Xiaomi cede, costretta ad alzare i prezzi a causa del costo delle memorie
La crisi globale legata all’approvvigionamento e ai rincari delle memorie RAM sta colpendo duramente il settore dell’elettronica di consumo, costringendo anche i produttori storicamente noti per la loro aggressività commerciale a rivedere i propri listini. Xiaomi ha infatti annunciato un significati

La crisi globale legata all’approvvigionamento e ai rincari delle memorie RAM sta colpendo duramente il settore dell’elettronica di consumo, costringendo anche i produttori storicamente noti per la loro aggressività commerciale a rivedere i propri listini.
Xiaomi ha infatti annunciato un significativo aumento dei prezzi per diversi dei suoi smartphone e tablet. Dopo aver cercato a lungo di assorbire internamente i crescenti costi di produzione e della componentistica per mantenere i propri prodotti accessibili, la società ha dichiarato che tale strategia non è più sostenibile, cedendo in modo definitivo alle pressioni del mercato.
Xiaomi aumenta i prezzi, dobbiamo preoccuparci?

L’annuncio iniziale è stato diffuso tramite l’account ufficiale della divisione giapponese dell’azienda, ma è altamente probabile che rincari simili verranno applicati a breve anche in altri mercati internazionali.
Gli aumenti previsti sono corposi, arrivando in alcuni casi a toccare i 20.000 yen, equivalenti a circa 107 euro. Tra i dispositivi maggiormente colpiti figurano Xiaomi 17T Pro e diverse configurazioni delle serie POCO X8 Pro e X8 Pro Max.
I tablet della casa subiranno invece aumenti più contenuti, compresi tra i 2.000 e i 10.000 yen (10-53 euro). I nuovi listini entreranno in vigore a partire dal 1° settembre per i prodotti a marchio Xiaomi e Redmi, mentre per i dispositivi POCO il rincaro sarà effettivo dal 4 settembre.
La decisione del colosso cinese si inserisce in una tendenza più ampia che sta interessando l’intera industria della telefonia mobile, la quale non risparmia nemmeno concorrenti del calibro di Apple, dalla quale gli analisti si aspettano anche un aumento dei prezzi per i nuovi iPhone in arrivo il mese prossimo.
Le difficoltà di Xiaomi erano già emerse in modo evidente nel secondo trimestre del 2026, periodo nel quale, secondo i dati riportati da Reuters, i ricavi derivanti dal comparto smartphone sono scesi del 7,5% su base annua, accompagnati da un crollo delle spedizioni pari al 26%.
A confermare il momento di contrazione è intervenuta anche Counterpoint Research, evidenziando come le vendite di smartphone in Cina siano diminuite del 13% durante il festival dello shopping 618, proprio a causa degli sconti ridotti e dei prezzi al rialzo applicati dai produttori per compensare la spesa delle memorie.
Trasferire questi oneri sui consumatori finali rischia di rendere gi smartphone più costosi in una fase in cui la domanda globale sta già registrando una flessione.
Le attese per i prossimi lanci
Nonostante il contesto economico sfavorevole, la dirigenza sta cercando di rassicurare la propria clientela in vista dei prossimi appuntamenti.
L’azienda ha fatto sapere di voler adottare la massima attenzione nella definizione del costo per il nuovo smartphone il cui debutto è previsto per la prossima settimana, cercando di agevolarne l’acquisto da parte dei fan.
Sebbene la divisione giapponese non abbia ancora confermato ufficialmente di quale modello si tratti, le tempistiche coincidono con la fiera IFA di Berlino, dove sono attesi annunci di grande importanza.
Resta da capire come la società riuscirà a bilanciare la necessità di generare margini con la volontà di rimanere competitiva.
Questo articolo Xiaomi cede, costretta ad alzare i prezzi a causa del costo delle memorie è stato pubblicato in origine su GizChina.it.