Samsung sta finalmente usando le batterie al silicio-carbonio, ma la cautela è comunque tanta
L’annuncio della nuova generazione di smartphone pieghevoli targata Samsung porta con sé una novità molto importante. Con l’arrivo dei recenti Galaxy Z Fold 8, Z Fold 8 Ultra e Z Flip 8, l’azienda sudcoreana ha deciso di integrare in modo estensivo le batterie al silicio-carbonio, una tecnologia che

L’annuncio della nuova generazione di smartphone pieghevoli targata Samsung porta con sé una novità molto importante. Con l’arrivo dei recenti Galaxy Z Fold 8, Z Fold 8 Ultra e Z Flip 8, l’azienda sudcoreana ha deciso di integrare in modo estensivo le batterie al silicio-carbonio, una tecnologia che era stata volutamente ignorata fino a questo momento.
Si tratta di una cambiamento che garantisce una maggiore densità energetica in spessori estremamente ridotti, permettendo al marchio di anticipare concorrenti diretti come Apple e Google, sebbene arrivi con enorme ritardo rispetto ai concorrenti cinesi.
Nonostante i chiari vantaggi in termini di capienza, l’azienda ha mantenuto un approccio misurato, lavorando intensamente sull’affidabilità dei materiali per scongiurare qualsiasi rischio legato a questa composizione chimica.
Samsung usa il silicio-carbonio sui nuovi pieghevoli, una transizione ponderata

Il passaggio dai tradizionali anodi in grafite a quelli contenenti silicio non è una procedura semplice. Il silicio vanta una capacità di immagazzinare energia nettamente superiore, ma tende a espandersi durante i cicli di carica e scarica.
Memore delle ben note criticità affrontate in passato con le batterie dei propri dispositivi, l’azienda ha preferito procedere con la massima prudenza prima di implementare questa soluzione.
Secondo le dichiarazioni rilasciate dai portavoce della società, sono state impiegate ingenti risorse per ottimizzare al massimo la percentuale di silicio presente all’interno delle celle. Il lavoro si è concentrato per assicurare che le nuove celle mantengano la stabilità e la sicurezza a lungo termine che gli utenti si aspettano dai prodotti di fascia altissima.
L’adozione di questa specifica tecnologia trova la sua massima utilità proprio nella categoria dei foldable. Questi smartphone richiedono profili particolarmente sottili per risultare ergonomici una volta chiusi, ma devono al contempo alimentare processori di altissimo livello e schermi molto ampi.
La nuova architettura della batteria ha permesso un netto salto in avanti in termini di capienza. Mentre il precedente modello Galaxy Z Fold 7 si fermava a un modulo da 4.400 mAh, il nuovo Galaxy Z Fold 8 Ultra riesce a ospitare un’unità da 5.000 mAh. Questo incremento permette ai pieghevoli di allinearsi all’autonomia offerta dagli smartphone del brand dal formato tradizionale.
Il costo dell’aggiornamento
Accedere a questa componente comporta un investimento economico importante, inserito in un mercato caratterizzato da generali rincari dovuti alla scarsità di memorie RAM.
Quest’anno l’offerta dei pieghevoli a libro si è sdoppiata, rendendo i confronti con il passato meno diretti. Il Galaxy Z Fold 8 si presenta con un prezzo di partenza di 2.099€, mentre il modello di vertice, lo Z Fold 8 Ultra, viene proposto a partire da 2.299€. Per chi desidera il massimo dello spazio, la variante da 1 TB del modello Ultra tocca i 2.899€.
Chi preferisce invece il più compatto formato a conchiglia può optare per il Galaxy Z Flip 8, disponibile a 1.379€ nella sua versione base da 256 GB.
Questo articolo Samsung sta finalmente usando le batterie al silicio-carbonio, ma la cautela è comunque tanta è stato pubblicato in origine su GizChina.it.