Recensione Orbitals: splendido da vedere, un po' meno da giocare

Recensione Orbitals, l'avventura cooperativa stile It Takes Two e Split Fiction, in esclusiva Nintendo Switch 2. Ecco cosa ne pensiamo. L'articolo Recensione Orbitals: splendido da vedere, un po' meno da giocare sembra essere il primo su Smartworld.

Recensione Orbitals: splendido da vedere, un po' meno da giocare

Orbitals è ambientato nello spazio e racconta la storia di Maki e Omura, due ragazzi sopravvissuti da bambini a una catastrofe. Diversi anni dopo, una nuova tempesta sta per abbattersi e rischia di spazzare via quel poco che rimane della loro piccola colonia spaziale. Per impedirlo, i due devono recuperare tre cassette necessarie a mettere in salvo gli abitanti. 

La premessa è insomma semplicissima, e con lei lo è pure il suo universo, il quale fa pensare, con la sua squisita grafica, ad un mondo molto più grande di quello che viene effettivamente raccontato. 

Ecco, se sperate di scoprire qualcosa in più sui personaggi, sulla catastrofe o sull'universo nel quale si muovono, rimarrete probabilmente delusi, perché Orbitals preferisce mantenere il racconto in superficie e utilizzarlo soprattutto come pretesto per una riflessione gradevole, ma molto derivativa sulla vita. E ci fermiamo qui, per lasciare a voi il piacere di scoprire il resto.

Orbitals è giocabile solo in cooperativa a schermo condiviso, in locale o online, proprio come i titoli a cui si ispira. A differenza di altri titoli dello stesso genere, lascia una certa libertà nella gestione degli strumenti, perché prima di scendere nella missione potete decidere insieme chi utilizzerà cosa, a scelta tra due gadget diversi.

C'è uno strumento che spara l'acqua, un altro che utilizza il laser, un altro ancora che consente di afferrare oggetti, oltre ad alcune aggiunte nelle fasi più avanzate. Non è quindi il gioco a imporvi necessariamente quale "arma" debba utilizzare ciascun giocatore. Potete parlarne, organizzarvi e decidere come dividervi i compiti. La cosa è senz'altro apprezzata, quantomeno è un punto di diversità, ma la stessa viene frenata dalla quantità piuttosto ridotta di gadget disponibili.

Non è raro ritrovarsi a utilizzare lo stesso strumento più volte, affrontando enigmi che cambiano solo leggermente rispetto a quelli già visti. Alcuni funzionano bene e richiedono effettivamente coordinazione e comunicazione tra i due giocatori, mentre altri sono talmente intuitivi da sembrare quasi delle istruzioni da seguire passo dopo passo. 

Ci sono momenti in cui basta abbassare una leva, utilizzare un laser per sciogliere del ghiaccio e permettere all'altro giocatore di passare, inclinare una piattaforma o creare un passaggio temporaneo. Sono situazioni che funzionano, ma che non spremono davvero fino in fondo il concetto di collaborazione.

E questo è un peccato soprattutto perché l'estetica di Orbitals suggerirebbe esattamente il contrario. Il cel shading e lo stile da cartone animato restituiscono un mondo riconoscibile, pieno di simpatiche mascotte e molto gradevole da vedere, ma quella stessa creatività non viene replicata con la stessa efficacia sul piano del gameplay. È come se il gioco avesse costruito un involucro estremamente invitante per poi metterci dentro un'esperienza molto più lineare e prevedibile di quanto ci si aspetterebbe.

Per la cronaca, Orbitals è generalmente più semplice rispetto a Split Ficton, ma questo non significa che sia completamente privo di sfide. Più di un paio di enigmi richiedono una discreta coordinazione e, senza perfetta comunicazione tra i giocatori, possono diventare un pelino complicati. In caso di difficoltà, però, il gioco alle volte viene incontro alla coppia: fallendo più volte specifici minigiochi, vengono introdotte facilitazioni che permettono di proseguire senza rimanere bloccati troppo a lungo. 

Come anticipato, tuttavia, il titolo di Shapefarm tende a tornare su soluzioni già utilizzate sia dal gioco stesso, sia da It Takes Two cinque anni fa. Anche altre avventure più di nicchia costruite attorno alla cooperazione, come Popucom, hanno dimostrato quanto sia importante continuare a introdurre nuove variazioni sulla meccanica centrale per mantenere alta l'attenzione. Qui invece la minestra tende a rimanere sempre la stessa per buona parte dell'avventura.

Ogni tanto spuntano delle sezioni a bordo della navicella, dove un giocatore guida e l'altro spara, ma mentirei se dicessi che sono ben fatte. Certe volte l'attenzione si rialza, mette in piedi qualche enigma che spinge sull'acceleratore della cooperazione, crea discussione tra i giocatori, e poi, quando arriva la soluzione, è così bello che vorresti che momenti simili ce ne fossero di più, ma Orbitals invece ne ha pochi, anche perché non ha modo di esprimere se stesso fino in fondo data la sua breve longevità.

Il viaggio procede velocemente alle battute finali, dove arriva anche un colpo di scena che, a dire il vero, è piuttosto facile da intuire. La cosa non è un difetto voluto, perché Orbitals costruisce in modo consapevole il proprio racconto in quella direzione, ma permane la sensazione che sarebbe stato interessante scavare maggiormente nei personaggi e nel mondo di gioco invece di limitarsi a suggerire qualcosa. Le sequenze animate che accompagnano il tutto sono invece ben realizzate, in una durata che ruota attorno alle quattro o al massimo cinque ore per vedere i titoli di coda. Lascia addosso un senso di incompiutezza, a maggior ragione se si considera il prezzo di lancio di 49,99€. Almeno l'edizione digitale ha un costo inferiore di 10€, e spunta anche il Pass Amico gratuito per giocare in co-op solo con una copia.

Il codice digitale per questa recensione è stato fornito da Nintendo, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

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