Recensione Sony 1000X THE COLLEXION: le WH-1000XM6 in versione lusso, con qualcosa in più e qualcosa in meno

Scopri la recensione completa delle Sony WH-1000XM6: miglior cancellazione del rumore, audio da studio e funzioni intelligenti. L'articolo Recensione Sony 1000X THE COLLEXION: le WH-1000XM6 in versione lusso, con qualcosa in più e qualcosa in meno sembra essere il primo su Smartworld.

Recensione Sony 1000X THE COLLEXION: le WH-1000XM6 in versione lusso, con qualcosa in più e qualcosa in meno

Il nome è già un programma. "The Collexion" è la sintesi, la collezione, di dieci anni (richiamati dalla X nel nome) di esperienza Sony nella progettazione di cuffie a cancellazione del rumore. Ma già dal primo sguardo si capisce che c'è qualcosa di diverso da come si è evoluta la serie finora.

Il richiamo è alle MDR-1000X originali del 2016, le prime della serie: stessa ispirazione nei padiglioni rivestiti in pelle sintetica, stessa idea di fondo di un prodotto "premium" più vicino a un accessorio di lusso che a un semplice paio di cuffie tecnologiche. Non è un caso che Sony abbia scelto proprio questo linguaggio estetico per il decennale.

Il salto più evidente rispetto alle WH-1000XM6 sta nei materiali. Dove le XM6 puntano su plastiche di buona fattura ma pur sempre plastiche, qui la struttura esterna dell'archetto è rivestita in metallo, con inserti che danno un'immediata sensazione di solidità e peso specifico, mentre i padiglioni mantengono la pelle sintetica ma con una finitura più morbida e "vissuta", meno lucida rispetto a quella, assai più gommosa, delle XM6.

Anche la parte esterna delle cuffie non è più "plasticosa" come sulle XM6, che tra l'altro, nella colorazione nera in particolare, trattengono un sacco di impronte, laddove la nuova finitura delle COLLEXION dovrebbe prevenirle.

Il tatto conferma ciò che suggerisce la vista: è tutto più solido, più piacevole al tocco, con un impatto non trascurabile anche sul peso, che passa da 256 a 311 grammi sul piatto della nostra bilancia. Difficile dire che "si sentono" appena indossate, ma sul lungo andare è un peso che un po' si percepisce.

Anche la cerniera del padiglione, quella zona dove il braccio incontra la coppa auricolare, cambia registro: non più il classico snodo in plastica lucida delle XM6, ma un elemento metallico a vista, che richiama apertamente il design delle cuffie hi-fi più tradizionali e meno quello, più "gadget", delle cuffie true wireless di ultima generazione.

Le colorazioni disponibili sono due, Black e Platinum, che possiamo anche chiamare nero e bianco: entrambe giocano su toni più sobri ed eleganti rispetto alla palette delle XM6. Una scelta cromatica che segnala chiaramente a chi si rivolge il prodotto: non più il pubblico "mainstream" delle XM6, ma un acquirente più maturo, disposto a pagare per un oggetto sia, oltre che suonare, di alta gamma.

Il primo, più evidente cambiamente "fisico", riguarda l'archetto. Rispetto a quello delle XM6, qui è circa il 40% più spesso e il 10% più largo, e soprattutto cambia il modo in cui è assemblato: l'arco in metallo corre sopra la fascia imbottita, all'esterno, invece che nascosto all'interno come sulle XM6.

È una scelta che ha una doppia conseguenza. Da un lato regala una superficie di contatto con la testa più ampia e morbida, quasi un cuscino, che riduce la sensazione di pressione puntiforme tipica di molte cuffie di questo peso e formato e rispetto alle XM6 risulta più comodo dopo ore di cuffie addosso. Dall'altro, contribuisce in modo significativo all'aumento di massa complessiva del prodotto, con quell'aumento di peso del quale abbiamo già parlato.

Il motivo è semplice quanto prevedibile: i materiali più pregiati (metallo al posto della plastica, ma probabilmente non solo lui) pesano di più: è il "prezzo fisico", letteralmente, della scelta estetica di cui abbiamo parlato nella sezione precedente. Chi apprezza cuffie leggerissime dovrà riadattarsi, anche se va detto che le XM6 stesse non sono le più leggere che ci siano sul mercato.

Da un lato insomma le COLLEXION risultano un po' più comode, anche sui padiglioni e non solo sull'archetto, dall'altra "si sentono" di più. Per chi valuti la leggerezza al primo posto, il comfort maggiore non vale la candela, per tutti gli altri è un passo in avanti che il maggiore peso non rovina.

Un dettaglio che invece cambia in modo ineluttabile è la portabilità. Le XM6 avevano introdotto un meccanismo di piegatura piuttosto riuscito, capace di ridurre l'ingombro della cuffia una volta richiusa nella custodia. Sulla Collexion questo aspetto torna indietro: i padiglioni non si piegano, e il risultato è una cuffia che, chiusa nella sua custodia, occupa uno spazio maggiore rispetto alla sorella minore. 

È un problema? Dipende da voi. Se la maggior parte del tempo le vostre cuffie stanno nello stesso posto e quando vi spostate le avete sempre in testa, non cambia assolutamente nulla. Se le mettete di frequente nella custodia/zaino allora la differenza c'è. Difficilmente è una cosa stroncante però, perché anche le XM6, da piegate, non è che spariscano.

Coerentemente con questo aumento di ingombro, anche la custodia cresce: è più grande di quella delle XM6, ma introduce un dettaglio furbo. Lo spazio tra i padiglioni e l'archetto, una volta richiuse le cuffie all'interno, viene sfruttato come maniglia integrata per il trasporto. Una soluzione furba che, almeno in parte, compensa l'aumento di dimensioni con una maggiore comodità nel maneggiare la custodia stessa, specialmente quando non la si vuole infilare in uno zaino ma portare semplicemente in mano.

Infine, sul fronte dei controlli fisici, la Collexion introduce un terzo pulsante, che si affianca ai due già presenti sulle XM6 (accensione/pairing e cancellazione del rumore/app dedicata). Questo nuovo tasto è dedicato al cambio rapido tra le modalità di ascolto: musica, film, gaming, musica di sottofondo e standard; un sistema di preset (alcuni non presenti nelle XM6) pensato per adattare al volo il comportamento delle cuffie al tipo di contenuto in riproduzione, senza dover necessariamente aprire l'app.

Qui si gioca la partita più interessante di tutta la Collexion, ed è anche il punto in cui è più facile fare confusione, quindi conviene procedere con ordine.

Sul fronte della cancellazione del rumore, non c'è alcuna rivoluzione hardware: il chip che si occupa dell'ANC è lo stesso QN3 già visto sulle WH-1000XM6, con lo stesso array di 12 microfoni. Chi si aspettava un salto generazionale su questo fronte resterà deluso, ma è anche l'ennesima conferma che la Collexion non è, e non vuole essere, una vera nuova generazione.

Una new entry sul piano dell'elaborazione audio in realtà c'è: un secondo chip, chiamato Integrated Processor V3, che affianca il QN3 e che le XM6 non hanno. Il suo compito non è tanto la cancellazione del rumore in sé, quanto una elaborazione più sofisticata del segnale audio, che entra in gioco soprattutto nel modo in cui la cuffia gestisce la scena sonora e le modalità di ascolto dedicate a musica, film e gaming.

Abbiamo infatti accennato a queste modalità 

Sul fronte dei driver, la dimensione resta invariata: sempre 30 millimetri, come sulle XM6. Cambia però la progettazione. Sony ha adottato un soft edge dome in materiale composito di carbonio, una scelta costruttiva pensata per irrigidire la parte del diaframma più sollecitata durante la riproduzione, riducendo distorsioni e permettendo un controllo più preciso del movimento dell'aria. In parallelo, è stato ottimizzato anche il circuito, con un substrato in rame più spesso: una modifica che, sulla carta, dovrebbe tradursi in una trasmissione del segnale più pulita e in un dettaglio complessivo più ricco.

Il tassello che completa il quadro è il lavoro di tuning, ed è qui che si capisce meglio il senso di tutta l'operazione sonora della Collexion: non un tentativo di "suonare meglio" delle XM6 in senso assoluto, ma un cambio di filosofia. Le XM6 restano tarate su un carattere più orientato al grande pubblico, con un suono che regala immediatezza e un pizzico di "divertimento" già al primo ascolto. La Collexion, al contrario, punta a un profilo più neutro e da studio, pensato per chi cerca una resa più fedele e meno colorata.

Avendole tutte e due, ascoltando gli stessi brani su entrambe, e senza intervenire su equalizzazione e altre proprietà audio, qualche sfumatura è possibile notarla, ma solo con un ascolto attento. Dove si percepisce meglio è nelle frequenze medie: la separazione tra gli strumenti risulta più precisa, con un dettaglio che emerge in modo più netto e "scattante" rispetto alle XM6. È una differenza sottile, che difficilmente salta all'orecchio al primo ascolto distratto, ma che diventa più evidente quando si torna alle proprie playlist abituali con un po' di attenzione in più e con la quiete del divano domestico, piuttosto che nel caso cittadino.

Di contro, su generi fortemente orientati ai bassi, penso al metal, all'elettronica synth-heavy o all'hard rock, il suono della Collexion può risultare meno immediato, sacrificando sacrifica "un po' di divertimento" rispetto al carattere più incisivo e punchy delle XM6. Non è un difetto in senso tecnico, quanto piuttosto la conseguenza naturale di una scelta di tuning più orientata alla fedeltà che all'impatto. Fermo restando che, tramite app, ci sono mille modi di intervenire e di cucirle a misura dei propri gusti.

Alla fin fine infatti, una volta personalizzate, è quasi impossibile notare delle vere e incisive differenze tra i due modelli, ma questo non è un difetto: abbiamo già ripetuto alla noia che non siamo davanti a un successore delle XM6 e sarebbe quindi ingiusto giudicarle male per "mancanza di innovazione" (che comunque c'è stata).

C'è però un ultimo aspetto dove la differenza è oggettiva, che riguarda più da vicino l'autonomia che il suono in senso stretto, ma che nasce proprio da questa maggiore complessità di elaborazione: la batteria dura meno. Sony stessa dichiara 24 ore con cancellazione del rumore attiva e 32 ore senza, contro le 30 e 40 ore delle XM6.

Ciò che Sony non spiega nel dettaglio è il perché di una differenza non proprio trascurabile per chi punti alla massima autonomia. È ragionevole pensare che il dover alimentare due chip in contemporanea, il QN3 e il nuovo V3, abbia un costo in termini di consumi, ma non abbiamo dati sulla capacità delle batterie, per esempio. Fatto sta che già le XM6 non erano le campionesse assolute dell'autonomia, e queste COLLEXION quindi non ci provano nemmeno, ed è un po' un peccato perché sarebbe stato uno di quei miglioramenti "a costo zero" che invece ci sarebbe piaciuto vedere.

Le 1000X THE COLLEXION non sono, e non vogliono essere, le cuffie giuste per tutti quelli che già possiedono o stanno valutando le WH-1000XM6.

Ha senso guardare alla Collexion se quello che cercate è una versione più rifinita, in chiave lusso, dell'esperienza XM6: materiali più pregiati, una costruzione che comunica solidità anche al tatto, un comfort ancora superiore nonostante il peso maggiore, e un tuning audio più maturo, pensato per chi apprezza un suono fedele e meno "colorato". Senza guardare al portafoglio.

Non ha invece senso aspettarsi un upgrade sonoro netto e universale. Chi cerca semplicemente il suono migliore in assoluto, senza altre priorità, potrebbe restare spiazzato: il tuning più neutro della Collexion è un cambio di carattere, non una superiorità assoluta, e su certi generi le XM6 restano la scelta più immediata e appagante.

Insomma, se guardate al rapporto qualità prezzo, cambiate recensione e andate a leggere quella delle XM6, ma se queste ultime fossero troppo "brutte" per i vostri gusti e non vi importasse spendere quasi 300€ in più, le COLLEXION suoneranno benissimo al vostro orecchio.

Il sample per questa recensione è stato fornito da Sony, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.

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