Recensione Fujifilm Instax mini 13: perfetta da regalare e regalarsi, ora con timer per i selfie in compagnia

Viviamo in un’epoca in cui i nostri dispositivi digitali scattano decine di fotografie al secondo, in cui gli smartphone applicano complessi algoritmi computazionali per bilanciare istantaneamente l’esposizione, correggere i piccoli difetti e consegnarci un’immagine tecnicamente impeccabile in tempo

Recensione Fujifilm Instax mini 13: perfetta da regalare e regalarsi, ora con timer per i selfie in compagnia
Fujifilm Instax mini 13

Viviamo in un’epoca in cui i nostri dispositivi digitali scattano decine di fotografie al secondo, in cui gli smartphone applicano complessi algoritmi computazionali per bilanciare istantaneamente l’esposizione, correggere i piccoli difetti e consegnarci un’immagine tecnicamente impeccabile in tempo reale.

L’utilizzo di una fotocamera analogica istantanea, al contrario, rappresenta un romantico ritorno a una fisicità rassicurante e felicemente imperfetta.

La Fujifilm Instax mini 13 si colloca esattamente in questo particolare filone emotivo, proponendosi sul mercato come l’ennesima iterazione di una formula ormai solidamente collaudata e profondamente amata da milioni di utenti in tutto il mondo.

Si tratta di una macchina pensata per il puro divertimento, capace di catturare un istante fugace e trasformarlo in un oggetto tangibile e condivisibile in meno di due minuti. Non è assolutamente di uno strumento per professionisti alla ricerca della massima nitidezza o del totale controllo, ma di un gadget da vivere.

Fujifilm Instax mini 13

Nonostante io sia un appassionato di fotografia e scriva di tecnologia da anni, avendo a che fare spesso e volentieri con la tecnologia “bleeding edge” e di ultimissima generazione, ammetto che l’esperienza di possedere una Instax (e non solo usarla a qualche evento dove è resa disponibile) mi sta piacendo molto.

L’approccio totalmente privo di distrazioni e l’estrema immediatezza del risultato offrono un’esperienza profondamente rinfrescante e stimolante.

Recensione Fujifilm Instax mini 13: una stampa vale più di mille foto con lo smartphone

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Un design che invita a divertirsi

L’estetica della Instax mini 13 è stata pensata per trasmettere al primo sguardo proprio la sensazione che si tratti quasi di un giocattolo, un qualcosa di divertente con cui poter passare dei momenti gioiosi, non un corpo sterile da afferrare solo per portare a termine un compito.

Il corpo macchina abbandona saggiamente qualsiasi pretesa formale o austera per abbracciare un design voluminoso che ricorda vagamente un piumino imbottito o un soffice palloncino gonfiato, essendo caratterizzato da linee molto morbide, angoli fortemente arrotondati e ampie scanalature verticali in rilievo sul frontale.

Fujifilm Instax mini 13

Pur essendo interamente realizzata in plastica, la macchina non risulta in alcun modo fragile o “cheap” al tatto; al contrario, le varie componenti della scocca sono solide, gli assemblaggi interni si mostrano precisi e la fotocamera restituisce un’eccellente sensazione di robustezza, dimostrandosi perfettamente capace di resistere all’uso in mobilità.

Viene proposta sul mercato in 5 differenti colorazioni pastello opache: Candy Pink, Clay White, Dreamy Purple, Frost Blue e Lagoon Green.

Le dimensioni sono obiettivamente generose, misurando per l’esattezza 105,5 x 124,7 x 67,6 mm nel suo ingombro massimo da accesa. Questo, unito a un peso di 327 g a vuoto, richiede per forza l’uso di una borsa per il trasporto o del pratico laccetto fornito in dotazione.

Farsi le foto il compagnia non è mai stato così semplice

Nella confezione di vendita troviamo, per l’appunto, il laccetto da polso esteticamente abbinato al colore principale del corpo macchina, il quale integra curiosamente un peculiare e specifico accessorio realizzato in gomma.

Questo piccolo ma ingegnoso inserto funziona letteralmente come un cuneo stabilizzatore. Una volta posizionato sotto la base piatta della fotocamera, permette di inclinarla verso l’alto quando questa viene appoggiata su un tavolo o su una superficie piana.

Questo, assieme ad un nuovo controllo di cui parleremo tra poco, aiutano a catturare i migliori autoscatti possibili senza dover allungare il braccio tenendo in mano la fotocamera.

Il numero di pulsanti e impostazioni è stato ridotto all’essenziale per garantire che davvero chiunque possa prendere agevolmente in mano la Instax mini 13 e iniziare immediatamente a scattare fotografie in pochissimi istanti.

Su questo dispositivo non esistono intricati menu software da navigare o complessi schermi touch tramite i quali impostare e calibrare la fotocamera. L’accensione stessa del dispositivo è fisicamente integrata all’interno del barilotto dell’obiettivo.

All’utente basta afferrare saldamente l’anello zigrinato posizionato attorno alla lente frontale e ruotarlo con decisione in senso orario. Questo singolo, semplice movimento meccanico fa fuoriuscire l’obiettivo dalla sede di riposo e prepara attivamente la macchina all’imminente scatto.

Ruotando ulteriormente il medesimo anello, si attiva in modo meccanico la speciale modalità Close-Up, una funzione assolutamente indispensabile per la corretta messa a fuoco degli scatti ravvicinati.

Il pulsante di scatto vero e proprio è posizionato sulla parte frontale dell’impugnatura. La grande e attesa novità introdotta con questo specifico modello è l’aggiunta di una levetta circolare dedicata al timer, ingegnosamente posta proprio attorno al pulsante di scatto principale.

Effettuando una breve rotazione di questa ghiera si imposta un conto alla rovescia pari a 2 secondi, visivamente segnalato dal lampeggio rapido di un LED. Ruotando la leva e mantenendola in posizione per 2 secondi continuativi si attiva il timer lungo da 10 secondi, chiaramente indicato dall’accensione fissa dello stesso LED.

Fujifilm Instax mini 13

Il mirino ottico di tipo galileiano offre all’occhio dell’operatore un ingrandimento di 0,37x e include brillantemente un’utilissima funzione meccanica di correzione della parallasse che provvede ad allineare fisicamente la visuale all’ottica principale nel momento esatto in cui si passa alla modalità di scatto ravvicinata.

Infine, per facilitare enormemente la composizione dei selfie, esattamente accanto al foro dell’obiettivo è incastonato un piccolo specchio convesso che aiuta a inquadrarsi correttamente e a centrare il proprio volto prima di decidere di premere il pulsante di scatto.

Batterie che si trovano ovunque e durano persino troppo

Distanziandosi dalle moltissime fotocamere moderne che si affidano a batterie proprietarie interne agli ioni di litio ricaricabili tramite l’uso di una porta USB, la Instax mini 13 è alimentato in modo del tutto tradizionale dall’impiego di due classiche e diffusissime batterie alcaline nel noto formato AA.

Questa scelta da parte del produttore rappresenta un enorme e concreto vantaggio pratico, specialmente considerando che si tratta di un dispositivo originariamente pensato per i lunghi viaggi itineranti, per i festival musicali o per le feste organizzate all’aperto. Tali batterie sono facili da trasportare, sostituire e acquistare se smarrite o esaurite.

Fujifilm Instax mini 13

L’efficienza dell’intero sistema è oggettivamente notevole sotto ogni punto di vista. Un set di batterie AA completamente nuove e di buona qualità è ampiamente sufficiente per attivare il sensore di scatto, azionare a piena potenza il flash, far funzionare a dovere i complessi rulli motorizzati di espulsione della carta e impressionare chimicamente all’incirca 100 singole pellicole.

Considerando che ogni cartuccia standard sigillata contiene esattamente 10 fogli, l’autonomia garantita dalle pile copre agevolmente l’uso di ben 10 interi pacchi di rullini. Perderete il conto molto prima (non chiedetemi come lo so…).

Per preservare l’energia residua delle batterie, il sistema è dotato di una saggia funzione di autospegnimento programmato che disattiva completamente la fotocamera dopo 5 minuti ininterrotti di totale inattività.

Sulla parte posteriore della scocca, un comodo oblò trasparente mostra costantemente un indicatore numerico analogico che segnala quanti scatti rimangono ancora a disposizione nella cartuccia attualmente inserita.

Lenti, flash e qualità delle immagini

La singola lente in plastica da 60 mm e apertura fissa pari a f/12.7 non è stata progettata per offrire al fotografo una nitidezza assoluta e priva di difetti, ma piuttosto per restituire fotografie stampate dotate di un fascino inimitabile.

La fotocamera gestisce il triangolo dell’esposizione in modo totalmente automatico (valutando valori di luminosità da Lv 5,0 a 14,5), leggendo l’illuminazione della scena tramite appositi sensori e regolando di conseguenza il corretto tempo di scatto.

Fujifilm Instax mini 13

La distanza minima di messa a fuoco in modalità operativa standard si attesta a 0,5 m e arriva fino all’infinito ottico. Tuttavia, attivando fisicamente la lente in modalità dedicata, ci si può spingere in un intervallo d’azione ristretto compreso tra 0,3 e 0,5 m, un range ideale e specificamente studiato per la realizzazione dii simpatici selfie.

Le stampe fisiche prodotte su carta fotografica Instax mini misurano precisamente 86 x 54 mm, presentando un’area effettiva dell’immagine impressa pari a 62 x 46 mm.

I colori prodotti dallo sviluppo delle pellicole Instax sono inconfondibili e piacevolmente caldi: i vari toni verdi risultano saturi, i cieli luminosi assumono sfumature di blu profonde e cariche, mentre l’intera immagine impressa viene sempre permeata da una forte e romantica dominante vintage che riesce a uniformare in modo estremamente lusinghiero e morbido i toni degli incarnati.

Fujifilm Instax mini 13

Il complesso processo di sviluppo chimico su pellicola è un vero e proprio spettacolo da osservare in diretta: l’immagine catturata comincia lentamente ad affiorare sulla superficie bianca del foglio dopo circa 30 secondi dalla sua espulsione e raggiunge lo sviluppo definitivo in un tempo totale stimato di circa 90-100 secondi.

Il flash si attiva sempre, senza lasciare all’utente alcuna possibilità di disattivarlo manualmente tramite pulsanti dedicati. Il forte lampo di luce bianca illumina in maniera perfetta i soggetti posti in un raggio d’azione compreso tra 0,3 e 2,2 metri di distanza, facendoli stagliare in nettissimo contrasto visivo contro fondali che, per mancanza di luce, sfumano drammaticamente nell’oscurità più totale.

Solo assicuratevi di non essere troppo vicini, allungate quel braccio o finirete accecati e sovraesposti (di nuovo, non chiedetemi come lo so…). Il tempo di ricarica del flash integrato è di appena 7 secondi netti con pile completamente cariche, permettendo all’operatore di scattare fotografie in rapida successione senza dover attendere a lungo tra un lampo e l’altro.

Fujifilm Instax mini 13

Al contrario, testandola nelle giornate di sole molto intenso all’aperto, si nota come la gamma dinamica naturalmente limitata della pellicola con ISO 800 e la velocità di otturazione dell’otturatore bloccata a un tetto massimo di 1/250 s (il minimo è 0,5 secondi) faticano ogni tanto a gestire l’abbondanza di luce solare.

In tali specifici contesti, elementi chiari come il cielo azzurro terso, gli abiti di cotone bianco o le superfici molto riflettenti tendono a sovraesporsi in maniera estremamente rapida, causando un’irreversibile perdita di dettaglio nelle alte luci.

Nonostante questo limite, la pellicola si distingue per un’incredibile stabilità dei colori alle temperature, risultando priva di quei temuti difetti di sviluppo che talvolta affliggono altri formati concorrenti presenti sul mercato.

Esperienza d’uso

La Instax mini 13 è chiaramente ottimizzata per facilitare lo scatto in formato verticale. Impugnandola saldamente in questo modo naturale, la struttura bombata si adatta al profilo del palmo della mano, mentre il dito indice cade con spontaneità direttamente sul pulsante di scatto.

È decisamente meno pratica quando si cerca di ruotare fisicamente la fotocamera per immortalare un paesaggio in orizzontale. In tale orientamento, l’impugnatura risulta meno salda ed è facile finire per coprire inavvertitamente il flash con le dita o, peggio ancora, oscurare inavvertitamente i due piccoli e fondamentali sensori dedicati all’esposizione automatica.

Coprire per errore questi ultimi sensori induce automaticamente la fotocamera a pensare di trovarsi in un ambiente totalmente buio, rallentando drasticamente il tempo di scatto e producendo inesorabilmente sulla carta un’immagine sovraesposta e mossa.

Fujifilm Instax mini 13

Il comodo mirino ottico offre una visione della scena chiara e totalmente priva di distorsioni, L’allineamento geometrico interno è eccellente e garantisce che ciò che viene inquadrato dall’occhio corrisponda a quanto verrà poi fisicamente a trovarsi sulla pellicola.

L’introduzione della pratica levetta del timer ha indubbiamente aperto nuove possibilità creative per la realizzazione delle foto di gruppo in compagnia, anche se la sua potenziale utilità risulta essere parzialmente ostacolata dall’inspiegabile assenza di un attacco filettato standard per l’utilizzo del treppiede.

Per riuscire a sfruttare proficuamente il comodo ritardo di scatto si è quindi forzatamente costretti a cercare nell’ambiente circostante degli appoggi di fortuna, utilizzando necessariamente il piccolo cuneo in gomma fornito direttamente con il cinturino per correggere, in maniera un po’ precaria ma funzionale, l’inclinazione dell’obiettivo verso l’alto.

Fujifilm Instax mini 13

Ad arricchire ulteriormente e modernizzare l’intero ecosistema analogico interviene l’eccellente applicazione gratuita per smartphone Instax UP! rilasciata dal brand. Tale app permette di scansionare le foto fisiche in modo impeccabile, eliminando i fastidiosi riflessi di luce creati dalla superficie lucida della pellicola e creando intere gallerie digitali perfettamente organizzate da condividere con la massima facilità sui vari social network.

Prezzo e considerazioni finali

La Instax mini 13, proposta a una cifra di circa 100 euro, è un bel regalo da farsi o da fare senza timore di deludere le aspettative. Permette di creare subito ricordi fisici da dare a parenti o amici direttamente nel momento che si vuole ricordare.

In vacanza, ci si porta a casa un pezzo tangibile della propria esperienza personale impresso in un formato compatto facile da esporre sul frigorifero o da archiviare all’interno del proprio portafoglio o di un raccoglitore.

Per darvi un’idea del valore emotivo di un macchina fotografica istantanea, voglio raccontarvi la mia esperienza in prima persona. Lo scorso anno ho regalato una Instax mini 41 alla mia compagna ed il risultato è stato incredibile.

Abbiamo immediatamente riempito casa di ricordi dei nostri viaggi, immortalando i giorni passati a esplorare la meravigliosa Road to Hana, il nostro primo viaggio a Parigi, ma anche le nostre giornate dentro casa nella semplicità della routine o le uscite con gli amici più cari.

È però di vitale importanza affrontare un discorso pratico sul costo delle fotografie.

A differenza di una macchina digitale, che tecnicamente non richiede alcuna spesa successiva per il suo funzionamento, il costo ricorrente delle cartucce Instax (circa 1 euro a foto, in media) obbliga l’utente a tornare periodicamente da Fujifilm con il portafoglio in mano.

Fortunatamente non costano così tanto da rendere proibitivo il mantenimento nel lungo periodo e, nonostante non esista la possibilità di acquistarne di compatibili da terze parti, sono facilmente reperibili sui principali portali online e nei negozi fisici.

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