Recensione DJI Osmo Pocket 4P: la telecamera con cui ho sostituto l'iPhone
Recensione completa di DJI Osmo Pocket 4P, la telecamera da viaggio che permette di realizzare filmati in alta qualità e con grande flessibilità. L'articolo Recensione DJI Osmo Pocket 4P: la telecamera con cui ho sostituto l'iPhone sembra essere il primo su Smartworld.

Il formato di questa DJI Pocket 4P non cambia nel concetto. Rimane un piccolo gimbal che sul manico integra display e controlli. Cresce un po' in dimensioni, soprattutto la parte di gimbal vera e propria. Subito sotto è ancora presente il display che ruota per poter essere utilizzato in verticale o in orizzontale, permettendovi anche (a scelta) in concomitanza di registrare il video nel rispettivo orientamento. Nel ruotare in orizzontale rivela anche due tasti funzione aggiuntivi, uno per lo zoom e uno programmabile. Entrambi sono programmabili in quadrupla funzione (pressione singola, doppia, tripla o prolungata), permettendovi così di abilitare un gran numero di funzionalità diverse. Per fare qualche esempio nel mio utilizzo ho scelto di associare al tasto C il raddrizzamento dell'orizzonte, la rotazione della fotocamera e il blocco direzione della fotocamera. La difficoltà rimane nel dover memorizzare tutte le diverse funzioni, ma ovviamente con l'esperienza si migliora.
Sotto troviamo un led di stato, il joystick e il tasto per la ripresa/scatto. Anche il joystick può essere programmato per tre funzioni diverse al click, andando a moltiplicare così le possibilità. Per esempio ho impostato anche lui per il raddrizzamento dell'orizzonte e per l'avvio del tracciamento. Ho abilitato questa doppia funzione per ovviare a un banale ma fastidioso difetto: quando utilizzo lo schermo in verticale perdo l'accesso ai due tasti prima citati. Alla pressione prolungata ho invece associato il blocco della direzione, bloccando quindi il gimbal nella posizione in cui è in quel momento.
Prima di passare alla parte delle fotocamere soffermiamoci un attimo sull'hardware. Abbiamo infatti ben 103 GB di memoria interna per salvare i filmati nel caso vi foste dimenticati una microSD o lo spazio fosse esaurito e poi troviamo sia il Wi-Fi 6 che l'uscita USB-C 3.1. Il primo garantisce trasferimenti fino a 90 Mbps e il secondo a 800 Mbps. In questo modo trasferire i file allo smartphone o al PC sarà una questione di pochi secondi (o minuti) senza dover quindi rimpiangere di non aver registrato direttamente con il vostro telefono. In tal senso aggiungiamo una nota non irrilevante. Con l'ultimo aggiornamento DJI ha introdotto la possibilità di trasferire i file registrati nell'ultima sessione in automatico quando la videocamera si spegne. La funzione è al momento disponibile solo su iOS (e si consiglia un iPhone 16 o successivo), ma può essere una grande comodità per quei creator che rimpiangono di non star registrando da iPhone solo perché poi non si troverebbero le clip direttamente sul telefono. Attendiamo a gloria l'arrivo anche su Android (sperando che non sia un limite hardware).
Parliamo però ora del comparto fotocamere. Al plurale perché la caratteristica principale che distingue questa fotocamera dalla Pocket 4P è proprio nella presenza di un secondo sensore, per la precisione una lente 3X. Si tratta di un'ottica da 60mm 1/1.28" con apertura ƒ/1.8. Il rapporto di zoom fa quindi capire subito che il sensore principale (da 1") è un 20mm equivalente. Nell'ottica di pensare di sostituire l'iPhone come dispositivo per la creazione di contenuti vale la pena ricordare che iPhone ha una lente principale da 24 mm. Il 20mm quindi ha un campo più ampio di iPhone, senza arrivare però al suo ultragrandangolare da 13mm. Il campo più ampio è comunque più che sufficiente per registrare vlog selfie senza rimpiangere l'ultragrandangolare dell'iPhone. È in pratica il giusto compromesso, senza eccedere nella distorzione "fish-eye" di un'ultragrandangolare e permettendovi quindi anche di registrare clip "classiche" in serenità.
Le due videocamere possono registrare filmati in 4K fino a 60fps. In realtà potete spingervi fino ai 240fps ma solo nella specifica modalità slow motion (che per esempio non registra l'audio). Potrete registrare anche in HDR a 10bit. Un nodo non ancora risolto è che registrando in verticale la risoluzione scenderà in 3K, un peccato per qualcuno insormontabile. Per noi è sicuramente un punto da migliorare, ma non vincolante nella scelta. L'altra grande novità di questo modello 4P è la gamma dinamica che passa da 14 stop a 17 stop permettendovi quindi di realizzare filmati all'aperto senza compromettere nessuna sezione della scena, che sia il cielo assolato o il soggetto all'ombra. È un ulteriore aumento di qualità che secondo noi per la prima volta permette davvero di scavallare la qualità di registrazione di un iPhone per i creator. Di fatto le precedenti generazioni di Osmo Pocket offrivano già ampiamente una qualità video superiore ad uno smartphone. Questo però non era sempre vero se usata in modalità completamente automatica, dove l'elaborazione computazionale di iPhone permetteva di tirare fuori delle clip più utilizzabili nei contesti più complessi. Ora propendiamo a dare il punto a Osmo Pocket anche in quei contesti. A questo ovviamente aggiungiamoci l'incredibile stabilizzazione del gimbal di questa fotocamera. L'elaborazione digitale in aggiunta allo stabilizzatore di uno smartphone non può neanche avvicinarsi (non per altro DJI vende anche Osmo Mobile, un gimbal per smartphone).
Se usciamo dal mondo dei creator e passiamo a quello dei videoamakers la novità è sicuramente l'introduzione della registrazione in D-Log 2, che garantisce la massima flessibilità a chi vuole poi "colorare" e gestire il proprio filmato a piacimento. Il nuovo formato Log di DJI è quello che permette di sfruttare al meglio le possibilità di questo "enorme" sensore. Non l'abbiamo stressata troppo su questo fronte, ci sono videomaker che lo hanno fatto ampiamente su YouTube, ma di fatto la qualità che potete tirarci fuori è davvero sorprendente. Ci scontriamo però con un limite concreto di questo nuovo formato: l'impossibilità (al momento?) di usare la lente 3x in D-Log 2. Potrete farlo solo in D-Log 1. Peccato.
La flessibilità di avere una seconda lente 3x è, come potete immaginare, veramente notevole. Per me è uno dei fattori che mi ha fatto decidere di poter lasciare l'iPhone come strumento per la creazione di contenuti in mobilità. La fluidità nel passaggio fra i vari livelli di zoom non è la più omogenea e somiglia un po' alla fluidità che potreste avere proprio su di uno smartphone. Di fatto potrete ancora fare degli scorrimenti abbastanza fluidi, ma se volete passare alla fotocamera 3x è forse più consigliato un salto netto. La profondità di campo è quella che vi aspettereste (anche considerando l'apertura ƒ/1.8!) e la fedeltà dei colori fra i due sensori è eccezionale, migliore di quanto trovereste di uno smartphone.
A questo si aggiunge l'ottimo tracking. L'utilizzo principale è quello di poter tracciare un volto in modalità selfie o una persona intera in modalità classica. Ci sono tre velocità di movimento fra cui scegliere ed è veramente difficile far sì che possa confondersi e perdere il tracciamento. Soprattutto in modalità selfie/vlog in cui potrete anche impostare un volto preferito da riconsocere e tenere a fuoco quando ci sono più persone nell'inquadratura. Questo è uno di quei fronti dove ci siamo più convinti a provare il salto dallo smartphone. Tra le impostazioni di messa a fuoco c'è infatti anche una voce che predilige la messa a fuoco di un oggetto al centro della scena, anche se dietro c'è un volto. È perfetto per esempio per i creator come me che vogliono sì apparire a fuoco con il volto ma che non vogliono che la fotocamera cerchi disperatamente di rendere nitido il volto se nel mezzo si frappone un oggetto che in certi momenti deve diventare il fulcro del video. Impossibile una gestione simile su smartphone.
In generale il tracking comunque funziona bene anche con la 3x e ci sono varie opzioni per scegliere come seguirlo. Può anche riprendere il tracking dopo che un soggetto è uscito dalla scena.
Tra le altre modalità di funzionamento abbiamo i video con basse luci (massimo 4K a 30fps), lo slowmotion (massimo 4K a 240fps) e il timelapse. Quest'ultimo si può declinare in 3 modalità: timelapse classico, con anche preset per folla, nuvole e tramonto, hyperlapse, pensato per riprese fatte in movimento e infine motionlapse, che permette di fare un timelapse in cui l'inquadratura iniziale e finale siano diverse. Infine può fare anche foto e foto panoramiche. Rispetto all'esperienza avuta con la Osmo Pocket 3, possiamo dire che finalmente ci ha soddisfatto anche su questo fronte, riuscendo a catturare dettagli vividi ogni volta che ci serviva.
Parlando di opzini segnaliamo poi la possibilità di avviare la registrazione con i gesti e la possibilità di poter scegliere fra cinque modalità di stabilizzazione, fra cui quella perfetta per noi ovvero la FPV perpendicolare, che fa muovere il gimbal liberamente ma che al termine del movimento torna sempre perpendicolare al display.
Giocano un ruolo non secondario anche gli accessori. Frontalmente la mascherina di questa Pocket 4P può essere rimossa per lasciar spazio a dei filtri ND da agganciare. La comodità è che questi rimangono sempre saldamente bloccati: la scomodità è che dovrete ogni volta rimuovere la mascherina protettiva per installare un filtro, dovendo poi aver cura di non perderla. Ulteriore vantaggio però è che essendo sostituibile potrete cambiarla in caso di graffio alle lenti. Si può poi agganciare una fill light, ovvero una piccola luce di riempimento. Si può modificare la sua intensità e la sua temperatura colore (che con l'ultimo aggiornamento può anche essere automatica). È una gradita aggiunta che può aiutare a mostrare il volto più luminoso in contesti complicati. Di notte la luce sul viso non è certo la soluzione più elegante che potreste volere, ma se quello che cercate è solo uno strumento per i vlog potrà bastarvi e non avrete neanche bisogno di caricarla.
Dovrete invece caricare il microfono e il controller. Purtroppo con dei cavi proprietari. Non proprio il massimo della comodità. Partiamo dal controller: si tratta di una replica del display, del joystick e del tasto di registrazione. Potrete così controllare l'inquadratura a distanza, regolare l'inclinazione del gimbal e avviare la ripresa. Certo, potevate farlo anche con lo smartphone, ma avere un piccolo gadget simile per noi è stato davvero salvifico in varie situazioni, in cui, anche non a distanza, l'inclinazione del display della Pocket 4P era sfavorevole per poter controllare continuamente che l'inquadratura fosse corretta.
Il microfono è invece praticamente un Dji Mic Mini 2, con tutti i suoi pregi e i suoi (pochi) limiti. Non ha la registrazione di backup interna, ma l'associazione automatica alla Pocket 4P di fatto vi leverà ogni grattacapo. Abbiamo poi 3 tonalità vocali e due livelli di cancellazione del rumore. Si può agganciare tramite il magnete e la cover a sua volta magnetica per poter così cambiare eventualmente il colore.
È presente poi un supporto inferiore per aggiungere l'aggancio a vite per un cavalletto (uno piccolo è incluso). Non è incluso nel pacchetto ma esiste anche una estensione "powerbank" per prolungare l'autonomia. È difficile dare un solo giudizio sull'autonomia. Per noi è stata più che buona e dovendo registrare clip per circa 45 minuti in più sessioni (e con il controller esterno collegato) ha consumato circa un 50% di batteria. Ma potrete anche estendere con vari accorgimenti l'autonomia fin oltre le 2 ore (l'azienda ne dichiara 3). La ricarica però è fulminea: da 0 all'80% in soli 18 minuti.
Osmo Pocket 4P è disponibile da oggi su store.dji.com e presso partner selezionati in due configurazioni:
- Osmo Pocket 4P Standard Combo per 609€
- Osmo Pocket 4P Vlog Combo retails per 699€
Il sample per questa recensione è stato fornito da DJI, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.
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