TSMC consuma quasi un decimo dell’elettricità dell’intera isola di Taiwan

Il governo di Taiwan sta preparando una decisa stretta normativa che imporrà ai principali consumatori commerciali e industriali di energia di dotarsi di proprie infrastrutture per la generazione e lo stoccaggio di elettricità. La misura, che prevede un’esenzione unicamente per istituzioni di rileva

TSMC consuma quasi un decimo dell’elettricità dell’intera isola di Taiwan
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Il governo di Taiwan sta preparando una decisa stretta normativa che imporrà ai principali consumatori commerciali e industriali di energia di dotarsi di proprie infrastrutture per la generazione e lo stoccaggio di elettricità.

La misura, che prevede un’esenzione unicamente per istituzioni di rilevanza pubblica come scuole e ospedali, vuole alleggerire la pressione sulla rete nazionale, ma porterà a un inevitabile aumento dei costi operativi per le grandi realtà aziendali.

Tra i soggetti maggiormente colpiti da questa decisione spicca TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), la cui vasta rete produttiva assorbe attualmente una quota vicina a un decimo dell’intero fabbisogno energetico del Paese, ponendo l’azienda di fronte a una riorganizzazione complessa e assai dispendiosa.

TSMC consuma troppa elettricità, dovrà prodursela da sola

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Crediti: Northeastern Global News

Il Ministero degli Affari Economici di Taiwan sta guidando la stesura di un importante emendamento alla Legge sulla Gestione dell’Energia, con il dibattito parlamentare fissato per il 22 luglio.

Fino a questo momento, le normative locali in materia di energie rinnovabili obbligavano già i grandi consumatori a compensare il 10% del proprio fabbisogno energetico attraverso l’impiego di fonti pulite. La nuova proposta di legge, tuttavia, si spinge molto oltre, rendendo vincolante per le grandi aziende l’installazione diretta di sistemi autonomi di produzione e stoccaggio.

Le disposizioni ministeriali puntano a includere tutte le entità commerciali caratterizzate da un carico elettrico pari o superiore a 5 MW.

Questa classificazione coinvolgerà oltre 400 poli industriali attivi nella petrolchimica, nella siderurgia, nell’optoelettronica e, naturalmente, nella produzione di semiconduttori, senza tralasciare i moderni centri dati necessari all’elaborazione dell’intelligenza artificiale.

L’impatto sul gigante dei semiconduttori

Essendo di gran lunga il più vorace consumatore di elettricità dell’isola, TSMC accuserà l’impatto più grosso qualora l’emendamento fosse definitivamente approvato.

L’infrastruttura del gruppo sul territorio nazionale è sterminata: comprende 6 colossali GIGAFAB per wafer da 12 pollici, 4 laboratori specializzati in wafer da 8 pollici, un impianto dedicato ai wafer da 6 pollici e molteplici poli per le fasi di assemblaggio e confezionamento avanzato dei chip.

Durante il 2024, l’insieme di queste strutture produttive ha bruciato l’incredibile ammontare di 25,55 miliardi di kWh. Un simile volume equivale a circa il 9% del consumo elettrico totale dell’intero Paese. Costringere una filiera di questa portata a dipendere da centrali elettriche private comporterà per l’azienda la perdita delle necessarie economie di scala, vantaggi fino a oggi garantiti dal massiccio prelievo dalla rete energetica nazionale.

Sostituire un approvvigionamento di tale entità con impianti isolati o dedicati rappresenta una sfida enorme. Le istituzioni offriranno un periodo di grazia per permettere alle società di installare i sistemi richiesti, associando multe (sebbene di entità contenuta) ai casi di mancata conformità.

Malgrado le tempistiche agevolate, l’impegno per ospitare parchi di generazione e imponenti batterie di accumulo si farà sentire, gravando profondamente sui bilanci dei maggiori attori industriali dell’isola nei prossimi anni.

Questo articolo TSMC consuma quasi un decimo dell’elettricità dell’intera isola di Taiwan è stato pubblicato in origine su GizChina.it.