TSMC ha troppe richieste, Apple guarda alla concorrenza per i chip di iPhone 19

Da quasi un decennio, l’azienda di Cupertino affida la produzione dei propri semiconduttori esclusivamente a TSMC, una collaborazione storica inaugurata con il debutto del chip A10. Questo solido accordo ha garantito ad Apple un accesso prioritario alle tecnologie di processo più avanzate del mercat

TSMC ha troppe richieste, Apple guarda alla concorrenza per i chip di iPhone 19
apple silicon

Da quasi un decennio, l’azienda di Cupertino affida la produzione dei propri semiconduttori esclusivamente a TSMC, una collaborazione storica inaugurata con il debutto del chip A10. Questo solido accordo ha garantito ad Apple un accesso prioritario alle tecnologie di processo più avanzate del mercato, spaziando dai 7 fino ai 3 nanometri.

Tuttavia, l’incredibile impennata della domanda globale legata all’intelligenza artificiale generativa sta mettendo a dura prova le capacità produttive del colosso taiwanese.

Sebbene TSMC abbia raggiunto in tempo i propri obiettivi per i 3 nanometri, le richieste del mercato sono tali da rendere necessari continui e frenetici ampliamenti degli impianti. Le stime interne prevedono infatti carenze di fornitura capaci di estendersi ben oltre il 2027.

Di fronte a questa progressiva saturazione, Apple sta esplorando nuove strade, aprendo dialoghi preliminari con Intel e Samsung per individuare fonti di approvvigionamento secondarie capaci di soddisfare i volumi futuri.

Apple valuta le fonderie Intel e Samsung per i chip A21

Samsung Foundry EUV
Crediti: Samsung

Le nuove scelte strategiche della società californiana si intrecciano in modo evidente con le recenti direttive di Washington, fortemente orientate verso l’indipendenza tecnologica e la produzione di silicio sul suolo americano.

Seguendo questa traccia, Apple prevede già di ottenere oltre 100 milioni di chip dall’impianto TSMC in Arizona entro la fine del 2026.

In questo complesso quadro di riorganizzazione delle catene di approvvigionamento, Intel emerge come un candidato di primissimo piano. Il governo degli Stati Uniti ha acquisito una partecipazione azionaria del 10% nell’azienda lo scorso anno, riconoscendola ufficialmente come un asset strategico nazionale.

Le informazioni trapelate indicano che Apple abbia analizzato i risultati iniziali dei kit di sviluppo di Intel, mostrando un forte interesse per il processo produttivo denominato 18A-P. Questa variante potenziata promette prestazioni superiori del 9% e un’efficienza energetica migliorata del 18% rispetto al nodo di base.

Gli analisti ritengono che il futuro processore entry-level A21 sia il candidato ideale per testare questa nuova partnership industriale.

L’opzione Samsung e l’avanzata dei 2 nanometri

Parallelamente ai contatti con Intel, i vertici di Apple hanno effettuato visite di alto livello presso la gigantesca fabbrica in costruzione di Samsung a Taylor, in Texas.

Anche questa imponente struttura beneficia delle agevolazioni previste dal CHIPS Act americano e sta attualmente conducendo test di produzione per il proprio nodo all’avanguardia a 2 nanometri, sfruttando tecnologie di litografia ultravioletta estrema ad altissima precisione.

Qualora Apple decidesse di affidarsi a Samsung Foundry, le attenzioni ricadrebbero con estrema probabilità proprio su questo processo produttivo, identificato con la sigla SF2.

L’avvio della produzione su larga scala nell’impianto texano è programmato per il 2027, una tempistica che si allineerebbe alla perfezione con la finestra di lancio attesa per i chip A21.

Le implicazioni per i futuri smartphone e per l’industria

I piani industriali definitivi di Apple rimangono strettamente riservati, ma gli esperti ipotizzano che il processore A21 debutterà sui modelli base della gamma iPhone 19.

La strategia potrebbe prevedere una netta divisione dei compiti: Intel o Samsung si occuperebbero della fabbricazione del silicio destinato ai dispositivi standard, mentre TSMC continuerebbe a forgiare in esclusiva i chip per le varianti della linea Pro.

Sebbene i costi operativi giochino sicuramente un ruolo di peso nelle decisioni, è altamente improbabile che Cupertino accetti di compromettere l’esperienza d’uso per i propri consumatori, esigendo standard qualitativi identici a quelli attuali.

I volumi in gioco sono di proporzioni gigantesche, considerando che nel solo 2025 sono stati venduti quasi 250 milioni di iPhone a livello globale.

Aggiudicarsi anche solo la produzione per i modelli di ingresso rappresenterebbe un ritorno economico e d’immagine straordinario per qualsiasi fonderia riesca a chiudere l’accordo.

Questo articolo TSMC ha troppe richieste, Apple guarda alla concorrenza per i chip di iPhone 19 è stato pubblicato in origine su GizChina.it.