AirPlay non è più esclusiva, l’Europa apre iPhone allo streaming di terze parti

Le recenti direttive dell’Unione Europea continuano a plasmare il software dei dispositivi di Cupertino, costringendo l’azienda a modificare funzionalità storicamente inaccessibili a sviluppatori esterni. Il Digital Markets Act, la legislazione comunitaria volta a garantire una concorrenza equa nei

AirPlay non è più esclusiva, l’Europa apre iPhone allo streaming di terze parti
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Le recenti direttive dell’Unione Europea continuano a plasmare il software dei dispositivi di Cupertino, costringendo l’azienda a modificare funzionalità storicamente inaccessibili a sviluppatori esterni.

Il Digital Markets Act, la legislazione comunitaria volta a garantire una concorrenza equa nei mercati digitali, sta spingendo Apple verso una nuova apertura strutturale. L’ultima novità riguarda direttamente la trasmissione dei contenuti multimediali.

Il sistema operativo della società californiana permetterà l’integrazione nativa di protocolli di streaming alternativi, superando la storica chiusura a favore della tecnologia proprietaria AirPlay.

iPhone apre allo streaming di terze parti senza AirPlay

Amazon Matter Casting
Crediti: Canva

Secondo le informazioni diffuse dal giornalista Mark Gurman della testata Bloomberg, gli ingegneri di Apple stanno lavorando attivamente per introdurre questa profonda modifica con il futuro aggiornamento a iOS 27.

Fino a oggi, chi possedeva un iPhone poteva trasmettere nativamente video, fotografie e tracce audio verso televisori o altoparlanti esterni quasi esclusivamente sfruttando il servizio integrato di Cupertino. Presto, invece, sarà possibile impostare servizi di terze parti come soluzioni predefinite di sistema.

Questo significa che la compatibilità non si limiterà all’interno di specifiche applicazioni, ma sarà radicata alla base del sistema operativo, garantendo un’esperienza di utilizzo immediata del tutto simile a quella offerta abitualmente dal servizio ufficiale.

L’ascesa di Google Cast e dei concorrenti

Il principale beneficiario di questa transizione tecnica sarà indubbiamente Google Cast. Trattandosi della soluzione di condivisione di flussi multimediali attualmente più diffusa su scala globale, il suo supporto nativo su iOS semplificherà enormemente le operazioni quotidiane da parte dei consumatori.

Basti pensare alle camere d’albergo, dove i televisori mettono spesso a disposizione esclusivamente il protocollo di Google per la ricezione dei contenuti dagli smartphone dei clienti.

Oltre all’azienda di Mountain View, la novità si rivelerà vantaggiosa per moltissimi produttori di apparecchiature per l’intrattenimento domestico. Queste aziende potranno offrire una connessione diretta e stabile con gli smartphone Apple senza doversi accollare le spese per supportare formalmente AirPlay e senza dover ripiegare su standard meno adatti come la trasmissione Bluetooth.

Una funzione con confini geografici

Tuttavia, questa libertà di scelta sarà strettamente soggetta a un preciso limite territoriale. Seguendo le stesse modalità operative viste con l’introduzione dei mercati di applicazioni alternativi all’App Store ufficiale, la possibilità di sostituire AirPlay a livello di sistema sarà un’esclusiva riservata unicamente agli utenti residenti nei paesi membri dell’Unione Europea.

Le fonti indicano chiaramente che la dirigenza californiana non applicherà la modifica su scala mondiale, tutelando e mantenendo intatto il proprio ecosistema chiuso altrove.

Di conseguenza, i consumatori residenti al di fuori dei confini europei non avranno accesso a questa integrazione nativa per Google Cast e continueranno a dipendere dall’infrastruttura tradizionale fornita dall’azienda.

Questo articolo AirPlay non è più esclusiva, l’Europa apre iPhone allo streaming di terze parti è stato pubblicato in origine su GizChina.it.