Recensione Realme C100X: la batteria è il suo vero superpotere

Negli ultimi anni anche la fascia economica degli smartphone è cambiata parecchio, perché ormai, giustamente, spendere poco non significa più essere disposti ad accettare qualsiasi compromesso. Si vuole comunque un display fluido, una buona autonomia e soprattutto uno smartphone che nell’utilizzo qu

Recensione Realme C100X: la batteria è il suo vero superpotere
recensione realme c100x

Negli ultimi anni anche la fascia economica degli smartphone è cambiata parecchio, perché ormai, giustamente, spendere poco non significa più essere disposti ad accettare qualsiasi compromesso. Si vuole comunque un display fluido, una buona autonomia e soprattutto uno smartphone che nell’utilizzo quotidiano non sembri già vecchio appena tirato fuori dalla scatola.

Con il nuovo C100x realme ha scelto però una strada abbastanza particolare, perché invece di provare a stupire con la scheda tecnica ha puntato fortissimo su un elemento che, secondo me, su questa fascia di prezzo interessa molto più di tanti numeri da benchmark: l’autonomia.

La batteria è infatti da ben 8.000 mAh, accompagnata da un display da 6,8 pollici a 120 Hz, una fotocamera principale da 50 megapixel e ricarica a 45W. Insomma, già leggendo la scheda tecnica si capisce abbastanza chiaramente che tipo di smartphone abbiamo davanti: non vuole essere velocissimo né particolarmente sofisticato, ma vuole durare tanto e fare bene le cose che servono davvero tutti i giorni.

Recensione Realme C100X

Design e materiali

La prima cosa che si nota prendendolo in mano sono inevitabilmente le dimensioni. Non è uno smartphone piccolo e nemmeno leggerissimo, con i suoi 219 grammi, ma sinceramente mi aspettavo anche qualcosa di peggio considerando che all’interno c’è una batteria da 8.000 mAh. Lo spessore di 8,78 mm rimane infatti abbastanza contenuto e, dopo un po’ di utilizzo, il peso diventa meno fastidioso di quanto i numeri possano lasciare immaginare.

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Dietro troviamo una scocca in plastica, quindi niente materiali particolarmente ricercati, ma realme ha comunque cercato di dare un minimo di personalità al prodotto. Le colorazioni Golden Coast e Deepblue Tides giocano con riflessi e lavorazioni della superficie e, almeno visivamente, evitano quell’effetto da smartphone economico completamente anonimo.

Il sensore di impronte è posizionato lateralmente ed è una soluzione che continuo a preferire su prodotti di questo tipo, perché è semplice, immediata e non costringe a cercare il punto giusto sul display. Buona anche la sensazione generale di robustezza: abbiamo certificazione IP64 contro polvere e schizzi e realme dichiara una resistenza alle cadute fino a due metri.

Chiaramente IP64 non vuol dire che potete portarlo in piscina, ma su un telefono di questa fascia è comunque una protezione che fa piacere avere, soprattutto considerando il tipo di pubblico a cui probabilmente si rivolge.

Display

Il display è un LCD da 6,8 pollici, quindi bello grande, e secondo me è uno degli aspetti che caratterizzano maggiormente questo C100x. Se guardate tanti video, usate parecchio i social o semplicemente preferite uno schermo ampio, da questo punto di vista è difficile lamentarsi. La vera sorpresa sono però i 120 Hz, perché aiutano parecchio a dare una sensazione di fluidità superiore a quella che ci si aspetterebbe guardando il resto dell’hardware. Navigare nei menu, scorrere Instagram o semplicemente muoversi nell’interfaccia risulta abbastanza piacevole.

Bisogna però fare i conti con una risoluzione HD+ di 720 × 1570 pixel, e su 6,8 pollici la differenza rispetto a un buon Full HD+ si vede. Testi e piccoli dettagli non sono nitidissimi, soprattutto se arrivate da uno smartphone di fascia superiore, mentre probabilmente chi proviene già da un entry-level non ci farà troppo caso. La luminosità massima dichiarata è di circa 900 nit e nella maggior parte delle situazioni si riesce a utilizzare senza grossi problemi, mentre sotto il sole diretto qualche difficoltà arriva, anche a causa di angoli di visuale non eccezionali. È uno dei classici limiti di questi pannelli LCD economici.

Peccato inoltre per l’altoparlante singolo. Il volume è sufficiente, ma se guardate molti video o serie direttamente dallo smartphone, l’assenza di un sistema stereo si sente.

Hardware e prestazioni

All’interno di questo nuovo realme C100x troviamo l’Unisoc T7250, una piattaforma octa-core realizzata a 12 nm con due core Cortex-A75 fino a 1,8 GHz e sei Cortex-A55 da 1,6 GHz, accompagnati dalla GPU Mali-G57 MP1. Non è un processore nato per sorprendere nei benchmark e non avrebbe nemmeno troppo senso valutarlo con quella prospettiva: i suoi campi da gioco sono WhatsApp, Telegram, Instagram, TikTok, YouTube, navigazione web, mail e tutte quelle operazioni che rappresentano realmente la maggior parte dell’utilizzo quotidiano.

In questi scenari C100x se la cava abbastanza bene, aiutato anche dai 120 Hz del display, che tendono a mascherare una parte dei limiti della piattaforma restituendo animazioni e scorrimenti più piacevoli. Quando però si comincia a chiedere qualcosa in più, soprattutto passando rapidamente tra applicazioni pesanti o mantenendo diversi processi aperti, qualche rallentamento diventa evidente. Anche il gaming va interpretato nello stesso modo: i titoli più semplici non rappresentano un problema, mentre con giochi tridimensionali più complessi bisogna necessariamente ridurre dettagli grafici e aspettative.

La versione destinata al nostro mercato dispone di 4 GB di RAM e 256 GB di memoria interna, una capacità di archiviazione particolarmente interessante in questa fascia di prezzo. Rimane inoltre presente il supporto alla microSD, e peccato solamente per l’assenza del 5G, che su questo modello è assente per via delle limitazioni della CPU adottata. Un limite abbastanza grosso per il 2026, dove le reti finalmente hanno una copertura quasi totale del 5G sul territorio italiano (e non solo).

Software

Una cosa che mi ha sorpreso positivamente è invece il software, perché C100x arriva già con Android 16 e realme UI 7. Su uno smartphone economico non è una cosa da dare per scontata, soprattutto perché prodotti del genere vengono spesso acquistati da persone che hanno intenzione di tenerli per parecchi anni.

La realme UI ormai la conosciamo bene: è un’interfaccia abbastanza ricca, con molte possibilità di personalizzazione, funzioni dedicate alla protezione degli occhi, gestione della luminosità, ottimizzazione delle prestazioni e anche qualche strumento basato sull’intelligenza artificiale. Ci sono però parecchie applicazioni preinstallate, forse un po’ troppe, anche se fortunatamente la maggior parte può essere rimossa. È una situazione che ormai vediamo abbastanza spesso sugli smartphone di questa fascia, quindi non sorprende più di tanto.

La cosa interessante è che l’ottimizzazione software riesce abbastanza bene a convivere con un hardware non particolarmente potente e, nell’utilizzo normale, il telefono risulta più fluido di quanto la scheda tecnica potrebbe far pensare. Rimane invece un punto interrogativo sugli aggiornamenti futuri: al momento non ho ricevuto indicazioni ufficiali precise sul numero di major update o sugli anni di patch di sicurezza garantiti, quindi è un aspetto che terrei in considerazione soprattutto se pensate di utilizzarlo a lungo.

Fotocamera

Anche sul comparto fotografico realme ha fatto una scelta molto semplice: invece di aggiungere sensori secondari giusto per aumentare il numero di fotocamere sulla scheda tecnica, troviamo una principale da 50 megapixel f/1.8, mentre davanti c’è una camera da 5 megapixel. E sinceramente, su un telefono di questa fascia, preferisco così.

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Con buona luce la fotocamera principale fa il suo lavoro: le foto hanno un livello di dettaglio più che sufficiente per essere condivise sui social o semplicemente conservate sul telefono e realme tende, come spesso accade, a dare un po’ più di vivacità ai colori. Non sempre il risultato è fedelissimo alla scena reale, ma dubito che l’acquirente tipo del C100x cerchi una resa cromatica da smartphone fotografico. Anzi, probabilmente molte immagini risultano persino più piacevoli da vedere direttamente sul display. Quando cala la luce, invece, la situazione cambia. L’assenza della stabilizzazione ottica e i limiti del sensore diventano più evidenti, il dettaglio diminuisce e le texture più fini iniziano a perdere definizione. La modalità Notte aiuta, soprattutto con esposizione e colori, ma non aspettatevi miracoli.

Anche i video fanno capire abbastanza bene qual è il pubblico di riferimento: Full HD a 30 fps dalla fotocamera principale e 720p/30 fps da quella anteriore. Per una videochiamata, una storia Instagram o qualche clip veloce va benissimo; se invece cercate uno smartphone per creare contenuti, guarderei altrove.

Autonomia

Arriviamo finalmente al motivo per cui questo smartphone esiste: 8.000 mAh sono tanti, soprattutto considerando che fino a non molto tempo fa 5.000 mAh rappresentavano praticamente lo standard della categoria. Nell’uso quotidiano questo significa poter smettere di controllare continuamente la percentuale residua e, con un utilizzo non particolarmente aggressivo, arrivare senza grosse difficoltà anche alla seconda giornata, o in casi estremi anche oltre.

La ricarica cablata arriva a 45W e, inevitabilmente, riempire una batteria così grande richiede comunque tempo: per una ricarica dallo 0 al 100% sono necessarie qualcosa che si aggira intorno alle due ore e mezza, leggermente sopra la media, ma accettabile in virtù della capacità della batteria e del posizionamento del prodotto. Comoda, vista la dimensione appunto della batteria, anche la ricarica inversa via cavo, che permette di utilizzare il telefono quasi come una piccola power bank per alimentare un altro dispositivo compatibile.

Prezzo e considerazioni

realme C100x arriverà in Italia nella configurazione 4+256 GB a 259,99 euro, con un prezzo di lancio di 229,99 euro presso retailer come Unieuro, Expert e Trony, mentre su Amazon sarà disponibile a 239,99 euro. A 259 euro secondo me il discorso diventa un po’ più complicato, perché ci avviciniamo a una fascia nella quale è possibile trovare smartphone più potenti e soprattutto dotati di 5G. Intorno ai 230 euro, invece, la proposta diventa decisamente più interessante, soprattutto se l’autonomia è in cima alla vostra lista delle priorità.

Perché alla fine C100x è uno smartphone fatto di compromessi abbastanza evidenti. Il display è grande e fluido, ma solo HD+. La memoria interna è abbondante, ma la RAM si ferma a 4 GB. La batteria è enorme, ma il processore è decisamente modesto. La fotocamera va bene per l’utilizzo quotidiano, ma difficilmente sarà il motivo per cui lo sceglierete. E soprattutto manca il 5G. Ma c’è anche un aspetto positivo in tutto questo: C100x sa esattamente a chi vuole parlare.

Se cercate prestazioni, gaming o fotografia, non è il telefono giusto. Se invece vi interessa soprattutto avere uno smartphone con uno schermo grande, tanta memoria e soprattutto una batteria che sembra non finire mai, allora la proposta di realme acquista decisamente più senso. E probabilmente è proprio questa la caratteristica che ricorderete dopo averlo utilizzato: non quanto è veloce o quanto scatta bene, ma quanto raramente dovrete preoccuparvi di ricaricarlo.

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Questo articolo Recensione Realme C100X: la batteria è il suo vero superpotere è stato pubblicato in origine su GizChina.it.