Samsung Galaxy Z Fold8, recensione: il nuovo formato cambia davvero l’esperienza d’uso
Dopo anni passati ad affinare sempre la stessa idea di pieghevole, Samsung ha deciso di cambiare completamente filosofia. Il Galaxy Z Fold8 è più corto, più largo e soprattutto molto più comodo da utilizzare quando è chiuso. È un cambiamento che sulla carta può sembrare marginale, ma basta prenderlo

Dopo anni passati ad affinare sempre la stessa idea di pieghevole, Samsung ha deciso di cambiare completamente filosofia. Il Galaxy Z Fold8 è più corto, più largo e soprattutto molto più comodo da utilizzare quando è chiuso. È un cambiamento che sulla carta può sembrare marginale, ma basta prenderlo in mano per pochi minuti per capire quanto possa incidere sull’esperienza quotidiana.
E ve lo dico subito: tra tutte le novità del Galaxy Unpacked, è probabilmente il prodotto che mi ha sorpreso maggiormente. Se negli ultimi anni avevo sempre considerato la serie Fold come una categoria di smartphone estremamente interessante ma ancora piena di compromessi, questa nuova generazione mi ha fatto cambiare idea.
Attenzione però: il Galaxy Z Fold8 non è lo smartphone perfetto e nemmeno il pieghevole migliore in assoluto sotto ogni punto di vista. Rimangono alcuni compromessi importanti, soprattutto considerando il prezzo di vendita superiore ai 2.000 euro. Tuttavia Samsung ha finalmente capito quale fosse il vero “limite” dei suoi Fold precedenti, decidendo di intervenire proprio sull’aspetto che, probabilmente, influenzava maggiormente l’utilizzo quotidiano.
Dopo averlo provato, la sensazione è che Samsung non abbia semplicemente realizzato un nuovo pieghevole, ma abbia ridefinito il modo in cui dovrebbe essere pensato uno smartphone di questo tipo. E lo ha fatto anche grazie ad una serie di chicche software che, su uno smartphone con questo formato, hanno davvero molto senso.
Recensione Samsung Galaxy Z Fold8
Videorecensione Samsung Galaxy Z Fold8
Design e materiali
Osservando il Galaxy Z Fold8 da spento si nota subito che qualcosa è cambiato. Le proporzioni sono completamente diverse rispetto a quelle dei precedenti Fold. Il dispositivo misura 123,9 x 81,9 millimetri quando è chiuso, mentre da aperto raggiunge 161,4 millimetri di larghezza con uno spessore di appena 4,5 millimetri. Anche il peso è particolarmente contenuto: 201 grammi.
La prima sensazione è quasi strana. Chiuso, il Galaxy Z Fold8 ricorda davvero un passaporto. È corto, piuttosto largo e molto diverso da qualsiasi altro smartphone Samsung attualmente in commercio in Italia. Nei primi minuti si ha quasi l’impressione di utilizzare un dispositivo “troppo piccolo”, ma è una sensazione destinata a sparire rapidamente: dopo qualche minuto ci si rende conto che Samsung non ha semplicemente accorciato il telefono, ma ha completamente ripensato il modo in cui dovrebbe essere utilizzato.
Nei precedenti Galaxy Z Fold il display esterno era ormai diventato abbastanza largo da poter essere utilizzato senza troppi problemi, ma continuava a essere molto sviluppato in altezza. Questo obbligava spesso a spostare continuamente l’impugnatura per raggiungere la parte superiore dello schermo oppure ad utilizzare entrambe le mani anche per operazioni molto semplici. Ecco, con il Galaxy Z Fold8 tutto questo cambia.
Grazie al nuovo formato, praticamente ogni punto del display è facilmente raggiungibile con il pollice. Messaggi, notifiche, social network, browser, navigazione e tutte quelle operazioni che normalmente si svolgono rapidamente diventano finalmente davvero comode anche con una sola mano.

Ed è proprio qui che Samsung ha fatto il passo in avanti più importante. Perché per la prima volta ho utilizzato un Galaxy Fold senza avere continuamente la sensazione di volerlo aprire. Il display esterno è finalmente sufficiente per svolgere tutte le operazioni rapide della giornata e questo rende molto più naturale decidere quando sfruttare il grande schermo interno.
Un altro aspetto che ho apprezzato riguarda il nuovo bilanciamento del dispositivo. Nonostante il display più ampio, il Fold8 trasmette una sensazione di maggiore stabilità durante l’utilizzo con una sola mano e risulta meno “sbilanciato” rispetto alle generazioni precedenti. È un miglioramento difficile da raccontare, ma evidente nell’utilizzo quotidiano.
Anche dal punto di vista costruttivo siamo ai massimi livelli. Il telaio è realizzato in Armor Aluminum, la nuova struttura interna utilizza componenti in titanio per migliorare la rigidità complessiva e la cerniera trasmette immediatamente una sensazione di estrema solidità. L’apertura è fluida, precisa e leggermente più stabile rispetto alle generazioni precedenti. Purtroppo però non c’è la Flex Mode, ed è davvero un peccato perché era una delle modalità che più ho utilizzato con i precedenti Fold.
Ad ogni modo, non c’è dubbio: Samsung continua a essere uno dei riferimenti del settore per quanto riguarda la qualità costruttiva dei pieghevoli. Le tolleranze sono ridottissime, le due metà combaciano perfettamente e il dispositivo trasmette immediatamente quella sensazione di prodotto premium che ci si aspetta da uno smartphone di questa fascia.

La piega centrale è ancora presente. È giusto dirlo chiaramente, perché spesso si tende ad alimentare aspettative poco realistiche. Passando il dito sul display si avverte ancora e controluce continua a essere visibile. Tuttavia è decisamente molto meno marcata rispetto ai fold dell’anno scorso.
Anche lo spessore convince. Da aperto il Galaxy Z Fold8 è sorprendentemente sottile e trasmette quasi la sensazione di utilizzare un piccolo tablet. Da chiuso rimane inevitabilmente più spesso di uno smartphone tradizionale (anche se di poco), ma il peso ridotto e le nuove proporzioni fanno sì che risulti molto più piacevole da tenere in tasca rispetto ai Fold degli anni passati.
Rimane invece invariata la certificazione IP48. Lo smartphone può quindi essere immerso in acqua senza problemi, ma continua a non offrire una protezione completa contro polvere e sabbia. Non è certamente un limite esclusivo di Samsung, perché riguarda praticamente quasi tutti i pieghevoli oggi sul mercato, ma considerando il prezzo superiore ai 2.000 euro rappresenta ancora uno degli aspetti che mi piacerebbe vedere migliorati nelle prossime generazioni.
Se dovessi riassumere il lavoro fatto da Samsung sul design in una sola frase, direi semplicemente questa: non hanno cercato di fare il Fold più sottile del mondo, hanno cercato di fare il Fold più comodo da utilizzare. E, almeno secondo me, ci sono riusciti.
Display
Il display esterno è probabilmente la novità più importante dell’intero Galaxy Z Fold8. Samsung ha scelto un pannello Dynamic AMOLED 2X da 5,5 pollici con refresh rate adattivo fino a 120 Hz e una luminosità che permette di utilizzare lo smartphone senza particolari problemi anche sotto la luce diretta del sole.
Se però ci si limita a leggere la diagonale si rischia di fraintendere completamente la filosofia di questo dispositivo. Cinque pollici e mezzo nel 2026 possono sembrare pochi, ma in realtà la larghezza superiore cambia completamente la percezione dello schermo: non è un display progettato per sostituire quello interno, ma è finalmente abbastanza grande da permettere di utilizzare normalmente il telefono senza doverlo aprire ogni volta.

Scrivere sulla tastiera è molto più naturale, leggere una conversazione su WhatsApp è decisamente più comodo e perfino navigare sui social network dà meno la sensazione di utilizzare uno schermo “compresso”. Insomma, è probabilmente il primo display esterno della serie Fold che non mi ha mai fatto pensare: “apro direttamente il telefono”.
Anzi, durante la prova mi sono ritrovato molto spesso a fare esattamente il contrario: utilizzare il display esterno per tutte le attività rapide e aprire il Fold soltanto quando avevo realmente bisogno dello schermo grande. Ed è proprio questo, secondo me, il più grande successo di Samsung con questa nuova generazione. E lo dico perché più passavano i giorni e più mi rendevo conto di aprire il dispositivo sempre meno frequentemente. È probabilmente questo il miglior complimento che si possa fare al nuovo display esterno: non costringe più ad aprire il Fold per svolgere le operazioni più comuni, ma permette di utilizzarlo esattamente come un tradizionale smartphone.
Ma se il display esterno è l’elemento che cambia il modo di utilizzare il Galaxy Z Fold8 quando è chiuso, quello interno rimane il motivo principale per cui acquistare uno smartphone di questa categoria: Samsung ha scelto un pannello Dynamic AMOLED 2X da 7,6 pollici con risoluzione QXGA+, refresh rate adattivo fino a 120 Hz e una luminosità di picco che arriva a 3.000 nit. Numeri da vero top di gamma, ma ancora una volta sono le proporzioni a fare la differenza.

Il nuovo rapporto di forma 4:3 trasforma completamente l’esperienza d’uso. Negli anni scorsi il display interno dei Fold era molto alto e relativamente stretto, una soluzione che funzionava bene per il multitasking ma che non sfruttava sempre al meglio lo spazio disponibile. Sul Galaxy Z Fold8, invece, lo schermo è decisamente più largo e ricorda molto di più un piccolo tablet.
Per leggere articoli, navigare sul web, consultare documenti PDF, modificare fotografie o semplicemente utilizzare due applicazioni contemporaneamente, questo nuovo formato risulta decisamente più naturale. Lo stesso vale per la lettura di libri, fumetti e documenti: grazie al formato quasi quadrato e al peso ridotto, il Galaxy Z Fold8 riesce a sostituire molto bene un piccolo tablet o un e-reader durante i viaggi, offrendo una superficie di lettura ampia senza risultare ingombrante.
Guardando un film o una serie TV in formato 16:9 le bande nere non spariscono, ed è giusto dirlo. Sono però meno evidenti rispetto al passato e, complice la diagonale molto ampia del display, l’esperienza rimane comunque di ottimo livello. Dove invece questo pannello dà il meglio di sé è con le fotografie. Essendo quasi tutte scattate in formato 4:3, riempiono praticamente l’intero schermo, regalando una sensazione di immersione che difficilmente si ritrova su uno smartphone tradizionale.
Anche la navigazione sui siti internet cambia completamente. Le pagine vengono visualizzate in maniera molto simile a quanto accade su un tablet, mostrando più contenuti sullo schermo e riducendo la necessità di continui zoom o scorrimenti orizzontali. E lo stesso discorso vale per la lettura di ebook, fumetti e documenti. Lo spazio aggiuntivo in larghezza rende tutto molto più piacevole e, dopo qualche minuto di utilizzo, diventa difficile tornare a un pieghevole con un display interno più stretto.
La qualità del pannello, poi, è quella che ci si aspetta da Samsung. I colori sono brillanti senza risultare eccessivamente saturi, il contrasto è praticamente infinito grazie alla tecnologia AMOLED e gli angoli di visione sono eccellenti. La luminosità elevata permette di utilizzare lo smartphone senza particolari problemi anche all’aperto, mentre la frequenza di aggiornamento adattiva fino a 120 Hz rende ogni animazione estremamente fluida.
Hardware e prestazioni
Sotto la scocca del Galaxy Z Fold8 troviamo lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, il processore più potente attualmente disponibile per gli smartphone Samsung. È affiancato da 12 GB di RAM nelle versioni da 256 e 512 GB di memoria interna, mentre il modello da 1 TB porta la RAM a 16 GB. Lo spazio di archiviazione utilizza memorie UFS di ultima generazione, estremamente veloci sia nella lettura sia nella scrittura.
Nell’utilizzo quotidiano il Fold8 si comporta esattamente come ci si aspetta da uno smartphone di questa fascia: le applicazioni si aprono immediatamente, il multitasking è praticamente istantaneo e anche passando continuamente dal display esterno a quello interno non si percepiscono rallentamenti.

È uno smartphone pensato per essere utilizzato intensamente. Si possono aprire più applicazioni contemporaneamente, modificare fotografie, montare video, gestire documenti complessi o giocare ai titoli più pesanti presenti sul Play Store senza mai dare la sensazione di essere in difficoltà.
Ma, al di là dei benchmark, quello che colpisce maggiormente è la costanza delle prestazioni. Durante il periodo di prova non ho mai riscontrato rallentamenti, riaperture forzate delle applicazioni o incertezze nel multitasking, nemmeno alternando rapidamente numerose app aperte contemporaneamente. È uno smartphone che trasmette sempre la sensazione di avere ancora ampio margine di potenza.
Anche nei giochi più impegnativi il processore offre prestazioni elevate e costanti. Il frame rate rimane stabile e il sistema di dissipazione riesce a controllare abbastanza bene le temperature, anche se durante lunghe sessioni di gaming la parte superiore della scocca tende inevitabilmente a scaldarsi. È però un comportamento assolutamente normale considerando lo spessore estremamente ridotto del dispositivo quando è aperto. Completano la dotazione Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC, Ultra Wideband, supporto Dual SIM con eSIM, USB-C 3.2 e altoparlanti stereo.
Il sensore di impronte digitali rimane integrato nel pulsante di accensione laterale. Qualcuno potrebbe considerarlo una soluzione meno moderna rispetto ai lettori ottici sotto al display, ma nella pratica continua a essere una delle più veloci e affidabili disponibili oggi su Android. Bene anche il sensore di prossimità, che nei miei test non ha mai perso un colpo’ né in chiamata né nell’ascolto dei messaggi vocali su Telegram e WhatsApp.
Fotocamere
Il comparto fotografico del Samsung Galaxy Z Fold8 è composto da una fotocamera principale da 50 megapixel con stabilizzazione ottica e da una fotocamera ultra-grandangolare, anch’essa da 50 megapixel. Manca invece un teleobiettivo dedicato, una scelta che permette a Samsung di differenziare in maniera piuttosto netta questo modello dal Galaxy Z Fold8 Ultra, ma che inevitabilmente rappresenta anche il compromesso più evidente di tutta la scheda tecnica.
È un aspetto che, almeno inizialmente, mi aveva lasciato qualche dubbio. Siamo infatti davanti a uno smartphone che supera i 2.000 euro e, a questa cifra, è lecito aspettarsi un comparto fotografico senza rinunce. Dopo averlo provato, però, bisogna riconoscere che Samsung ha lavorato molto bene sull’ottimizzazione dei due sensori presenti.
La fotocamera principale è quella che utilizzerete nella maggior parte delle situazioni e, come spesso accade sui top di gamma Samsung, offre risultati estremamente convincenti.
Di giorno produce immagini molto dettagliate, con una gamma dinamica ampia e una gestione dell’HDR che continua a essere tra le migliori disponibili nel panorama Android. Anche nelle scene con forti contrasti tra luci e ombre il sensore riesce a recuperare una grande quantità di informazioni senza bruciare le alte luci o chiudere completamente le zone più scure.
La resa cromatica segue, anche se minimamente, la filosofia Samsung degli ultimi anni. I colori sono leggermente più vivaci rispetto alla realtà, ma senza risultare innaturali. È una scelta che personalmente continuo ad apprezzare perché permette di ottenere fotografie immediatamente pronte per essere condivise sui social network senza la necessità di intervenire successivamente in fase di editing.
Anche la velocità di scatto convince. La messa a fuoco è praticamente istantanea, il tempo di cattura è molto ridotto e difficilmente ci si ritrova con fotografie mosse anche riprendendo soggetti in movimento.
L’assenza del teleobiettivo viene in parte compensata dalla possibilità di effettuare uno zoom 2x sfruttando il ritaglio del sensore principale, anche se si perde totalmente la profondità di campo che si avrebbe utilizzando uno zoom ottico. In condizioni di buona illuminazione il risultato è assolutamente convincente e la perdita di dettaglio rimane piuttosto contenuta. Superando però questo livello di ingrandimento iniziano inevitabilmente a emergere i limiti dello zoom digitale. Le fotografie rimangono utilizzabili, ma la definizione cala rapidamente e l’elaborazione software diventa decisamente più evidente.
È probabilmente l’unico vero limite di questo comparto fotografico.
La fotocamera ultra-grandangolare da 50 megapixel rappresenta invece una piacevole sorpresa. Samsung è riuscita a ridurre notevolmente il divario qualitativo rispetto alla fotocamera principale. Durante il giorno le immagini mantengono una buona quantità di dettaglio, una resa cromatica praticamente identica e una gestione della gamma dinamica molto convincente. Anche passando continuamente da un sensore all’altro non si percepiscono differenze evidenti di esposizione o di temperatura colore, un dettaglio che contribuisce a rendere l’esperienza fotografica molto più coerente.

Naturalmente la definizione ai bordi dell’immagine non raggiunge quella del centro dell’inquadratura, ma si tratta di un comportamento assolutamente normale per una lente ultra-grandangolare.
Le prestazioni notturne sono altrettanto interessanti. Certo, la fotocamera principale continua a essere quella che offre i risultati migliori, ma modalità Notte entra automaticamente in funzione quando necessario e riesce a recuperare una quantità sorprendente di dettaglio anche nelle aree meno illuminate. Il rumore digitale rimane contenuto, le luci artificiali vengono gestite molto bene e la gamma dinamica continua a rappresentare uno dei principali punti di forza.
Ad ogni modo, la fotocamera ultra-grandangolare, come prevedibile, soffre maggiormente quando cala la luce.
Se ci troviamo in un ambiente urbano ben illuminato continua comunque a offrire fotografie più che soddisfacenti, con colori gradevoli e una buona gestione delle fonti luminose. Nelle situazioni più difficili iniziano invece a comparire una maggiore quantità di rumore digitale, una perdita di dettaglio soprattutto nelle zone periferiche dell’immagine e un’elaborazione software più evidente. La modalità Notte aiuta sensibilmente, ma naturalmente non può compensare completamente le differenze fisiche tra i due sensori.
Nel complesso, però, la qualità fotografica rimane superiore alla media dei pieghevoli attualmente disponibili sul mercato, e vi dirò di più: anche l’esperienza di scatto beneficia del nuovo formato del display esterno. Tutti i principali controlli risultano facilmente raggiungibili con una sola mano e l’anteprima occupa una porzione di schermo più ampia, rendendo l’utilizzo della fotocamera più naturale rispetto alle precedenti generazioni.
Il comparto video convince praticamente sotto ogni aspetto. Il Galaxy Z Fold8 registra filmati estremamente dettagliati, con colori piacevoli, un’esposizione molto stabile e una messa a fuoco sempre rapida e affidabile. Il passaggio tra ambienti molto luminosi e zone in ombra viene gestito in maniera fluida, senza fastidiose variazioni improvvise di luminosità, mentre la resa cromatica rimane molto coerente tra la fotocamera principale e la ultra-grandangolare.
Samsung continua inoltre a essere uno dei riferimenti per quanto riguarda la stabilizzazione.

La combinazione tra stabilizzazione ottica ed elettronica permette di ottenere riprese molto fluide anche camminando, limitando efficacemente vibrazioni, oscillazioni e piccoli movimenti della mano. Durante la prova ho apprezzato in particolare la presenza della stabilizzazione dell’orizzonte, una funzione estremamente utile per chi realizza spesso contenuti destinati ai social network o a YouTube. Anche inclinando il telefono oppure effettuando movimenti abbastanza rapidi, l’inquadratura rimane sorprendentemente stabile e perfettamente allineata.
E come tutti i pieghevoli Samsung, anche il Galaxy Z Fold8 offre alcuni vantaggi che uno smartphone tradizionale non può garantire. È possibile utilizzare il display esterno come monitor di anteprima mentre si scatta con le fotocamere posteriori, consentendo alla persona fotografata di vedere in tempo reale l’inquadratura.
Le fotocamere anteriori svolgono invece il loro lavoro senza particolari sorprese. Sono più che adeguate per videochiamate e selfie occasionali, ma il vero vantaggio di un pieghevole rimane la possibilità di utilizzare le fotocamere posteriori anche per gli autoscatti, sfruttando il display esterno come monitor. In questo modo si ottiene una qualità decisamente superiore sia nelle fotografie sia nei video.

Nel complesso il Galaxy Z Fold8 offre un comparto fotografico che convince più di quanto lasci immaginare la semplice scheda tecnica. La fotocamera principale è da vero top di gamma, la ultra-grandangolare si comporta molto bene sia di giorno sia di notte e il comparto video è probabilmente uno dei migliori oggi disponibili nel panorama Android grazie all’eccellente qualità d’immagine e al sistema di stabilizzazione (e alla presenza della stabilizzazione dell’orizzonte).
L’unica vera rinuncia rimane il teleobiettivo. È una scelta che permette a Samsung di differenziare chiaramente il Fold8 dal modello Ultra, ma è anche l’unico elemento che mi impedisce di definire questo comparto fotografico davvero completo. Per tutto il resto, il Galaxy Z Fold8 dimostra ancora una volta che Samsung continua a essere uno dei punti di riferimento assoluti quando si parla di fotografia e videografia su smartphone.
Software e Galaxy AI
Il Samsung Galaxy Z Fold8 arriva sul mercato con Android 17 personalizzato dalla nuova One UI 9, un’interfaccia che Samsung continua ad affinare anno dopo anno e che, almeno nel panorama dei dispositivi pieghevoli, rimane ancora oggi uno dei principali punti di riferimento. L’azienda garantisce inoltre sette anni di aggiornamenti Android e di patch di sicurezza, una politica ormai consolidata che rende il Fold8 uno smartphone destinato a rimanere attuale molto più a lungo rispetto alla maggior parte dei concorrenti.
Se da un punto di vista estetico la One UI 9 introduce alcuni affinamenti all’interfaccia e nuove personalizzazioni, è nell’ottimizzazione per il doppio display che Samsung continua a fare la differenza: il passaggio tra display esterno e display interno è immediato e perfettamente trasparente. È possibile iniziare un’attività con lo smartphone chiuso e proseguirla senza interruzioni una volta aperto, mantenendo applicazioni, contenuti e posizione esattamente dove erano stati lasciati.
Naturalmente non mancano tutte quelle funzionalità che ormai rappresentano il marchio di fabbrica della serie Fold. Troviamo la barra delle applicazioni permanente nella parte inferiore dello schermo, la possibilità di aprire fino a tre applicazioni contemporaneamente e le App Pair, che consentono di salvare configurazioni di multitasking richiamabili con un semplice tocco.
Tra le novità più interessanti troviamo anche Ripresa Fan, una funzione basata sull’intelligenza artificiale che permette di registrare normalmente un video e, successivamente, scegliere una persona presente nella scena affinché Galaxy AI generi automaticamente una nuova clip mantenendola sempre al centro dell’inquadratura. È possibile esportare il risultato anche in formato verticale, una soluzione particolarmente utile per creator e appassionati di social network.
La vera novità, però, non è tanto rappresentata dalle funzioni software, quanto dal nuovo formato del display interno, perché grazie al pannello da 7,6 pollici in rapporto 4:3, l’esperienza d’uso cambia sensibilmente rispetto alle generazioni precedenti. Lo spazio disponibile è distribuito meglio e questo rende il multitasking molto più naturale. Utilizzando due applicazioni affiancate, entrambe mantengono dimensioni realmente sfruttabili senza risultare troppo strette o compresse.
Insomma, che introdurre nuove funzioni, One UI 9 perfeziona un’esperienza ormai molto matura. Ogni elemento dell’interfaccia sembra progettato intorno al nuovo formato del Fold8 e proprio questa integrazione tra hardware e software rappresenta uno dei principali vantaggi rispetto ai pieghevoli concorrenti.
Durante la prova mi sono ritrovato spesso a consultare un documento mentre prendevo appunti, rispondere ai messaggi continuando a navigare sul web oppure seguire una videochiamata mantenendo aperta contemporaneamente un’app di produttività. Anche la modalità con tre finestre aperte contemporaneamente risulta finalmente più pratica, perché ciascuna applicazione dispone di uno spazio sufficiente per essere utilizzata senza continui compromessi.

Anche la fruizione dei contenuti multimediali beneficia del nuovo formato. È vero che i film in formato cinematografico 21:9 continuano a essere accompagnati dalle classiche bande nere, ma la maggior parte dei contenuti che consumiamo quotidianamente sfrutta molto meglio il display del Fold8. I video di YouTube in 16:9, quelli registrati con lo smartphone e buona parte dei contenuti pubblicati sui social occupano una superficie maggiore rispetto al passato, offrendo una sensazione di immersione superiore. Ancora più interessante è la possibilità di guardare un video mantenendo aperta una seconda applicazione, come Telegram, Chrome o Samsung Notes, senza avere la percezione di sacrificare realmente lo spazio a disposizione. È proprio in queste situazioni che il Galaxy Z Fold8 si avvicina più a un piccolo tablet che a uno smartphone tradizionale.
Dopo alcuni giorni di utilizzo mi sono reso conto che il nuovo formato non migliora soltanto l’ergonomia del dispositivo, ma valorizza anche tutto il lavoro fatto da Samsung sulla One UI negli ultimi anni: funzioni che già conoscevamo, come il multitasking avanzato, diventano finalmente più comode da utilizzare e acquistano un senso ancora maggiore nell’uso quotidiano.
Batteria e ricarica
In quanto a batteria, udite udite: i nuovi Fold8 e Fold8 Ultra, sono i primi smartphone di Samsung ad utilizzare una batteria al silicio-carbonio. Alleluja, aggiungerei.
E sì, perché per il suo Fold8 Samsung ha scelto un’unità da 4.800 mAh con tecnologia al silicio-carbonio, una soluzione che permette di aumentare la densità energetica mantenendo dimensioni molto contenute. E, credetemi: sulla carta, però, 4.800 mAh possono sembrare pochi per uno smartphone dotato di un display interno da 7,6 pollici, ma la realtà è leggermente diversa.

Il nuovo processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy è decisamente più efficiente rispetto alle generazioni precedenti e la One UI continua a essere molto aggressiva nella gestione dei consumi in background. A questo si aggiunge il fatto che il display esterno, grazie al nuovo formato, viene utilizzato molto più frequentemente rispetto al passato.
Ed è proprio questo il punto: con le precedenti generazioni di Fold mi capitava spesso di aprire continuamente il display interno anche per attività molto semplici. Sul Galaxy Z Fold8 questo succede decisamente meno. Lo schermo esterno è finalmente abbastanza comodo da diventare il display principale per tutte le operazioni rapide della giornata, lasciando quello interno ai momenti in cui serve realmente più spazio.
E di conseguenza anche i consumi cambiano: con un utilizzo misto fatto di messaggistica, social network, navigazione web, fotografie, qualche video su YouTube e sessioni di lavoro, il Galaxy Z Fold8 riesce ad arrivare tranquillamente a fine giornata senza particolari preoccupazioni. In questi giorni sono riuscito a superare senza alcun problema le 6 ore di display acceso anche con un utilizzo stress. Quindi direi molto bene, soprattutto considerando la capienza della batteria.

Per quanto riguarda la ricarica, Samsung continua a seguire una filosofia piuttosto conservativa: troviamo il supporto alla ricarica cablata da 45 W, la ricarica wireless fino a 20 W e la ricarica inversa wireless per alimentare accessori come Galaxy Buds o Galaxy Watch.
Sono valori assolutamente adeguati nell’utilizzo quotidiano, ma che iniziano a risultare poco competitivi rispetto ad alcuni produttori cinesi, ormai capaci di raggiungere potenze decisamente superiori. È probabilmente uno degli aspetti sui quali Samsung potrebbe fare qualcosa in più nelle prossime generazioni.
Prezzo di vendita e considerazioni
Il Samsung Galaxy Z Fold8 viene proposto in Italia con un prezzo di listino che parte da 2.099 euro per la versione da 256 GB, sale a 2.299 euro per il modello da 512 GB e raggiunge 2.699 euro nella configurazione con 1 TB di memoria interna. E sono cifre importanti e sarebbe inutile fingere il contrario.
È palese che il Galaxy Z Fold8 rimane uno degli smartphone più costosi oggi disponibili sul mercato e rappresenta un acquisto destinato a una nicchia di utenti, ma la buona notizia è che Samsung continua a proporre numerose promozioni durante il periodo di lancio.

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Rimane comunque uno smartphone premium sotto ogni punto di vista, sia per caratteristiche tecniche sia per posizionamento commerciale. Ad ogni modo, devo essere sincero: la vera rivoluzione di questo smartphone non è il processore, non è Galaxy AI e nemmeno il comparto fotografico. È il formato.
Può sembrare un cambiamento banale e, sì, alcuni brand cinesi hanno provato a fare qualcosa di simile e su prodotti che non sono mai arrivati in Italia. Ma nella pratica modifica completamente il modo in cui si utilizza il dispositivo. Ma per la prima volta mi sono ritrovato a usare il display esterno come farei con uno smartphone tradizionale e ad aprire il Fold solo quando avevo realmente bisogno del grande schermo.
Il Samsung Galaxy Z Fold8 non è uno smartphone perfetto e i compromessi non mancano. Eppure, dopo averlo utilizzato per diversi giorni, mi sono reso conto di una cosa: non avevo più voglia di tornare a uno smartphone tradizionale, né tantomeno ai precedenti Galaxy Fold. Il merito è soprattutto del nuovo formato, che rende finalmente il dispositivo davvero pratico anche da chiuso, senza rinunciare a tutti i vantaggi del grande display interno quando serve. E Proprio per questo motivo il Samsung Galaxy Z Fold8 si aggiudica il nostro GizChoice, un riconoscimento che riserviamo ai prodotti capaci di distinguersi non tanto per la scheda tecnica, quanto per la capacità di migliorare concretamente il modo in cui utilizziamo la tecnologia.
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