SpaceX e il misterioso abbonamento cloud da oltre un miliardo di dollari al mese

SpaceX continua a trasformare la sua capacità di calcolo in eccesso in un business miliardario, ma questa volta non ha voluto svelare chi sia il cliente disposto a pagare oltre un miliardo di dollari al mese per accedere ai suoi data center. Ad annunciare il nuovo accordo è stato il CFO Bret Johnsen

SpaceX e il misterioso abbonamento cloud da oltre un miliardo di dollari al mese
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SpaceX continua a trasformare la sua capacità di calcolo in eccesso in un business miliardario, ma questa volta non ha voluto svelare chi sia il cliente disposto a pagare oltre un miliardo di dollari al mese per accedere ai suoi data center. Ad annunciare il nuovo accordo è stato il CFO Bret Johnsen, durante una conferenza Goldman Sachs.

SpaceX accordo da un miliardo al mese: il cliente resta un mistero

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Crediti: SpaceX

Secondo quanto dichiarato da Johnsen, SpaceX ha chiuso proprio in questo mese di settembre un nuovo contratto di hosting che porterà l’azienda a incassare circa 1,11 miliardi di dollari al mese a partire dal primo dicembre 2026. Il dirigente non ha rivelato il nome del cliente, ma ha aggiunto che l’accordo gli dà “ancora più convinzione” sul fatto che SpaceX raggiungerà il proprio obiettivo di 100 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annuali entro la fine dell’anno.

Non è il contratto più grande: gli accordi con Anthropic e Google

Il nuovo accordo, per quanto elevato, non è il più ricco tra quelli che SpaceX ha reso noti finora. Anthropic paga infatti a SpaceX 1,25 miliardi di dollari al mese, con un contratto che durerà fino a maggio 2029, per garantirsi la capacità di calcolo necessaria a soddisfare la crescente domanda legata al proprio modello di intelligenza artificiale Claude.

A giugno, inoltre, Google, che è anche uno dei principali azionisti di SpaceX, ha siglato un accordo simile del valore di 920 milioni di dollari al mese. Il nuovo cliente misterioso si colloca quindi, per valore, tra questi due contratti già esistenti.

Da dove arriva tutta questa capacità di calcolo

La corsa all’accesso a GPU di ultima generazione e data center è diventata un collo di bottiglia enorme per le aziende di intelligenza artificiale, con OpenAI e Meta impegnate in piani di costruzione di data center multimiliardari che hanno già sollevato polemiche pubbliche significative.

SpaceX si trova in una posizione favorevole in questa corsa perché ha ereditato una notevole capacità di data center inutilizzata a seguito della fusione con xAI, l’azienda di intelligenza artificiale di Elon Musk, avvenuta a febbraio. Questa capacità viene messa a disposizione dei clienti attraverso i data center Colossus, situati in Mississippi e Tennessee.

Il giro d’affari legato a questi contratti sta già diventando corposo: secondo quanto riferito da Johnsen agli investitori in occasione dei risultati del secondo trimestre, SpaceX aveva già firmato 6,7 miliardi di dollari di ricavi da servizi cloud nelle prime settimane del terzo trimestre.

Parallelamente, però, l’azienda continua a spendere cifre altrettanto ingenti per costruire nuova infrastruttura AI: 16 miliardi di dollari nel solo secondo trimestre del 2026, con i dirigenti che si aspettano una spesa di livello simile per il resto dell’anno.

Buona parte di questa infrastruttura, secondo i piani di Elon Musk, potrebbe finire addirittura in orbita: l’imprenditore punta infatti su una rete di data center satellitari come soluzione alle polemiche pubbliche e alla crisi energetica legate a quelli terrestri, con il lancio dei primi centri orbitali SpaceX previsto per la fine del prossimo anno.

Questo articolo SpaceX e il misterioso abbonamento cloud da oltre un miliardo di dollari al mese è stato pubblicato in origine su GizChina.it.