Social vietati ai minori di 15 anni, la prima in Europa è la Francia
La Francia ha tracciato un confine netto sull’utilizzo delle piattaforme digitali da parte dei giovanissimi, stabilendo un primato continentale. Attraverso un voto storico del Parlamento, Parigi ha approvato una legge che proibisce l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, diventando di fatt

La Francia ha tracciato un confine netto sull’utilizzo delle piattaforme digitali da parte dei giovanissimi, stabilendo un primato continentale.
Attraverso un voto storico del Parlamento, Parigi ha approvato una legge che proibisce l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, diventando di fatto la prima nazione dell’Unione Europea ad adottare una misura tanto restrittiva.
La legge, spinta dalla crescente preoccupazione per la salute mentale degli adolescenti, si inserisce in una più ampia ondata di regolamentazioni internazionali mirate a proteggere le fasce più vulnerabili dagli effetti avversi dei contenuti online.
La Francia vieta i social network ai minori di 15 anni

Il provvedimento, fortemente sostenuto dal presidente Emmanuel Macron come atto significativo del suo secondo mandato, verrà implementato seguendo due scadenze temporali precise.
A partire dal mese di settembre, in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico e con l’introduzione del divieto di utilizzo degli smartphone all’interno dei licei, non sarà più possibile per i minori di 15 anni aprire nuovi profili.
La direttiva raggiungerà la sua piena efficacia a gennaio del 2027, momento in cui la restrizione sarà estesa in modo tassativo a tutti gli account già esistenti.
Per rendere operativa questa barriera digitale, le aziende tecnologiche dovranno integrare sistemi di verifica dell’età certificati dall’autorità francese per la comunicazione digitale, l’Arcom.
Il governo ha rassicurato l’opinione pubblica sull’efficacia e la sicurezza degli strumenti di controllo, respingendo i timori di chi ipotizza violazioni della privacy.
Dati allarmanti e l’impatto sulla salute
L’urgenza di questa azione politica è motivata da statistiche definite “preoccupanti”. Secondo l’osservatorio sanitario francese, il 90% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni accede regolarmente a internet tramite i propri dispositivi, e il 58% di questi utilizza abitualmente i social network.
Nello specifico, la permanenza quotidiana su applicazioni come TikTok raggiunge mediamente 1 ora e 21 minuti.
L’esposizione continua a flussi video ininterrotti, spinti da algoritmi predittivi, ha evidenziato conseguenze negative ampiamente documentate. Si va dall’abbassamento dell’autostima fino allo sviluppo di disturbi alimentari, depressione e forme di autolesionismo.
Diverse famiglie francesi, supportate da pediatri e associazioni per la tutela dei minori, hanno accolto la legge come una mossa necessaria, paragonando il blocco delle piattaforme digitali alla regolamentazione rigorosa imposta sul consumo di alcol.
L’Europa e il resto del mondo
La decisione di Parigi segue le orme dell’Australia, nazione pioniera che ha recentemente interdetto l’uso dei social ai minori di 16 anni, introducendo sanzioni milionarie per le multinazionali inadempienti.
L’intero continente europeo si sta muovendo nella stessa direzione: il Regno Unito ha già pianificato divieti simili previsti per il 2027, mentre Stati come Spagna, Danimarca e Grecia stanno affinando i propri disegni di legge.
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha sollecitato interventi rigorosi a livello comunitario, affermando fermamente che i social network non sono giocattoli.
La Commissione ritiene che la responsabilità della sicurezza di un prodotto debba ricadere interamente su chi lo progetta, paragonando le garanzie digitali ai sistemi di sicurezza forniti dalle case automobilistiche.
Le critiche e i problemi derivanti
Nonostante l’ampio consenso raccolto dalla misura, la legge ha incontrato ostacoli e perplessità, in particolare da parte dell’opposizione politica e di alcune organizzazioni per i diritti umani.
I critici evidenziano il rischio che i controlli stringenti sull’età possano di fatto cancellare l’anonimato in rete per qualsiasi utente, rendendo l’esplorazione del web costantemente monitorata.
Inoltre, studiosi dei media fanno notare come i giovani, dotati di eccellenti competenze informatiche, possano eludere facilmente le barriere anagrafiche, finendo per rifugiarsi in spazi virtuali ancora meno regolamentati e più pericolosi.
Resta da verificare se l’infrastruttura di tutela ideata dallo Stato francese riuscirà a dimostrarsi invalicabile o se necessiterà di costanti aggiustamenti tecnici nel corso degli anni.
Questo articolo Social vietati ai minori di 15 anni, la prima in Europa è la Francia è stato pubblicato in origine su GizChina.it.