, obbligando l’utente ad affidarsi esclusivamente al tradizionale cavo.
App di gestione
Tutte le funzionalità intelligenti e le personalizzazioni avanzate dei CMF Clip Pro sono interamente gestite tramite l’applicazione Nothing X, disponibile per sistemi Android e iOS.
L’interfaccia dell’applicazione è pulita, minimale e ricchissima di voci per ottimizzare l’esperienza d’uso. Proprio dall’app è possibile gestire l’esclusivo Smart Dial della custodia.
Di base, la rotella rotante è disattivata per prevenire azionamenti involontari all’interno delle tasche, ma una volta configurata tramite il software si rivela uno strumento formidabile. Oltre al volume, gestibile ruotando la ghiera in senso orario o antiorario, l’app permette di assegnare azioni specifiche alla pressione singola, doppia o tripla, nonché alla pressione prolungata, trasformando il case in un vero e proprio telecomando multifunzione.
Tuttavia, l’equalizzatore grafico offerto risulta essere troppo semplificato per gli standard odierni: invece di offrire un controllo preciso su molteplici bande di frequenza, si limita a una semplice interfaccia circolare in cui trascinare un indicatore per bilanciare grossolanamente bassi, medi e alti. Sono presenti alcuni preset predefiniti.
È presente anche una funzione per l’audio spaziale, pensata per ampliare virtualmente il palcoscenico, ma la sua implementazione su un design che è già per natura estremamente aperto e arieggiato tende a snaturare il suono, creando un effetto vuoto e artificiale che oscura i dettagli delle tracce.
L’affidabilità delle connessioni senza fili è garantita dal modulo Bluetooth 5.4, che supporta tecnologie essenziali come Google Fast Pair e Microsoft Swift Pair per abbinamenti fulminei con smartphone e computer.

La funzione software più utile per i professionisti e chi lavora su più dispositivi è senza dubbio il supporto per la connessione multipoint, che permette agli auricolari di rimanere collegati simultaneamente a due dispositivi, passando ad esempio dalla visione di un video sul tablet alla ricezione di una chiamata sullo smartphone in modo immediato.
Completano il ricco quadro software la comoda modalità a bassa latenza, che abbatte i ritardi di sincronizzazione audio e video portandoli fino a circa 110 ms, e la sempre utile funzione per far squillare gli auricolari al massimo volume in caso di smarrimento sotto i cuscini del divano.
Prezzi e considerazioni finali
I CMF Clip Pro sono commercializzati con un prezzo di listino estremamente competitivo di 79,95 euro per il mercato italiano, nelle colorazioni Dark Grey, Light Grey e Coral. Ciò li posiziona in modo strategico sul mercato, permettendo all’azienda di sferrare un attacco frontale a moltissimi concorrenti.
Analizzando i diretti rivali nella stessa fascia di prezzo al di sotto dei 100 euro, gli scontri più diretti avvengono con modelli come i Soundcore AeroClip e i Realme Buds Clip, sui quali i dispositivi CMF spiccano grazie all’unicità dello Smart Dial, o contro gli EarFun Clip 2, che allo stesso prezzo offrono una certificazione di resistenza superiore (IP55) e l’aggiunta della ricarica wireless, ma senza il fascino del design e dell’ecosistema Nothing.
Allargando lo sguardo verso la fascia alta del mercato open-ear, incontriamo veri e propri pesi massimi come i Bose Ultra Open Earbuds, che si trovano a poco più di 200 euro su Amazon, i Sony LinkBuds Clip, gli Shokz OpenDots 2, o i Huawei FreeClip 2S, per non parlare del cugino interno Nothing Ear (Open).
Tutti questi modelli premium garantiscono senza dubbio dettagli acustici più definiti, materiali morbidi al silicone più confortevoli e bassi sensibilmente più marcati, ma chiedono in cambio il doppio o addirittura il triplo del denaro rispetto al prodotto di casa CMF.
Questi auricolari aperti per loro stessa natura strutturale non offrono l’isolamento acustico ricercato da chi preferisce i modelli in-ear dotati di cancellazione attiva del rumore per staccare dal trambusto e isolarsi completamente dal mondo. Al contrario, si rivolgono in maniera specifica a quella vasta fetta di utenti che necessitano di una colonna sonora personale o devono gestire lunghe sessioni di chiamate lavorative senza mai isolarsi dall’ufficio o dal traffico.
Per i corridori che hanno bisogno di sentire l’arrivo delle automobili, per i pendolari che devono prestare orecchio agli annunci ferroviari in stazione, o per chi semplicemente trova opprimente e doloroso l’inserimento dei gommini in silicone nel canale uditivo, i CMF Clip Pro rappresentano un compromesso di grandissimo valore.
Con un budget inferiore agli 80 euro si porta a casa un pacchetto sorprendentemente completo. A patto di accettare la naturale limitazione della resa dei bassi e la totale permeabilità ai rumori ambientali tipica del loro formato, questi auricolari a clip riescono a coprire tutte le necessità fondamentali, emergendo come una delle soluzioni più consigliate per chi desidera esplorare la frontiera dell’ascolto open-ear senza investire cifre significative.
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