Recensione ELO Vagabond: i controller a molletta hanno un nuovo re?
La recensione di ELO Vagabond, controller mobile premium a molletta con Hall Effect, tasti meccanici e grande ergonomia. L'articolo Recensione ELO Vagabond: i controller a molletta hanno un nuovo re? sembra essere il primo su Smartworld.

Il controller si presenta in una confezione molto curata, con una grafica pulita e i richiami cromatici nero e viola tipici del giovane brand. Una volta sollevata la parte superiore della scatola, il controller viene subito mostrato in bella vista, ben incastonato nel suo alloggiamento interno.
Rimuovendo ulteriormente l'incavo che ospita il dispositivo, si accede ad una piccola confezione secondaria che, a prima vista, potrebbe far pensare alla presenza di un cavo USB-C. In realtà il controller non include alcun cavo, semplicemente perché si tratta di un dispositivo cablato che si alimenta direttamente dallo smartphone. Ci ritorneremo a brevissimo.
Sotto questo primo livello troviamo una sorta di busta delle lettere, al cui interno spiccano il manuale delle istruzioni e una guida dedicata agli adattatori, ovvero una sorta di cartoncino rigido preforato e sagomato, il quale serve come riferimento pratico per scegliere il corretto spessore degli inserti da utilizzare.
Ecco, è proprio nella piccola scatolina inizialmente scambiata per un possibile vano con cavo USB-C che si trovano gli adattatori per lo spessore. Questi possono essere applicati alle estremità del controller, dove il telefono viene alloggiato, e servono a ridurre il gioco e aumentare la stabilità del dispositivo.
Il funzionamento è semplice, poiché si inserisce il telefono nei vari intagli presenti sul cartoncino e si individua quello in cui il dispositivo risulta più stabile e aderente. Ogni sezione è contrassegnata da una sigla, e quella corrispondente indica l'adattatore da montare fisicamente sul controller tramite i "dentini" in silicone: non è la più immediata delle operazioni, non mi ci vedo a cambiarli continuamente a seconda del dispositivo, quindi tenete a mente questo fattore.
Tuttavia, non si tratta di una scelta "a occhio", ma di un sistema guidato: provi il telefono nei diversi slot del cartoncino, identifichi quello corretto e poi installi l'adattatore con la stessa sigla sul controller. Ciò aiuta a godere di un fit più preciso, anche se in realtà pure senza adattatori la presa risulta, di base, piuttosto salda.
- Connessione: USB-C diretta (collegamento fisico allo smartphone)
- Alimentazione: nessuna batteria interna, alimentato dallo smartphone
- Ricarica pass-through: sì, tramite USB-C secondaria
- Compatibilità: dispositivi compatibili con USB-C (Android e iOS)
- Supporto dispositivi: fino a 20,8 cm di lunghezza
- Porte:
- 1x USB-C input (connessione dispositivo)
- 1x USB-C pass-through (ricarica telefono)
- Jack 3,5 mm per le cuffie
- Dimensioni:
- larghezza: circa 21,5 cm
- altezza: circa 12 cm
- profondità: circa 5 cm
- Peso: 233 g (senza adattatori)
L'ELO Vagabond Mobile Gaming Controller, come accennavamo, è un controller telescopico USB-C. A differenza dei classici controller Bluetooth per smartphone, qui non è presente alcuna batteria interna: il dispositivo si alimenta direttamente dallo smartphone tramite connessione USB-C, mentre una seconda porta consente la ricarica pass-through: il consumo del controller è molto ridotto, e il suo impatto sull'autonomia del telefono è marginale rispetto a quello generato dal gioco stesso.
Dal punto di vista dimensionale, il Vagabond si posiziona nella fascia dei controller pressocché "full size", con una larghezza di circa 21,5 cm, un'altezza di circa 12 cm e una profondità intorno ai 5 cm. Può ospitare dispositivi fino a circa 20,8 cm di lunghezza, quindi volendo anche un iPad Mini.
Il peso si attesta sui 233 grammi senza adattatori, appunto gli inserti in silicone dei quali vi parlavamo nel paragrafo unboxing, che servono a regolare lo spessore dell'alloggiamento e garantire una maggiore stabilità del telefono.
Dal punto di vista delle funzionalità, l'ELO Vagabond vanta gli stick analogici Hall Effect, trigger anch'essi basati sulla stessa tecnologia, pulsanti d'azione con switch meccanici e due tasti posteriori remappabili. Insomma, sulla carta ci sono tutti gli elementi che ci si aspetta da un controller moderno di fascia alta, senza particolari rinunce o compromessi. Per dire, c'è anche il jack per le cuffie, il che non è affatto scontato.
Prima di parlare dell'esperienza d'uso vera e propria, però, vale la pena soffermarsi su quella che ELO considera una delle caratteristiche principali del prodotto, cioè l'applicazione ELO Unleashed.
Disponibile sia su Android che su iOS, l'app si presenta decisamente meglio rispetto a molte soluzioni concorrenti. Per fare un esempio, quella dell'8BitDo Ultimate Mobile Gaming Controller era molto più essenziale dal punto di vista dell'interfaccia; ELO Unleashed, invece, propone una grafica moderna e curata, dando quasi l'impressione di trovarsi davanti all'interfaccia di una piccola console portatile. All'avvio vengono infatti mostrati numerosi giochi (che non sono altro che link al Google Play Store) organizzati in riquadri, creando un ecosistema che, almeno a prima vista, appare piuttosto invitante. Purtroppo, ve lo diciamo subito, si è rivelato essere uno specchietto per le allodole.
Moltissimi dei titoli presenti nell'app sono giochi molto datati, alcuni dei quali avevamo addirittura trattato sulle pagine di AndroidWorld oltre dieci anni fa. Il problema è che diversi di questi non sono più disponibili sul Play Store oppure non risultano più compatibili con le versioni moderne di Android. Abbiamo provato numerosi titoli suggeriti dall'app e, nella maggior parte dei casi, ci siamo scontrati con giochi non più scaricabili o ormai incompatibili.
L'idea di avere una libreria centralizzata di giochi compatibili è sicuramente interessante e l'interfaccia è gradevole da utilizzare, ma allo stato attuale dei fatti si rivela poco pratica. Paradossalmente si fa prima ad aprire direttamente il Play Store e scaricare giochi che si sa già supportino i controller. Da questo punto di vista il Vagabond non crea alcun problema: una volta collegato, viene immediatamente riconosciuto dal sistema e dai giochi compatibili. Nel nostro caso, ad esempio, abbiamo testato senza difficoltà alcuni titoli inclusi nell'abbonamento Netflix Games, come Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder's Revenge, che hanno identificato il controller all'istante.
Fortunatamente l'app non si limita alla sola libreria di giochi, in quanto permette infatti di personalizzare in modo approfondito il controller: è possibile rimappare tutti i pulsanti, configurare i due tasti posteriori, regolare la luminosità dei LED che circondano gli analogici, calibrare stick e grilletti e persino aggiornare il firmware del dispositivo. Da questo punto di vista svolge perfettamente il proprio lavoro e offre un'interfaccia decisamente più gradevole e moderna rispetto a molte applicazioni concorrenti.
In definitiva, se si guarda alla parte di configurazione e personalizzazione, ELO Unleashed è una buona companion app. Se invece ci si aspetta che la sezione dedicata ai giochi rappresenti un vero ecosistema in grado di guidare l'utente verso titoli compatibili e aggiornati, la delusione è dietro l'angolo. Razer Nexus su Razer Kishi Ultra ha fatto molto di meglio in tal senso.
Se c'è un aspetto in cui l'ELO Vagabond riesce davvero a distinguersi dalla concorrenza, è il comfort. Dopo diverse ore di utilizzo possiamo tranquillamente dire che si tratta di uno dei controller telescopici più comodi che ci sia mai capitato di provare.
Come detto, mentre molti concorrenti cercano di ridurre al minimo dimensioni e ingombri, sacrificando inevitabilmente qualcosa in termini di ergonomia, il Vagabond adotta un approccio diverso. Il risultato è un controller che, una volta impugnato, ricorda molto da vicino un tradizionale controller Xbox. Certo, le dimensioni sono leggermente più compatte, ma la sensazione generale è quella di trovarsi di fronte a un vero controller piuttosto che a un semplice accessorio per smartphone.
La qualità costruttiva contribuisce ulteriormente a questa sensazione. Le impugnature presentano una texture ruvida che migliora sensibilmente il grip durante le sessioni più lunghe, e gli stick analogici adottano una finitura altrettanto ruvida. Si tratta di una scelta che potrebbe non piacere a tutti, quantomeno su questi ultimi, ma personalmente l'ho apprezzata molto perché offre un controllo più saldo.
I grilletti poi risultano solidi e ben modulabili, e i pulsanti dorsali sono silenziosi, morbidi e restituiscono una sensazione di qualità superiore rispetto a quella che normalmente si trova in questa categoria di prodotto. Molto riusciti anche i pulsanti frontali A, B, X e Y: gli switch meccanici offrono un clic netto e appagante che rende ogni pressione precisa e piacevole.
Una caratteristica che inizialmente ci aveva tratto in inganno riguarda le due levette presenti sul retro del controller. A prima vista avevamo pensato servissero a modificare la corsa dei grilletti, ma in realtà hanno uno scopo molto più semplice ma altrettanto intelligente: permettono di bloccare o sbloccare individualmente i due pulsanti posteriori remappabili. Se siete tra quelli che tendono a premerli accidentalmente o semplicemente non avete intenzione di utilizzarli, potete disattivarli completamente tramite queste levette.
L'inserimento dello smartphone richiede però un minimo di pratica, ma non è certo una novità assoluta. Come avviene per la maggior parte dei controller telescopici, bisogna allargare la molla e far scorrere il dispositivo all'interno dell'alloggiamento. Qui però entra in gioco anche il connettore USB-C integrato, che deve essere inserito correttamente nello smartphone. Il connettore è montato su un piccolo meccanismo mobile che può inclinarsi leggermente verso l'alto e verso il basso per facilitare l'aggancio, ma le prime volte richiede comunque un po' di attenzione. Nulla di complicato, ma non è un'operazione immediata come avviene con alcuni modelli Bluetooth. Gli adattatori in silicone inclusi nella confezione aiutano ulteriormente a eliminare qualsiasi gioco e permettono di ottenere un fissaggio praticamente perfetto anche utilizzando cover di diverso spessore.
La croce direzionale è probabilmente l'elemento che mi ha convinto meno. Non è affatto cattiva e risponde bene ai comandi, ma non la considero particolarmente adatta agli appassionati di retrogaming o ai giocatori di picchiaduro che richiedono grande precisione nelle diagonali e nelle mezze lune.
L'ELO Vagabond Mobile Gaming Controller può essere acquistato direttamente dal sito ufficiale del produttore al prezzo di 88,95 euro. A questa cifra vanno però aggiunti 7,95 euro di spese di spedizione, per un totale di 96,90 euro.
A quasi 100 euro, il Vagabond non si confronta più con i controller telescopici di fascia media, ma con alcuni dei migliori modelli disponibili sul mercato. Tra questi spicca senza dubbio il Razer Kishi Ultra, che al lancio costava circa 169 euro ma che oggi si trova frequentemente sotto i 100 euro.
Si tratta probabilmente del controller mobile più comodo che abbiamo provato negli ultimi anni, oltre a essere uno dei più completi grazie a funzionalità aggiuntive come la vibrazione e una qualità costruttiva eccellente.
Va detto che il Vagabond riesce comunque a dire la sua. Le impugnature più pronunciate e la particolare ergonomia studiata da ELO lo rendono estremamente comodo da utilizzare. Tuttavia, il confronto è inevitabile e rappresenta uno degli elementi da tenere in considerazione prima dell'acquisto.
Segnaliamo infine che il catalogo ELO non si limita al solo controller. Sullo store ufficiale sono presenti anche altri accessori pensati per il gaming mobile e non solo, tra cui un caricatore universale da viaggio da 140 watt con porte multiple proposto a 79,95 euro, un set di copri-stick personalizzabili a 17,95 euro e un cavo USB-C ad alta potenza da 240 watt venduto a 30,95 euro.
Il sample per questa recensione è stato fornito da ELO Gaming, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso economico. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.
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