Chrome non è mai stato così veloce, Google spiega i grandi passi avanti dell’ultimo anno
Fin dal suo esordio sul mercato, Google Chrome si è distinto per la sua reattività e per un’estetica moderna, distanziando rapidamente i concorrenti dell’epoca come Internet Explorer e Mozilla Firefox. A distanza di quasi vent’anni, le prestazioni rimangono un pilastro fondamentale per il team di sv

Fin dal suo esordio sul mercato, Google Chrome si è distinto per la sua reattività e per un’estetica moderna, distanziando rapidamente i concorrenti dell’epoca come Internet Explorer e Mozilla Firefox. A distanza di quasi vent’anni, le prestazioni rimangono un pilastro fondamentale per il team di sviluppo.
Recenti misurazioni dimostrano che il browser ha raggiunto il suo apice storico in termini di velocità. Attraverso strumenti di valutazione pubblici sviluppati in collaborazione con altre aziende del settore, tra cui Apple e Mozilla, l’azienda di Mountain View ha registrato progressi estremamente significativi.
Chrome è più veloce che mai, i test di Google

I dati resi noti dall’azienda confermano un netto salto in avanti: rispetto ad agosto 2024, le ottimizzazioni introdotte hanno portato a un incremento delle prestazioni del 22% sul benchmark Speedometer 3.1. Questo risultato specifico è stato misurato (curiosamente, N.d.R.) utilizzando un Apple MacBook Pro dotato di processore M4 e sistema operativo macOS 15.
L’impatto di questo miglioramento sulla vita quotidiana delle persone è impressionante. Gli ingegneri calcolano che, considerando un utilizzo medio di appena 10 minuti al giorno per ciascun utente, l’incremento di velocità permetta di risparmiare globalmente circa 116 milioni di ore di attesa durante il caricamento dei siti web.
Tradotto in termini più umani, si parla di circa 166 intere vite umane risparmiate. Questo eccezionale balzo prestazionale si concretizza in un’esperienza di navigazione decisamente più scorrevole e in un aumento dei tassi di conversione per le aziende che operano su internet.
Il lavoro sul motore di rendering
Per ottenere tali risultati, gli sviluppatori hanno dovuto analizzare e perfezionare i percorsi fondamentali all’interno del motore Blink utilizzato da Chrome.
Il test Speedometer si concentra proprio sulla reattività delle applicazioni web, mettendo sotto sforzo componenti critici di tutta la pipeline di rendering. Le valutazioni comprendono l’analisi del codice HTML, l’elaborazione del linguaggio JavaScript e dei file JSON, fino ad arrivare alle continue interazioni e manipolazioni del Document Object Model, comunemente noto come DOM.
Il team si è dedicato a ottimizzare profondamente il layout della memoria delle strutture dati interne relative al DOM stesso, ai fogli di stile CSS e ai componenti responsabili del disegno effettivo dei pixel su schermo.
Gestione della cache e altri dettagli tecnici
Un intervento decisivo ha riguardato l’efficienza generale. Il motore del browser ora evita inutili sprechi mantenendo lo stato dei dati in posizioni ottimali rispetto ai modelli di accesso, massimizzando così l’utilizzo della memoria cache della CPU.
Inoltre, è stato ampliato l’uso del sistema di garbage collection integrato, chiamato Oilpan, che si occupa di ripulire la memoria in modo estremamente efficiente.
Anche la gestione delle stringhe di testo nel rendering è stata affinata adottando il sistema rapidhash, abbandonando rappresentazioni interne eccessivamente pesanti.
I calcoli inerenti agli stili CSS, notoriamente esigenti in termini di risorse, ora sfruttano sistemi di memorizzazione temporanea molto più precisi, scartando a priori i dati irrilevanti.
Infine, gli ingegneri hanno lavorato sull’elaborazione del testo, incrementando notevolmente le prestazioni della formattazione dei caratteri tipografici avanzati di Apple, un elemento essenziale per la corretta visualizzazione di quasi tutte le pagine web moderne.
Questo articolo Chrome non è mai stato così veloce, Google spiega i grandi passi avanti dell’ultimo anno è stato pubblicato in origine su GizChina.it.