Aspetti RAM più economiche? Micron non ha buone notizie
Chi sperava in un imminente abbassamento dei prezzi delle memorie RAM dovrà rivedere i propri piani. Micron, uno dei principali produttori globali del settore, ha comunicato che l’attuale carenza di componenti non solo è destinata a durare, ma subirà un netto peggioramento nei prossimi anni, spinta

Chi sperava in un imminente abbassamento dei prezzi delle memorie RAM dovrà rivedere i propri piani.
Micron, uno dei principali produttori globali del settore, ha comunicato che l’attuale carenza di componenti non solo è destinata a durare, ma subirà un netto peggioramento nei prossimi anni, spinta dalle enormi richieste legate all’intelligenza artificiale e dalla saturazione delle attuali linee di produzione.
Micron ha brutte notizie sui prezzi delle RAM

Durante la conferenza sui risultati finanziari dell’anno fiscale 2026, l’amministratore delegato e presidente di Micron, Sanjay Mehrotra, ha delineato una situazione complessa per gli acquirenti.
Gran parte della produzione prevista per il prossimo anno risulta infatti già esaurita. Di conseguenza, i costi di approvvigionamento per i clienti saranno sensibilmente superiori rispetto a quelli registrati nell’anno in corso.
La discrepanza tra la richiesta del mercato e l’effettiva capacità produttiva si protrarrà per diverso tempo. Mehrotra ha specificato che per tutto il 2027 e il 2028 la domanda supererà l’offerta con un divario ancora più marcato rispetto a quanto osservato nel 2026.
L’azienda stessa non è in grado di prevedere una data precisa per il ritorno a un equilibrio di mercato, confermando la forte pressione che grava sull’intero comparto dei semiconduttori.
L’impatto dell’intelligenza artificiale e le nuove fabbriche
Il principale fattore che alimenta questa tensione sulle forniture è lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’hardware dedicato a queste elaborazioni richiede moduli HBM (High-Bandwidth Memory), la cui richiesta ha superato ampiamente quella delle tradizionali memorie DRAM impiegate nei server standard.
Per far fronte a questa situazione, Micron sta investendo nella costruzione di nuovi impianti produttivi, sostenuti da un piano di spesa pari a 25 miliardi di dollari previsto per la prima metà del nuovo anno fiscale.
L’apertura di queste fabbriche è fissata per il 2028, ma i vertici dell’azienda hanno invitato alla cautela precisando che l’avvio delle nuove linee non porterà a una risoluzione immediata dei problemi di disponibilità né a un rapido calo dei prezzi.
Le ricadute sui consumatori
Le conseguenze di questo squilibrio si rifletteranno inevitabilmente sull’utente finale. Poiché la capacità produttiva di Micron è già stata assorbita e la catena di approvvigionamento è interamente concentrata sui requisiti dell’intelligenza artificiale, le probabilità di assistere a una riduzione dei listini per computer portatili, PC desktop e singoli moduli di espansione RAM sono minime.
Gli utenti che hanno rimandato l’acquisto di un nuovo dispositivo o l’aggiornamento della memoria del proprio sistema nell’attesa di condizioni economiche più favorevoli si troveranno ad affrontare un mercato inflazionato ancora a lungo.
L’attesa per una normalizzazione dei costi si preannuncia pluriennale, richiedendo ai consumatori di pianificare i propri acquisti tenendo conto di prezzi che si manterranno strutturalmente alti.
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