Attenzione all’aggiornamento di maggio, sui Pixel 10 non si torna più indietro
La distribuzione delle patch di sicurezza di maggio 2026 porta con sé una novità molto importante per i possessori degli smartphone di punta targati Google. L’azienda di Mountain View ha infatti deciso di implementare una rigorosa misura di sicurezza, nota come anti-rollback, dedicata in modo specif

La distribuzione delle patch di sicurezza di maggio 2026 porta con sé una novità molto importante per i possessori degli smartphone di punta targati Google.
L’azienda di Mountain View ha infatti deciso di implementare una rigorosa misura di sicurezza, nota come anti-rollback, dedicata in modo specifico all’intera gamma Pixel 10.
Questa decisione impedisce di fatto agli utenti di ripristinare il proprio terminale installando versioni del sistema operativo precedenti a quella appena rilasciata.
Pixel 10, arriva l’anti-rollback con l’aggiornamento di maggio

La restrizione software coinvolge l’intera famiglia dell’ultima generazione, andando a interessare direttamente le varianti Pixel 10, 10 Pro, 10 Pro XL e il modello pieghevole 10 Pro Fold.
L’operazione non rappresenta un caso isolato nella storia recente dell’azienda americana. Un approccio analogo era già stato adottato in passato, quando simili blocchi di sicurezza vennero introdotti a partire dall’aggiornamento di maggio 2025 per i modelli delle famiglie Pixel 6 e Pixel 8.
Il blocco agisce in profondità nel sistema, andando ad aggiornare la versione del bootloader in modo irreversibile e impedendo di conseguenza il caricamento di build di Android più datate.
Per chiarire i dettagli di questa procedura e mettere in guardia da possibili malfunzionamenti critici, l’azienda ha pubblicato una comunicazione ufficiale. Riportiamo di seguito la dichiarazione esatta fornita da Google:
“Avviso: L’aggiornamento di maggio 2026 per i dispositivi Pixel 10, 10 Pro, 10 Pro XL e 10 Pro Fold contiene un aggiornamento del bootloader che incrementa la versione anti-rollback per il bootloader. Questo impedisce al dispositivo di tornare a versioni precedenti e vulnerabili del bootloader. Dopo aver installato l’aggiornamento di maggio 2026 su questi dispositivi non sarete in grado di installare e avviare build precedenti di Android 16.
Dopo aver ricevuto l’aggiornamento di maggio 2026 e aver avviato con successo il dispositivo dopo l’aggiornamento, una build di Android 16 risiede nello slot inattivo (vedi seamless updates per maggiori informazioni sugli slot) del dispositivo. Lo slot inattivo contiene un bootloader più vecchio la cui versione anti-rollback non è stata incrementata. Se lo slot attivo viene successivamente aggiornato con una build che non riesce ad avviarsi, si attiva il meccanismo di fallback dei seamless updates e il dispositivo tenta di avviarsi dallo slot inattivo. Poiché lo slot inattivo contiene il bootloader più vecchio, il dispositivo entra in uno stato di impossibilità di avvio.
Per evitare di incorrere in questo stato, se state aggiornando un dispositivo Pixel interessato con l’aggiornamento di maggio 2026 o più recente per la prima volta, installate la partizione del bootloader nello slot inattivo dopo aver aggiornato e avviato con successo Android 16 di maggio 2026 almeno una volta. Questo può essere fatto seguendo questi passaggi:
Dopo un avvio riuscito in Android 16 di maggio 2026 per la prima volta, caricate in sideload l’immagine OTA completa corrispondente a quella build e riavviate il dispositivo per assicurarvi che entrambi gli slot abbiano un’immagine avviabile“.
Conseguenze per utenti e sviluppatori
Pensando all’impatto pratico di questa misura di sicurezza sull’uso quotidiano, risulta evidente che il consumatore medio non subirà alcun disagio. Effettuare il downgrade del sistema operativo, in special modo mantenendosi all’interno della stessa versione principale di Android, è un’operazione estremamente rara per l’utente finale.
Chi usa lo smartphone per le normali attività di tutti i giorni si limiterà a scaricare il pacchetto via OTA per godere delle ultime patch di sicurezza, ignorando totalmente le complesse dinamiche del bootloader.
La situazione assume tuttavia contorni ben diversi per la community degli sviluppatori e per i creator di custom ROM. Durante le fasi di test del codice, la comparsa di errori imprevisti è un’eventualità assolutamente normale da mettere in conto.
Se un errore fatale dovesse verificarsi su un dispositivo protetto da questo scudo anti-rollback, l’impossibilità di regredire a un’installazione stabile potrebbe causare danni temporanei ma fastidiosi. Gli smartphone rischiano infatti di rimanere bloccati in modalità di recupero, diventando del tutto inutilizzabili perché impossibilitati a superare la barriera creata dal sistema di sicurezza introdotto da Google.
Sebbene le problematiche descritte riguardino esclusivamente una nicchia, l’aumento della frequenza con cui Google sta implementando divieti di questo tipo solleva alcune riflessioni a livello tecnico. Sarebbe certamente utile se l’azienda iniziasse a fornire strumenti dedicati, destinati al grande pubblico o quantomeno agli sviluppatori accreditati, in grado di sbloccare agevolmente i terminali rimasti incastrati a causa di queste rigorose procedure di protezione dei dati.
Questo articolo Attenzione all’aggiornamento di maggio, sui Pixel 10 non si torna più indietro è stato pubblicato in origine su GizChina.it.