Vulnerabilità chip Apple trovata grazie a informazioni rubate, Paradigm Shift Technology finisce in tribunale
Magnet Forensics ha intentato una causa legale contro Paradigm Shift Technology, accusandola di aver sfruttato segreti industriali per sviluppare e divulgare “usbliter8“, una grave falla che colpisce alcuni processori Apple. Al centro della disputa vi è un ex dipendente, accusato di aver sottratto i

Magnet Forensics ha intentato una causa legale contro Paradigm Shift Technology, accusandola di aver sfruttato segreti industriali per sviluppare e divulgare “usbliter8“, una grave falla che colpisce alcuni processori Apple.
Al centro della disputa vi è un ex dipendente, accusato di aver sottratto informazioni riservate riguardanti una vulnerabilità critica della BootROM per poi utilizzarle nella sua nuova azienda.
Usbliter8 sviluppato grazie al furto di segreti industriali?

Lo scorso mese, i ricercatori di Paradigm Shift hanno reso pubblici i dettagli tecnici di usbliter8. Si tratta di un difetto intrinseco che garantisce l’esecuzione di codice arbitrario sui dispositivi basati sui chip Apple A12, A13, S4 e S5, introdotti sul mercato tra il 2018 e il 2019.
La particolarità di questa vulnerabilità risiede nella sua natura: sfruttando dati appositamente strutturati, un utente malintenzionato può confondere il controller USB del dispositivo. Avendo accesso materiale al terminale, chi attacca ottiene il controllo totale sul processo di avvio.
Questo permette di eludere i controlli delle firme digitali e di caricare un sistema operativo modificato prima ancora dell’avvio di iOS. Trovandosi nella BootROM, il problema non può essere risolto tramite un semplice aggiornamento software, anche se l’impatto reale risulta limitato dal fatto che i processori coinvolti risalgono ormai a diversi anni fa.
Le accuse dirette di furto intellettuale
Sebbene Paradigm Shift avesse dichiarato di aver coordinato la divulgazione con la divisione di sicurezza dei prodotti Apple, Magnet Forensics ha presentato una versione dei fatti radicalmente diversa.
Secondo i documenti depositati in tribunale, l’exploit usbliter8 deriva direttamente dal lavoro confidenziale svolto da Mario Del Gaudio, un ex ricercatore di Magnet Forensics.
Quest’ultimo ha prestato servizio nell’azienda da novembre 2023 a novembre 2024, periodo durante il quale era stato assegnato a un progetto estremamente riservato, denominato internamente “MSG“.
Il progetto aveva come scopo lo studio di una falla di tipo zero-day che, secondo Magnet Forensics, coincide esattamente con quella poi pubblicata da Paradigm Shift il 18 giugno 2026.
La battaglia legale per bloccare la diffusione
Dopo la conclusione del suo incarico presso Magnet Forensics, Del Gaudio si è unito a Paradigm Shift, società nota per monetizzare l’accesso a falle di sicurezza. L’azienda ha poi pubblicato un lungo resoconto tecnico accompagnato da codice dimostrativo.
Magnet Forensics afferma di possedere prove inconfutabili del legame diretto tra Del Gaudio e la pubblicazione di usbliter8. Nonostante le numerose diffide legali inviate per ottenere la rimozione immediata dell’articolo e del materiale correlato, Paradigm Shift ha scelto di ignorare le richieste.
Di conseguenza, Magnet Forensics ha deciso di procedere per vie legali, chiedendo un cospicuo risarcimento economico e un’ingiunzione del tribunale che impedisca qualsiasi ulteriore utilizzo o divulgazione dei presunti segreti commerciali sottratti.
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