AGCOM vs Google, lo scontro sull’uso dell’IA nella ricerca sul tavolo della Commissione europea

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha recentemente intrapreso un’azione formale che sposta il confronto tra i giganti tecnologici e il mondo dell’informazione editoriale direttamente a Bruxelles. Durante la seduta del 29 aprile scorso, l’organismo guidato da Giacomo Lasorella ha delibera

AGCOM vs Google, lo scontro sull’uso dell’IA nella ricerca sul tavolo della Commissione europea
Google AI Mode

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha recentemente intrapreso un’azione formale che sposta il confronto tra i giganti tecnologici e il mondo dell’informazione editoriale direttamente a Bruxelles.

Durante la seduta del 29 aprile scorso, l’organismo guidato da Giacomo Lasorella ha deliberato l’invio di una segnalazione alla Commissione europea riguardante i nuovi servizi di ricerca potenziati dall’intelligenza artificiale di Google, specificamente AI Overviews e AI Mode.

La decisione, presa a maggioranza nonostante il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, sollecita una verifica accurata sulla compatibilità di tali strumenti con il Digital Services Act, il regolamento europeo che disciplina l’attività delle grandi piattaforme digitali.

AGCOM contro Google: la crisi delle visite e le ricerche senza click

google ai mode
Crediti: Google

L’intervento dell’AGCOM nasce da un esposto presentato dalla Federazione Italiana Editori Giornali, che ha evidenziato come l’introduzione di queste funzionalità stia alterando profondamente la circolazione dei contenuti online.

Attraverso il sistema delle AI Overviews, il motore di ricerca non si limita più a fornire una lista di collegamenti ipertestuali, ma elabora una sintesi testuale che risponde in modo esaustivo alla domanda dell’utente.

Questo processo genera quello che gli analisti definiscono “zero-click search“: il lettore ottiene le informazioni desiderate direttamente sulla pagina di Google, senza la necessità di cliccare sui siti web che hanno originariamente prodotto e verificato quelle notizie.

Le ripercussioni economiche per il settore sono immediate. Molti siti editoriali hanno registrato una riduzione della visibilità dei propri articoli, un fattore che incide direttamente sulla sostenibilità finanziaria delle testate, specialmente per quelle realtà indipendenti o di dimensioni ridotte che dipendono dal traffico organico per la vendita di abbonamenti o spazi pubblicitari.

Secondo la FIEG, questo meccanismo non solo sottrae risorse vitali agli autori, ma rischia di impoverire la libertà di informazione e il pluralismo delle fonti in Italia.

Rischi sistemici e accuratezza delle informazioni

Il rinvio alla Commissione europea si fonda sulla possibile violazione degli articoli 27, 34 e 35 del Digital Services Act. Tali norme impongono ai motori di ricerca di grandi dimensioni, classificati come VLOSE, obblighi precisi in termini di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e mitigazione dei rischi sistemici.

L’Autorità italiana chiede di valutare se la sintesi operata dall’intelligenza artificiale possa compromettere il diritto dei cittadini a un’informazione corretta e variegata.

Un altro punto critico sollevato riguarda la qualità dei contenuti generati. Spesso i sistemi basati su modelli linguistici incappano nelle cosiddette “allucinazioni”, fornendo risposte imprecise o contenenti errori fattuali del tutto assenti nelle fonti consultate.

La difficoltà per l’utente di verificare rapidamente l’attendibilità della risposta fornita dall’IA rappresenta, secondo l’Autorità, un potenziale pericolo per l’accuratezza del dibattito pubblico.

Un tavolo permanente per il diritto d’autore

Oltre alla segnalazione europea, l’AGCOM ha annunciato l’istituzione di un tavolo di confronto permanente. Questa iniziativa mira a far sedere allo stesso tavolo rappresentanti di Google, altre piattaforme tecnologiche ed editori, con l’intento di affrontare la questione del copyright e dell’equo compenso.

Il confronto dovrà stabilire nuovi equilibri per l’utilizzo dei contenuti protetti da parte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, assicurando che la trasformazione tecnologica non avvenga a scapito di chi investe professionalmente nella produzione di contenuti di qualità.

Toccherà ora agli organi comunitari stabilire se l’attuale configurazione della ricerca online rispetti le regole del mercato unico digitale o se sia necessario un intervento normativo per proteggere l’ecosistema informativo europeo.

Questo articolo AGCOM vs Google, lo scontro sull’uso dell’IA nella ricerca sul tavolo della Commissione europea è stato pubblicato in origine su GizChina.it.